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POLITICA

La polemica

Banca Etruria, sfida fra 5 Stelle e Boschi sulla mozione di sfiducia: "Vedremo chi ha i numeri"

Il ministro delle Riforme replica a chi la accusa per il ruolo del padre nell'istituto di credito parlando di "conflitto di interessi inaccettabile". Il Pd accelera sulla commissione d’inchiesta sulle banche coinvolte

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Maria Elena Boschi (Corbis)
Roma
Guerra aperta fra il Movimento 5 Stelle e il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Il caso di Banca Etruria infiamma anche la politica e alla Camera è stata presentata l’annunciata mozione di fiducia contro l’esponente del governo “per il coinvolgimento personale e familiare nelle vicende” nonché “in relazione ai recenti provvedimenti che hanno interessato l'istituto di credito”. Secca la replica del ministro, il cui padre è stato vicepresidente della banca: “Vedremo chi ha i numeri in Aula”.
 
I 5 Stelle: “Conflitto di interessi inaccettabile”
Dopo giorni di polemiche, i 5 Stelle vanno dritti per la loro strada. Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog il testo della mozione di sfiducia e ha lanciato l’hashtag #SfiduciamolaBoschi. “Il conflitto di interessi del ministro Boschi è inaccettabile - si legge nel post anonimo, quindi attribuibile al leader del Movimento – Il governo deve fare gli interessi di tutti i cittadini non dei parenti e degli amici di premier e ministri”.
 
Il ministro: “Vedremo chi ha la maggioranza”
Fa spallucce il ministro delle Riforme. “Discuteremo, voteremo e vedremo in Aula chi ha la maggioranza”, è la contro-sfida di Maria Elena Boschi. Il Partito Democratico fa quadrato intorno all’esponente del governo. Dai fedelissimi del ministro si evidenzia che la prima tranche di avvisi di garanzia per il crac di Banca Etruria non sfiora il padre del ministro Boschi. Solo “urla”, quelle dei 5 Stelle, per il premier Matteo Renzi.
 
La commissione d’inchiesta sulle banche
Il Pd intanto accelera sulla commissione d'inchiesta per accertare le responsabilità delle banche coinvolte dal decreto del governo. La Commissione sarà monocamerale - spiegano fonti dem - Verrà votata al più presto a Palazzo Madama e comincerà a lavorare già con l'inizio del nuovo anno. La novità è l'allargamento dell'indagine all'intero sistema del credito: la commissione che si formerà al Senato non solo avrà la funzione di indagine sulle quattro banche - CariFe, CariChieti, Marche e Etruria - ma anche sull'intero sistema bancario.