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ITALIA

Ue: aiuti Stato possibili, ma in quadro norme europee

Cda Alitalia: salta ricapitalizzazione. Enac: avviata procedura nomina commissario

"Rammarico e sconcerto per l'esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia" dichiarano in un comunicato congiunto i ministri dello Sviluppo Carlo Calenda, dei Trasporti Graziano Delrio e del Lavoro Giuliano Poletti. Cgil, Camusso: serve piano credibile

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"Il Presidente della compagnia Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, ha comunicato ufficialmente al Presidente dell'Enac Vito Riggio la decisione del Consiglio di Amministrazione della compagnia aerea di avviare la procedura per la nomina del Commissario". Lo riferisce l'Ente nazionale per l'aviazione civile. "L'Enac - si legge nella nota - ha preso atto che, al momento, esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività di Alitalia, su cui l'Ente continuerà a mantenere la propria vigilanza istituzionale in base alla normativa europea vigente".

Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia, convocato oggi, "ha preso atto con rammarico della decisione dei propri dipendenti di non approvare il verbale di confronto firmato il 14 aprile tra l'azienda e le rappresentanze sindacali". L'approvazione del verbale, si legge in una nota, "avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della Compagnia". Data l'impossibilità i procedere alla ricapitalizzazione di Alitalia, il cda della compagnia ha deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un'assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse.

Slitta l'incontro al MISE
Non ci sarà domani l'incontro al MISE che era stato fissato per fare il punto dopo l'esito del referendum. Secondo quanto si apprende da fonti del ministero la riunione è stata rinviata e slitta a dopo le riunioni degli organi deliberanti di alitalia. L' assemblea dei soci convocata per il 27 aprile, secondo quanto si apprende da fonti vicine all'azienda, potrebbe tenersi in seconda convocazione il 2 maggio.

Nessuna modifica per ora all'operatività dei voli Alitalia
"A seguito dell'esito negativo della consultazione referendaria sul verbale di confronto siglato da Alitalia e dalle organizzazioni sindacali, - si legge in una nota - la Compagnia tiene a precisare che il programma e l'operatività dei voli Alitalia non subiranno al momento modifiche". 

Un netto no dei dipendenti al piano industriale
Il verbale d'intesa sul piano industriale raggiunto da sindacati e azienda il 14 aprile scorso è stato respinto nettamente: su un totale di 10.101 votanti, i No sono stati 6.816, pari a oltre il 67%, e i Sì 3.206.

I ministri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e del Lavoro, Carlo Calenda, Graziano Delrio e Giuliano Poletti hanno espresso "rammarico e sconcerto per l'esito del referendum che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia". "A questo punto - hanno sottolineato - l'obiettivo del Governo, in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori".

Ue: aiuti Stato possibili, ma in quadro norme europee
Eventuali aiuti di Stato sono possibili per Alitalia ma dovrebbero attenersi alle "stringenti" norme Ue in materia. Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue, Lucia Caudet, rispondendo ai giornalisti a Bruxelles, precisando che si tratta dei "principi generali" della normativa, anche perché Bruxelles non ha ricevuto ancora alcuna notifica di misure pubbliche a supporto di Alitalia. Lo Stato, ha chiarito la funzionaria, può intervenire a favore delle imprese "nei termini di mercato" e "se alcune società sono in difficoltà, possono ricevere aiuti di salvataggio e ristrutturazione", ma per non risultare distorsivi della concorrenza i fondi devono attenersi a "stringenti condizioni" sotto le norme Ue.

Hogan: delusione e rammarico, NO sconfitta per tutti
"Ci rammarichiamo profondamente per il risultato del voto, che significa una sconfitta per tutti: i dipendenti di Alitalia, i suoi clienti, i suoi azionisti, e lo stesso Paese, di cui Alitalia è un ambasciatore in tutto il mondo": lo afferma in una nota James Hogan, presidente e amministratore delegato di Etihad Aviation Group e vicepresedente di Alitalia.

"Gli azionisti di Alitalia, inclusa Etihad Airways, - aggiunge - hanno messo a disposizione negli ultimi tre anni un enorme supporto finanziario e commerciale. Insieme agli azionisti italiani, Etihad aveva confermato il suo profondo impegno e la sua volontà di sostenere la compagnia con un pacchetto del valore aggregato di circa 2 miliardi di euro, per aiutare Alitalia a finanziare il suo piano industriale quinquennale. Una condizione fondamentale per questo impegno era rappresentato da un lavoro condiviso e congiunto di tutte le parti interessate, inclusi i sindacati".

"L'accordo preliminare con i sindacati era stato reso possibile e supportato dai leader degli stessi sindacati, dal management di Alitalia, dal Primo Ministro Italiano e da tre Ministri del Governo, che avrebbero aiutato a mettere il futuro di Alitalia al sicuro. Il rifiuto di questo accordo nel referendum è profondamente deludente. - conclude - Come azionisti di minoranza in Alitalia, supportiamo la decisone odierna del Consiglio di Amministrazione di convocare un'assemblea dei soci per il 27 di aprile per avviare le procedure previste dalla legge".

Camusso: serve piano credibile banche-governo-Cdp
Per Alitalia "bisogna ripartire da un piano industriale credibile, sostenuto anche dalle banche e dal governo, con l'ingresso di Cassa depositi e prestiti". Così la segreteria della Cgil, Susanna Camusso, a margine della manifestazione del 25 aprile a Milano.  "Bisogna chiedere che si riapra la discussione sul piano industriale, che è stato segnato dalla sfiducia dei lavoratori e da un gruppo che ha seguito tre ristrutturazioni successive, tutte con esiti fallimentari".

"Paghiamo e scontiamo le privatizzazioni così come sono state fatte nel nostro Paese, che si dimostrano anche a distanza di anni disastrose" ha aggiunto. L'amministrazione straordinaria e la messa in liquidazione dell'azienda "significa la perdita di un patrimonio industriale per il Paese, cosa che dobbiamo prima di tutto mantenere. Ma serve un piano industriale differente", ha concluso.

Sindacati: "Votazione sofferta"
Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Ugl Trasporto aereo parlano di una "votazione sofferta", decisa "contro un'azienda che poco ha fatto finora per risollevare le proprie sorti". "Attendiamo le valutazioni e le decisioni degli azionisti e del governo - scrivono i sindacati - nella consapevolezza di cercare sino all'ultimo ogni soluzione possibile per evitare decisioni che sarebbero traumatiche e non più modificabili".

"La prima cosa è la scelta della democrazia. Il secondo punto è che siamo stati sconfitti", commenta Nino Cortorillo, segretario generale Filt Cgil, convinto che "la scelta fatta sia dannosa innanzitutto per i lavoratori e non per gli azionisti: vi sono degli azionisti che non vedono l'ora di uscire dal rischio d'impresa". "Abbiamo dato voce ai lavoratori ma noi - aggiunge - continueremo ad assumerci le nostre responsabilità nei prossimi giorni".