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MONDO

Identificati i terroristi dello Zaventem

Bruxelles,i kamikaze dell'aeroporto sono i fratelli Bakraoui.Con loro c'è l'artificiere del Bataclan

Najim Laachraoui è l'uomo con il cappello nero e la giacca chiara ritratto dalle telecamere dell'aeroporto insieme ai Bakraoui. Ancora in fuga, è considerato l'artificiere delle stragi di Parigi. I Bakraoui sono ritenuti complici di Salah Abdeslam, tra i responsabili delle stragi al Bataclan. I tre sarebbero arrivati in aeroporto a bordo di un taxi. Preziosa, per il ritrovamento degli ordigni inesplosi, la testimonianza del taxista. Il bilancio delle vittime ancora provvisorio, intanto, parla di 31 morti e 250 feriti. E i media belgi dicono che tra i morti ci sarebbe anche un'italiana

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Canale tv belga: presunti attentatori di Bruxelles, 22 marzo 2016

Sono stati identificati i due kamikaze ritratti all'aeroporto Zaventem di Bruxelles. Si tratterebbe dei fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui, secondo quanto riferisce Rtbf, considerati complici di Salah Abdeslam, il super ricercato arrestato venerdì tra i responsabili delle stragi di Parigi. Identificato anche l'uomo con il cappello nero e la giacca chiara, in fuga da ieri: sarebbe Najim Laachraoui, considerato l'artificiere di Parigi. Il suo dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo stade de France, il 13 novembre scorso.

La notizia dell'identificazione dei tre è giunta a breve distanza da quella del ritrovamento di un computer definito "interessante" dagli inquirenti. La polizia locale ha consegnato il pc all'unità anti-terrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles. Il contenuto del pc in questione non è noto, riferisce la Libre, ma secondo quanto si è appreso potrebbe contenere importanti informazioni relative all'organizzazione dello Stato islamico. 

Madia belgi: forse un'italiana tra le vittime
La Farnesina ritiene molto probabile che ci sia un'italiana tra le vittime degli attentati di Bruxelles. L'ambasciata italiana è in contatto con la famiglia per le necessarie procedure di riconoscimento.

Terroristi in aeroporto in taxi
I fratelli Bakraoui e Laachraoui hanno raggiunto lo scalo a bordo di un taxi. A riferirne all'agenzia di stampa Belga è stato il sindaco del comune dove sorge l'aeroporto, Francis Vermeiren: le immagini di videosorveglianza mostrano i tre insieme che spingono i carrelli con sopra le loro valigie, contenenti gli esplosivi, prima di separarsi nella hall delle partenze. Le stesse immagini mostrano uno dei sospetti abbandonare il suo carrello prima di darsi alla fuga.

A dare preziose informazioni agli inquirenti diverse ore dopo le esplosioni a Zaventem è stato il tassista che ha portato all'aeroporto almeno una parte del commando di terroristi. L'uomo ha soprattutto comunicato alle forze dell'ordine che il numero di bagagli trasportato dai clienti non corrispondeva agli ordigni esplosi. Questo ha immediatamente fatto scattare le ricerche nello scalo con il ritrovamento successivo di un ordigno non esploso poi neutralizzato dagli artificieri. L'uomo, inoltre, ha potuto fornire l'indirizzo di Scharbeek dove aveva prelevato i suoi passeggeri consentendo così le perquisizioni che hanno portato al ritrovamento di sostanze chimiche e di un ordigno esplosivo contenente chiodi. Non tutti i bagagli erano stati imbarcati dal tassista perché nell'auto non c'era più posto, si legge sul sito della Derniere Heure. Oltre al taxi l'inchiesta si focalizza su altri due veicoli che sarebbero stati usati dal commando, una Renault Clio e un'Audi nera S4.


Identificate le prime vittime. 31 morti e 250 feriti il bilancio
L'ultimo bilancio ufficiale delle vittime del duplice attentato di ieri parla di 31 morti e circa 250 feriti. Il bilancio è stato fornito dal Centro di crisi. Lo riferisce il sito della televisione belga RTBF, precisando che si tratta di cifre provvisorie. Una cittadina peruviana di 36 anni è stata, intanto, identificata formalmente come una delle persone rimaste uccise negli attentati rivendicati dallo Stato Islamico. L'informazione è stata comunicata dal ministero degli Esteri peruviano. La donna, residente a Bruxelles da sei anni, si trovava all'aeroporto. Era in compagnia del marito e delle due figlie, una delle quali è rimasta ferita dalle schegge, ha dichiarato a Lima alla stampa il fratello della vittima.