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Coronavirus

Saltano decine di migliaia di prenotazioni

Astrazeneca, gli effetti sulla campagna di vaccinazione tra stop e attese

Fermo hub a Fiumicino dopo la sospensione del vaccino. La vaccinazione di massa secondo il nuovo piano nazionale dovrebbe decollare da metà aprile, con l'arrivo di milioni di fiale del vaccino monodose Usa Johnson&Johnson

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Lo stop al vaccino anti-covid di Astrazeneca frena la campagna vaccinale in Italia e agita il governo. Ma intanto c'è chi si chiede cosa fare, soprattutto tra i cittadini che hanno ricevuto la prima dose ed erano in attesa della seconda. Mentre migliaia di hub vaccinali, da un estremo all'altro del Paese, si trovano a sospendere le vaccinazioni all'improvviso, rimandando a casa chi era in fila, in attesa dell'inoculazione.

In attesa del pronunciamento definitivo giovedì dell'Agenzia europea del farmaco sul vaccino anglo-svedese, si fanno stime sul possibile impatto della sospensione decisa dall'Agenzia italiana (Aifa). Conseguenze immediate, con decine di migliaia di prenotazioni per la somministrazione di AstraZeneca saltate - 7 mila oggi nel solo Lazio, oltre un terzo del totale giornaliero - e ben più gravi se lo stop dovesse protrarsi o addirittura diventare definitivo. Senza contare l'effetto  che le notizie di questi giorni - tra decessi sospetti e intervento cautelativo dei principali Paesi europei - potrebbe ingenerare nella popolazione anche in caso di ripresa dell'uso. 

Si calcola su dati del ministero della Salute che entro fine marzo senza AstraZeneca si rischierebbe di passare da oltre 7 milioni di dosi consegnate (comprese anche quelle di Pfizer e Moderna) a poco più di 4 milioni. Fonti del commissariato all'emergenza ridimensionano le previsioni più nere, sottolineando che AstraZeneca non rappresenta la parte più consistente delle forniture attese. Il generale Francesco Figliuolo aveva già assicurato che in caso di ritardi nelle consegne di Astrazeneca si sarebbe potuto compensare con Pfizer, ma adesso è in discussione - almeno fino a giovedì - l'uso stesso del prodotto di Oxford. Nonostante tutti gli esperti continuino a tranquillizzare sul suo utilizzo.   

La vaccinazione di massa secondo il nuovo piano nazionale dovrebbe decollare da metà aprile, con l'arrivo di milioni di fiale del vaccino monodose Usa Johnson&Johnson. Per ora si fanno i conti con le cancellazioni delle prenotazioni di cittadini ai quali era destinato AstraZeneca,passato dall'uso nella fascia 18-55 anni in quella fino a 65 anni e infine anche per gli over 65. Oltre al Lazio, una delle Regioni con la migliore performance vaccinale, anche la Toscana, pure tra le virtuose, si trova a sospendere 34 mila appuntamenti in una settimana. E la Lombardia, che doveva risalire la china dopo diversi problemi nella campagna, ha rinviato 33.500 vaccinazioni tra oggi e giovedì.   In Italia finora dall'11 febbraio quasi 1,1 milioni di persone hanno ricevuto la prima iniezione di Astrazeneca, che prevede un richiamo molto più distanziato degli altri vaccini, a tre mesi. "Confidiamo che riceveranno il richiamo nei tempi previsti", ha dichiarato Gianni Rezza dell'Istituto superiore di sanità (Iss). 

Speranza: "Ieri fatto nuovo: stop Astrazeneca precauzionale"
"Lo stop alle vaccinazioni con Astrazeneca è stata una scelta esclusivamente precauzionale": lo afferma il ministro dellla Salute, Roberto Speranza che, intervistato su Corriere.it, spiega: "Ieri c'è stato un fatto nuovo, segnalato dall'Istituto di controllo sui vaccini in Germania. Rispetto a questa c'è stata una scelta prudenziale, anche degli altri Paesi, aspettiamo le valutazioni di Ema e Aifa"."Si tratta - sottolinea - di precauzioni necessarie per fare una valutazione più approfondita. Questo credo  sia un atteggiamento serio i cittadini possono avere fiducia. I vaccini sono sicuri".

