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SCIENZA

Spazio

“Qui pianeta Terra, c'è nessuno lassù?”. Arecibo, il messaggio che da 40 anni aspetta una risposta

Un segnale radio potentissimo sta attraversando la nostra galassia con la speranza che qualcuno lo riceva. Si tratta di tre minuti di trasmissione, partiti verso altri mondi il 16 novembre 1974 da un radiotelescopio a Porto Rico. Nessuno però si ancora è fatto sentire

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Rappresentazione grafica del messaggio di Arecibo (Frank Drake e Arecibo Observatory)
di Andrea Bettini
Il 16 novembre 1974 abbiamo spedito il nostro messaggio nello spazio, ma nessuno si è ancora fatto vivo. Probabilmente l'indirizzo era sbagliato oppure non è ancora arrivato a destinazione. Forse non c'era nessuno ad ascoltarci o chi lo ha ricevuto ha preferito restare in silenzio. Magari non è stato compreso o, al contrario, la risposta è ancora in viaggio verso la Terra. Non lo sappiamo e quei tre minuti di trasmissione radio inviati dal radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, sono ancora un punto di domanda, un tentativo ricco di fascino che resta comunque un capitolo importante per l'astronomia.

Un messaggio dalla Terra 
Sono passati 40 anni dalla trasmissione del “Messaggio di Arecibo”, il più potente segnale radio mai inviato deliberatamente dall'uomo verso lo spazio. La trasmissione consisteva di 73 linee da 23 caratteri l'una. All'interno si trovavano i numeri da 1 a 10 in formato binario, la rappresentazione di alcuni elementi chimici essenziali per la vita sul nostro pianeta, la doppia elica del Dna, una figura stilizzata di un essere umano, una descrizione grafica del nostro Sistema Solare e del telescopio di Arecibo. Il tutto ideato e composto dall'astronomo statunitense Frank Drake con l'aiuto di altri scienziati come Carl Sagan. 

"Se ci fosse qualcuno in ascolto, avrebbe sicuramente già potuto riceverlo”
L'emissione aveva una potenza equivalente a 20mila miliardi di watt e sarebbe ricevibile da un radiotelescopio come quello di Arecibo posto in qualunque punto della nostra galassia. “Si scelse di farlo partire in direzione dell'ammasso stellare di Ercole, in modo da attraversare gran parte della Via Lattea – spiega Andrea Bernagozzi, ricercatore dell'Osservatorio Astronomico della Valle d'Aosta che pochi giorni fa ha tenuto una conferenza su questo tema ad Aosta – In questo modo possono intercettare moltissime stelle. Se ci fosse qualcuno in ascolto, avrebbe sicuramente già potuto riceverlo”.

Nessuna risposta, un caso dubbio e un ironico cerchio nel grano 
In 40 anni non abbiamo però ancora ricevuto risposte. “Da allora c'è un stato un solo caso dubbio, che fa tuttora discutere gli scienziati: il segnale chiamato 'Wow', che fu captato da un radiotelescopio nell'Ohio il 15 agosto 1977 – continua Andrea Bernagozzi – Era un impulso molto potente e le sue caratteristiche sono compatibili con un segnale radio prodotto in modo artificiale. Purtroppo però è stato molto breve e non si è mai ripetuto. In ogni caso, dato che non ci sono stelle a meno di quattro anni  luce da noi, è fortemente improbabile che potesse essere una risposta al segnale lanciato dalla Terra nel 1974. Nel 2001 invece in Inghilterra apparve un cerchio nel grano in cui veniva ripetuto il messaggio di Arecibo dal punto di vista degli alieni, con un extraterrestre al posto dell'omino stilizzato e il disegno di un sistema planetario diverso dal nostro: fu chiaramente uno scherzo, ma davvero eccezionale”.

Un piccolo amo gettato in un oceano sconfinato 
Il messaggio di Arecibo sta ancora viaggiando nel cosmo, come un piccolo amo gettato in un oceano sconfinato con la speranza che qualche pesce (se c'è) abbocchi. “Le probabilità di colpire nel segno sono molto basse, anche perché non sappiamo se la direzione scelta per la trasmissione sia quella giusta e non sappiamo nemmeno se esistano forme di vita di qualunque tipo nel cosmo né civiltà con tecnologie adatte a riceverlo – dice Andrea Possenti, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Cagliari, che è tra i gestori del nuovo radiotelescopio Sardinia RadioTelescope – Qualche possibilità in più c'è con i vari progetti in cui i radiotelescopi vengono usati per ascoltare eventuali segnali radio non naturali, non per trasmettere. È più semplice e si può fare per tempi molto più lunghi”.
 
"Una dimostrazione della capacità tecnologica del genere umano"
Anche se non dovesse mai ricevere risposta, il messaggio di Arecibo resta comunque un tentativo molto significativo nella storia dell'astronomia. Innanzitutto ha contribuito a sdoganare l'astrobiologia, cioè la ricerca sulla vita extraterrestre. Negli anni Settanta era più vicina alla fantascienza che alla scienza, mentre oggi è al centro di molte missioni di rilievo, compresa quella della sonda Rosetta, che pochi giorni fa ha sganciato un lander su una cometa. Inoltre ha sottolineato che siamo in grado di inviare comunicazioni a distanze enormi. “È stata una dimostrazione della capacità tecnologica del genere umano – conclude Andrea Possenti – Siamo in grado di palesarci con trasmissioni create appositamente, di fare vedere che ci siamo”.