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MONDO

Dopo la strage di Dacca

​Bangladesh: "Terroristi di casa, manovrati da Pakistan"

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Il governo di Dacca è convinto che nel massacro in un ristorante nel cuore della capitale l'Isis non c'entri. E punta il dito invece contro un gruppo jihadista locale, collegato all'opposizione e manovrato dai servizi segreti pakistani.

Nella prima delle due giornate di lutto nazionale, emergono dettagli sugli autori del massacro, costato la vita a 20 ostaggi, dei quali 9 italiani, e rivendicato dall'Isis: il capo della polizia locale, Shahidul Hoque, ha detto che gli inquirenti stanno esaminando l'ipotesi di "collegamenti internazionali" e ha aggiunto che ci sono sospetti su "membri importanti dell'JMB", Jamaeytul Mujahdeen Bangladesh, un gruppo jihadista locale messo al bando da una decina di anni, legato all'opposizione al governo, Jamaat e-Islami e all'Isi, i servizi pakistani.

Secondo un altro esponente del governo, che ha parlato con l'emittente Ndtv, i terroristi la notte del massacro scaricavano le immagini efferate su Internet, di cui hanno approfittato gli uomini dell'Isis in Siria ed Iraq per rivendicare la paternità dell'azione."Avevano cellulari e portatili, che utilizzavano per scaricare le sanguinose immagini", ha detto HT Imam, stretto collaboratore della premier Sheikh Hasina. "Sono state utilizzati dall'Isis e da altri per la rivendicazione". "Le connessioni tra l'Isi pakistano e Jamaat sono ben note, vogliono defenestrare l'attuale governo. La chiave", ha aggiunto, "è l'unico terrorista catturato vivo". HT Imam non ha voluto rivelarne l'identità. "L'inchiesta è in corso, dobbiamo arrivare a chi ha organizzato l'attentato".