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ECONOMIA

Decadono presidente e Cda

Banche Popolari, Banca Etruria commissariata da Visco e Padoan

Al 30 settembre, il gruppo bancario aveva realizzato oltre 126 milioni di perdite. Polemica politica: il padre di Maria Elena Boschi era vicepresidente. Il ministro su Twitter: "Smetteranno di dire che ci sono privilegi: dura lex, sed lex"

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Colpo di scena per Banca Etruria: la 'Banca dell'oro' è stata commissariata. L'istituto aretino, famoso per la sua storia d'intermediario del metallo prezioso, è in amministrazione straordinaria per effetto delle "gravi perdite del patrimonio" emerse agli occhi dei funzionari della Banca d'Italia che da tempo stavano svolgendo accertamenti ispettivi, peraltro ancora in corso.    

Commissariamento
Così con un blitz dei due commissari nel bel mezzo della riunione del consiglio d'amministrazione che avrebbe dovuto approvare i risultati del 2014 - attesi in rosso per oltre 140 milioni - è stata notificata la disposizione di scioglimento degli organi amministrativi firmata dal Ministero dell'Economia su proposta di Via Nazionale. A prendere la guida, quindi, i due commissari Riccardo Sora e Antonio Pironti, che hanno convocato dirigenti e organizzazioni sindacali per fare un primo punto della situazione. Al loro fianco Paola Leone, Silvio Martuccelli e Gaetano Maria Giovanni Presti in qualità di componenti del Comitato di sorveglianza.    

Le perdite
Le perdite, ha spiegato la banca in una nota, sono dovute a "consistenti rettifiche sul portafoglio crediti", visto che la spirale dei crediti dubbi e deteriorati rispetto al totale dei crediti verso la clientela si è impennata a vista d'occhio negli ultimi mesi. Adesso, quindi, con l'avvio della procedura di amministrazione straordinaria, sotto la supervisione di Bankitalia, i nuovi vertici dovranno "condurre l'attività aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione e individuare le iniziative necessarie per il superamento della crisi aziendale".    

Il coinvolgimento del padre del ministro Boschi
Lo scandalo della Popolare aretina, che l'estate scorsa sarebbe dovuta diventare Spa in anticipo rispetto al Dl popolari proprio per facilitare il salvataggio da parte di terzi, ha immediatamente acceso la bagarre della politica visto che il padre (Pier Luigi Boschi) del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, fino a 24 ore fa ne era il vicepresidente. Il tutto con il Mef che ha interpellato e immediatamente sgombrato dal campo l'ipotesi che la vicenda sia attinente col recente decreto del governo sulle banche.    

E proprio il ministro Boschi su Twitter ha immediatamente lanciato un post a sua difesa: "Il Governo su proposta di Banca d'Italia ha commissariato Banca Etruria. Smetteranno di dire che ci sono privilegi?".




Il commissariamento dimostra che la banca non gode di "privilegi", fa notare il ministro: "Dura lex, sed lex".

Le polemiche
A cascata sono i commenti degli altri parlamentari. Il primo Renato Brunetta secondo cui il governo dovrebbe riferire subito in Parlamento ("notizie inquietanti che stanno scassando l'opinione pubblica e i mercati"). Sulla stessa linea la presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni ("Credo che anche il ministro Boschi dovrebbe dimettersi") e i deputati del M5s ("chiediamo chiarezza su una vicenda che mina la credibilità e l'autonomia della politica"); mentre il collega del Pd Ernesto Carbone ha difeso l'operato di Palazzo Chigi ("Su Banca Etruria l'intervento del Governo fa giustizia di sciacallaggio e strumentalizzazioni").

Banca Etruria
Banca Etruria è una banca dal forte presidio territoriale nel Centro Italia, con sede ad Arezzo. Fondata nel 1882 con il nome di "Banca Mutua Popolare Aretina", è attualmente conosciuta anche come Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio. L'istituto di credito è conosciuto come "Banca dell'oro" grazie alla sua leadership nell'intermediazione del metallo giallo. Dopo alcuni processi di integrazione, Banca Etruria è diventata capogruppo di un gruppo bancario (Gruppo Banca Etruria). Il Gruppo Banca Etruria ha 186 filiali distribuite in 8 Regioni del Paese (Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise e Lombardia), ha circa 1.900 dipendenti, una base azionaria di oltre 60mila soci e centinaia di migliaia di clienti concentrati soprattutto nel Centro Italia.