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MONDO

Sirhan Sirhan

L'assassino di Rfk verso la scarcerazione, il clan Kennedy si spacca

Sirhan ha ottenuto quello che ad altri celebri ergastolani (Charles Manson della strage di Bel Air morto in carcere, Mark David Chapman per l'assassinio di John Lennon) è stato negato

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Sirhan Bishara Sirhan (AP Photo/George Brich)
Sara' scarcerato Sirhan Sirhan, l'uomo condannato per l'assassinio di Robert Kennedy nel 1968, il profugo palestinese di cui si disse che aveva "ucciso il sogno americano" eliminando chi avrebbe potuto battere Richard Nixon per la Casa Bianca. La Commissione per la libertà condizionale della California ne ha disposto il rilascio. Dopo un periodo di revisione di 90 giorni, l'ultima parola spetterà al governatore della California, Gavin Newson, che difficilmente cambierà la decisione.   

Era la sedicesima volta che veniva presentata la richiesta di libertà condizionale per Sirhan, ormai 77enne, ma per la prima volta la procura non si è presentata in aula per opporsi, in omaggio alla nuova linea del procuratore distrettuale della Contea di Los Angeles, George Gascon, convinto che il lavoro dell'accusa si fermi al momento della condanna.   

"È passato più di mezzo secolo e quel giovane ragazzo impulsivo che ero non esiste più", ha detto Sirhan durante l'ultima udienza, "il senatore Kennedy era la speranza del mondo e ho ferito e ho fatto del male a tutti e mi addolora rendermene conto, la coscienza di un atto così orribile".   

Sirhan, che ferì altre cinque persone, fu condannato nel 1969 alla camera a gas, poi commutata nell'ergastolo con la possibilità di sconti di pena dopo la temporanea abolizione della pena capitale in California, nel 1972.   

Rfk fu assassinato il 5 giugno 1968, in piena guerra del Vietnam e in un'America scossa dal'assassinio di Martin Luther King. La campagna elettorale del fratello minore di Jfk, reduce dal trionfo nelle primarie democratiche in California, stava raccogliendo molti sostegni e speranze nel Paese.

Il giovane Kennedy sembrava un rivale credibile per sconfiggere Richard Nixon, ma la sua ambizione fu stroncata nelle cucine dell'hotel Ambassador di Los Angeles dagli otto colpi sparati da Sirhan, un aspirante fantino. Lui non ha mai spiegato i veri motivi del suo gesto se non alludendo a un vago risentimento per il sostegno dato da Robert a Israele nella Guerra dei Sei giorni.   

Di certo quell'assassinio cambiò il corso della Storia, lasciando campo libero a Nixon che a novembre vinse sull'anonimo Humbert Humphrey. All'udienza ha parlato un figlio del senatore ucciso, Douglas, che all'epoca era un neonato: "Ho vissuto tutta la vita nel terrore di lui e del suo nome, ora sono grato perché vedo un essere umano che merita compassione".

Negli ultimi anni era cresciuto il movimento d'opinione favorevole alla scarcerazione di Sirhan e prima della riunione della Commissione, ne avevano chiesto il rilascio il sindacalista Paul Schrade, ferito nell'attentato, e altri due figli di Rfk: Robert Junior e Katherine Kennedy Townsend.

Clan spaccato
Ma il clan dei Kennedy è sostanzialmente spaccato sulla libertà condizionale all'uomo condannato per l'assassinio di Rfk: sei dei figli di Bobby e Ethel hanno contestato la raccomandazione di due membri del Parole Board di far uscire Sirhan Sirhan dal carcere di San Diego, dove ha già scontato 52anni di reclusione. Forte dell'esplicito appoggio di altri due sopravvissuti della numerosa prole, Sirhan venerdì ha ottenuto quello che ad altri celebri ergastolani (Charles Manson della strage di BelbAir morto in carcere, Mark David Chapman per l'assassinio di John Lennon) è stato negato.

"Ha tolto il padre alla nostra famiglia e all'intera America", hanno invece scritto "devastati dalla decisione" l'ex deputato Joe Kennedy, Courtney, Kerry, Christopher, Max e Rory, nata pochi mesi dopo l'assassinio del papà: "Siamo esterrefatti che sia stato raccomandato il rilascio". A loro volta altri due figli Kennedy (degli undici, David e Michael sono morti tragicamente) hanno avallato il parere del Board: Douglas, che aveva poco più di un anno quando Sirhan aprì il fuoco nelle cucine dell'hotel Ambassador di Los Angeles, è apparso in aula, "grato di vedere un essere umano che merita compassione dopo aver passato tutta la vita nella paura di lui e del suo nome"; mentre Robert, e con lui la sorella Kathleen, è stato convinto da Paul Schrade, uno dei feriti nella sparatoria, secondo cui Sirhan non è il vero assassino.