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MONDO

Usa

Attacco a Capitol Hill, Bannon non sarà detenuto in attesa di giudizio

L'ex consigliere di Trump in tribunale per oltraggio al Congresso  

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Steve Bannon (Ap)
Ssteve Bannon non sarà detenuto, ma resterà in una sorta di libertà vigilata prima del processo per oltraggio al Congresso, nell'ambito dell'indagine parlamentare sull'assalto al Capitol. Lo ha deciso il giudice di fronte al quale si è presentato. La prima udienza è fissata per giovedì. 

L'ex stratega della Casa Bianca nell'era di Donald Trump è stato sottoposto ad alcune limitazioni: consegna del passaporto, controllo settimanale dei servizi pre-detentivi, informazione sui movimenti fuori del distretto. 

Steve Bannon si era presentato spontaneamente agli uffici dell'Fbi di Washington. È stato incriminato per oltraggio al Congresso per aver negato la sua collaborazione alla commissione della Camera che sta indagando sull'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio scorso.

Due i capi di imputazione che gli ha contestato il giudice, uno per non aver testimoniato e l'altro per non aver consegnato i documenti richiesti.

Giovedì prossimo, dunque, la prima udienza. Se condannato, Bannon rischia fino a un anno di carcere e una multa fino a 100mila dollari. Nel rifiutarsi di testimoniare, Bannon - che il giorno precedente all'assalto al Congresso nel suo podcast aveva dato indicazioni precise sulla volontà di azioni clamorose - si era appellato al privilegio esecutivo, invocato da Trump in qualità di ex presidente per rifiutarsi di consegnare alla commissione i documenti della sua amministrazione.

"Voglio che voi, ragazzi, restiate concentrati sul messaggio... questo è tutto rumore", "combatteremo sempre il regime di Joe Biden": ha detto Bannon, con lo sguardo verso la telecamera, mentre si consegnava all'Fbi. 

Architetto della vittoria elettorale del 2016, soprattutto grazie all'attivismo del sito di estrema destra Breibart che dirigeva, Bannon ha poi avuto una breve stagione come stratega alla Casa Bianca, da dove è stato licenziato nell'agosto del 2017.

Lo scorso anno è stato arrestato ed incriminato dai federali per aver frodato i sostenitori di una campagna per raccogliere fondi privati per la costruzione del Muro sul confine con il Messico.

"Non cederò, hanno preso la persona sbagliata": così Steve Bannon dopo essere stato rilasciato in libertà vigilata. L'ex stratega di Donald Trump ha accusato il ministro della Giustizia, Merrick Garland, la speaker della Camera, Nancy Pelosi e il presidente Joe Biden di aver voluto la sua incriminazione. "Siamo stanchi di giocare in difesa, ora giocheremo all'attacco", ha promesso.

A  Bannon fa eco il suo avvocato, David Schoen. "Una truffa sin dall'inizio" dichiara dopo il rilascio dell'ex stratega della Casa Bianca. Il legale ha attaccato pesantemente sia la commissione parlamentare che indaga sull'assalto al Capitol sia la decisione di incriminare il suo assistito che, ha detto, ha l'obbligo di onorare il privilegio esecutivo presidenziale.