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ITALIA

Inchiesta della procura di Firenze

Appalti Tav e Grandi Opere, 4 arresti. In carcere Incalza. Spunta nome del figlio di Lupi

Nel mirino la gestione illecita degli appalti delle Grandi Opere "mediante un articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori". Arrestato il supermenager dei lavori pubblici Incalza. 50 indagati tra cui Acerbo, l'ex manager di Expo arrestato nell'inchiesta "cupola degli appalti". Lupi:"Mai chiesto favori"

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Corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti ed altri delitti contro la Pubblica amministrazione. Sono queste le accuse che hanno portato all'arresto di 4 persone, 50 gli indagati nella maxi operazione dei carabinieri del Ros, coordinata dalla procura di Firenze. Nel mirino la gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi Opere "mediante un articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori". Tra gli arrestati il super-dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici (ora consulente esterno) Ercole Incalza, gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Tra gli indagati spunta invece il nome di Antonio Acerbo, l'ex manager di Expo già arrestato lo scorso ottobre nel filone d'inchiesta milanese sulla '"cupola degli appalti"; è accusato di turbativa d'asta per aver pilotato la gara per il 'Palazzo Italia'.

Il "Modus operandi"
Il "modus operandi criminale" delle persone arrestate nell'operazione "Sistema" è fondato, sottolineano gli investigatori, sui "reciproci rapporti di interesse illecito" tra gli indagati. In particolare, secondo l'accusa, le società consortili aggiudicatarie degli appalti delle Grandi Opere sarebbero state indotte da Ercole Incalza - capo della struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture, competente sulle Grandi opere - a conferire all'imprenditore Stefano Perotti, o a professionisti e società a lui riconducibili, incarichi di progettazione e direzione di lavori "garantendo di fatto il superamento degli ostacoli burocratico-amministrativi"; Perotti, quale contropartita, avrebbe assicurato l'affidamento di incarichi di consulenza o tecnici a soggetti indicati dallo stesso Incalza. Ad uno degli altri indagati, Francesco Cavallo, sempre secondo l'accusa, veniva riconosciuto da parte di Perotti, tramite società a lui riferibili, una retribuzione mensile di circa 7.000 euro "come compenso per la sua illecita mediazione".

Appalti su Tav e Expo
Nel mirino degli inquirenti, gli appalti delle più importanti tratte dell'Alta velocità del nord del centro Italia e di numerose altre Grandi opere. Dall'indagine è emerso anche come Perotti abbia influito illecitamente, secondo l'accusa, sulla aggiudicazione dei lavori di realizzazione del cosiddetto Palazzo Italia Expo 2015; di realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia, di molatura delle rotaie da parte dalla società Ferrovie del Sud Est e sempre di molatura delle rotaie in favore della società Speno International a lui riconducibile. Sempre Perotti ha ottenuto anche, in favore di società a lui riconducibili, l'incarico di direttore dei lavori di un appalto Anas relativo a un macro lotto dell'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria e il conferimento dell'incarico di progettazione del nuovo centro direzionale Eni di San Donato Milanese.  

Ercole Incalza, il 'dominus'
Secondo l'accusa sarebbe stato proprio Incalza - definito "potentissimo dirigente" del ministero dei Lavori Pubblici, dove è rimasto per 14 anni, attraversando sette governi, fino all'attuale - il principale artefice del "sistema corruttivo". Sarebbe stato lui, in particolare, in qualità di 'dominus' della Struttura tecnica di missione del ministero dei Lavori pubblici, ad organizzare l'illecita gestione degli appalti delle Grandi opere, con il diretto contributo di Perotti. In un colloquio del 25 novembre 2013 - riportato nell'ordinanza di custodia cautelare- -Giovanni Paolo Gaspari, già alto dirigente del Gruppo ferrovie dello Stato e consigliere presso il ministero delle Infrastrutture, parla di Ercole Incalza con Giulio Burchi, già presidente di Italferr spa: "Ercolino.. è  lui che decide i nomi... sì.. sì.. tra tutti i suoi.. sì.. si' ancora.. ancora... fa il bello e il cattivo tempo ormai là  dentro..".

Le accuse del gip: lavori al figlio del ministro Lupi
"Effettivamente, Stefano Perotti", l'imprenditore arrestato, "ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi", figlio del ministro Maurizio Lupi. Lo scrive il gip di Firenze nell'ordinanza di custodia cautelare per i quattro arrestati nell'inchiesta sui grandi appalti. Nelle intercettazioni si viene a sapere che Perotti ha assunto Luca Lupi in cantiere per 2 mila euro al mese: "Guarda i casi della vita", è l'ironia che emerge dalle trascrizioni.

Lupi: "Mai chiesto favori per mio figlio"
"Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato". Il ministro dei trasporti Maurizio Lupi chiarisce la posizione del figlio, che precisa, lavora a New York dai primi di marzo.