Fermo hub a Fiumicino dopo sospensione vaccino
Dopo la sospensione del vaccino Astrazeneca nessuna attività al Centro Vaccinale al parcheggio lunga sosta dell'aeroporto di Fiumicino.Gli ingressi sono chiusi e vuoti appaiono i canali dove, fino a ieri pomeriggio, si sono susseguite, dall'11 febbraio scorso, le centinaia di somministrazioni giornaliere che hanno riguardato categorie come forze dell'ordine e insegnanti, fino ai farmacisti domenica scorsa.   Anche oggi erano state programmate le consuete centinaia di vaccinazioni giornaliere ma ai prenotati sono stati inviati sms di sospensione dell'appuntamento. La struttura, la più grande del Lazio con circa 1.500 metri quadri interamente coperti e riscaldati, è in grado di somministrare a regime oltre 3 mila dosi di vaccino giornaliere.

Lazio, D'Amato: "Stop incide molto sulla campagna"
"E' uno stop che incide molto percheé il vaccino AstraZeneza è uno dei vaccini su cui c'e' stata la maggiore opzione quantitativa da parte dell'Ue". Lo ha desso l'assessore alla Sanità della regione Lazio, Alessio D'Amato, intervenuto su Rainews24.    "AstraZeneca rappresenta per il Lazio il 45% della nostra capacita' vaccinale - ha aggiunto l'assessore -  perché noi vacciniamo circa 20mila persone al giorno e il vaccino AstraZeneca rappresenta circa 8 mila dosi. Sta comunque proseguendo la campagna con Pfizer e Moderna rivolta agli over 80, vulnerabili, fragili e alle disabilità gravi. Ieri abbiamo superato le 700 mila somministrazioni e superato le 200 mila doppie somministrazioni"

Toscana: "Priorità a chi si era prenotato"
"Chi si era prenotato e ha visto la propria vaccinazione rimandata avrà la priorità quando ripartiranno le vaccinazioni". Lo dice il presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo in merito alla sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca. "Una scelta cautelativa - rassicura Mazzeo - da parte dell'Ema che vuole approfondire meglio se c'è una correlazione tra il vaccino e le reazioni avverse. Ora però c'è bisogno di chiarezza, fino a 24 ore fa Ema e Aifa ci rassicuravano spiegandoci che il vaccino era sicuro, improvvisamente è stato sospeso senza darci ulteriori informazioni, questo non aiuta né chi deve decidere né i cittadini. Ne va della salute degli italiani. Ne va della credibilità della scienza".

Insegnante di Gela: avviata procedura per dichiarazione morte cerebral
E' stata avviata la procedura per la dichiarazione di morte cerebrale per l'insegnante di Gela di 37 anni che pochi giorni fa era stata ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Sant'Elia  di Caltanissetta in seguito a un grave malore. Sul suo caso la procura di Gela ha aperto un fascicolo sequestrando le cartelle cliniche e la documentazione inerente il vaccino. Undici giorni prima la docente aveva ricevuto la prima dose di AstraZeneca. Venerdì mattina ha cominciato ad accusare un forte mal di testa e stato confusionale. Dopo il trasporto all'ospedale "Vittorio Emanuele" di Gela è stato disposto il trasferimento al Sant'Elia dove è stata sottoposta ad un delicato intervento di Neurochirurgia. La donna, secondo i primi accertamenti medici, sarebbe stata colpita da trombosi ed emorragia cerebrale.

"Questa mattina - ha dichiarato il primario di Anestesia e Rianimazione Giancarlo Foresta - ho compilato la scheda di sospetta reazione avversa al farmaco per l'Aifa. La paziente, a quanto sembra non aveva malattie pregresse. Personalmente non ho la competenza per stabilire se esiste una relazione tra il vaccino e il quadro clinico della ragazza. Gli approfondimenti dell'Aifa serviranno proprio a chiarire questo".