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MONDO

Il nuovo leader e premier sarà noto il 9 settembre

Brexit, tra i Tories parte la corsa alla successione a Cameron

Le candidature si chiuderanno tra poche ore e la competizione il 9 settembre. Al momento solo due candidati: Liam Fox e Stephen Crabb. La procedura per nominare il successore di Cameron

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Ancora poche ore per candidarsi alla successione a David Cameron, che venerdì ha annunciato le sue dimissioni da leader dei Tories e da primo ministro a seguito dell'esito del referendum sulla Brexit del 23 giugno. Il Partito conservatore ha cominciato a ricevere le prime candidature e che si potranno presentare fino a mezzogiorno di giovedì. Chi uscirà vincitore dal processo di selezione, che dovrebbe terminare il 9 settembre, sarà incaricato di negoziare con l'Unione europea per le modalità di uscita del Paese dal blocco comunitario. Cameron lascerà poi a ottobre, dunque resterà alla guida del Regno Unito finché non sarà trovato un successore.

Al momento si sono fatti avanti solo in due: il ministro al Lavoro e alle pensioni Stephen Crabb e l'ex segretario alla Difesa Liam Fox. Ma gli occhi sono puntati sui due favoriti: l'ex sindaco di Londra Boris Johnson, che è stato fra i principali promotori della campagna pro-Brexit, e la ministra dell'Interno Theresa May, che era invece favorevole alla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea ed è vista da molti come figura in grado di unire il partito. In questi giorni sono circolati anche i nomi della ministra all'Istruzione Nicky Morgan e del ministro della Sanità Jeremy Hunt, ma su di loro non ci sono certezze ufficiali. Fonti vicine a Boris Johnson hanno dichiarato ai media locali che, in caso di una sua elezione, lui non riterrebbe necessario indire elezioni anticipate per ottenere il consenso popolare per il suo mandato, malgrado la sua figura sia controversa fra i deputati conservatori, molti dei quali lo considerano un opportunista.

La procedura per nominare il successore di Cameron
Alla scelta del nuovo leader dei Tories e premier si arriverà con la seguente procedura: il cosiddetto Comitato 1922, che riunisce il gruppo parlamentare conservatore, si occuperà di supervisionare l'iter e ci sarà una serie di votazioni tra i 331 deputati conservatori per iniziare a sfoltire i nomi, fino a quando ne rimarranno solo due; a quel punto ci sarà la votazione decisiva, di tutti i membri del partito, in programma appunto per il 9 settembre. In ogni votazione verrà eliminato un candidato, quello che avrà il minore appoggio dei deputati, per cui il numero di tornate di voto dipenderà dal numero di candidati che si faranno avanti.

Il nuovo dirigente dei Tories, che erediterà da Cameron l'incarico di premier, avrà il compito di unire il partito e il Paese intorno a un progetto che chiarisca i rapporti con l'Ue e con il resto del mondo, tenendo conto del messaggio del popolo britannico, che nel referendum del 23 giugno ha votato per il 52% a favore dell'uscita dal blocco a 28 e per il 48% contro la Brexit.

I due che hanno presentato formalmente la candidatura finora sono appunto Liam Fox e Stephen Crabb
Liam Fox, appartenente all'ala estrema del partito, convinto euroscettico, è un deputato conservatore di lunga data: ha ottenuto il primo seggio nel 1992 e, da allora, ha occupato diversi posti in vari governi Tories. Nel 2005 si è presentato come leader del partito nelle elezioni interne ai conservatori, ma allora vinse Cameron, che arrivando al governo nel 2010 in coalizione con i libdem gli affidò l'incarico di ministro della Difesa: Fox si dovette però dimettere l'anno successivo, quando emerse che aveva dato accesso privilegiato al ministero e a viaggi ufficiali al suo amico imprenditore Adam Werritty.

Stephen Crabb invece, 43 anni, ha vinto il primo seggio nel 2005 ed è meno conosciuto nell'elettorato nonostante in passato sia stato ministro per il Galles nell'ultimo periodo del governo di coalizione fra conservatori e libdem. Sostenitore della permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, ha dichiarato che la sua intenzione è di unire il partito, ma ha escluso l'ipotesi di sostenere un secondo referendum e ha sottolineato l'importanza di controllare l'immigrazione, principale argomento questo sostenuto dai pro Brexit.