Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Calcio-fallimento-per-il-Parma-I-debiti-superano-i-200-milioni-di-euro-03be2491-c348-4573-9428-c8df3d7a9831.html | rainews/live/ | true
SPORT

Tavecchio: "poste le basi per salvataggio in B"

Calcio, fallimento per il Parma. I debiti superano i 200 milioni di euro

Udienza lampo. Grazie alla lettera del presidente della società Giampietro Manenti, in carcere a San Vittore, dove il numero uno crociato rinunciava a presenziare all'udienza, la strada era diventata tutta in discesa per aprire quella fase in grado di portare il Parma al termine della stagione 

Condividi
Poco più di dieci minuti e tutti d'accordo: il Parma Fc deve fallire. L'udienza davanti al giudice Pietro Rogato, alla presenza del procuratore della Repubblica Antonio Rustico e dei sostituti Paola Dal Monte e Umberto Ausiello, primi promotori dell'istanza di fallimento, non ha avuto bisogno di tempi o rinvii. Grazie alla lettera del presidente della società Giampietro Manenti, in carcere a San Vittore, dove il numero uno crociato rinunciava a presenziare all'udienza, la strada era diventata tutta in discesa per aprire quella fase in grado di portare il Parma al termine della stagione e provare a salvarne la sua presenza in serie B.

"I creditori hanno insistito con la loro richiesta di fallimento, il Procuratore della Repubblica anche. Il Collegio Sindacale che è rappresentato dalla mia persona, depositando una memoria del proprio operato, ha concluso con una non opposizione alla richiesta di fallimento", ha spiegato Osvaldo Riccobene, membro del collegio sindacale del Parma Fc, oggi in aula. Poi per lui incontro a Collecchio con la squadra. "Ho risposto alle loro domande, ho illustrato la posizione in cui si trova la società in questo momento. C'è stata una partecipazione molto sentita - ha spiegato il dirigente crociato - Ai giocatori ho detto che da questo momento c'è quella positività che negli ultimi mesi non c'è stata, quindi devono vedere questo come un momento positivo, un modo per ricominciare in una fase un po' più normale".

E mentre la squadra era in campo per un'amichevole la sentenza del giudice Pietro Rogato: fallimento del Parma Fc, esercizio provvisorio e nomina di due curatori. A tirare le sorti del club saranno ora Angelo Anedda e Alberto Guiotto. Il primo è il presidente dell'ordine dei commercialisti di Parma, ha ricoperto spesso il ruolo di curatore fallimentare, commissario giudiziale e liquidatore ed è stato anche assessore al bilancio del comune di Parma; grande esperienza anche per Guiotto, già curatore speciale per la Parmalat nella vicenda Lactalis. Nel comitato dei creditori entra invece, oltre alla società Colser scrl e Iren Mercato Spa, il capitano crociato Alessandro Lucarelli.

Nella sentenza numeri choc. I debiti complessivi del Parma ammontano a 218.446.754,61 euro con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. Secondo le informative depositate dalle Guardia di Finanza lo scorso 16 e 17 marzo il Parma Fc ha pure, scrive la sentenza, "un ingente debito sportivo stimabile in euro 74.360.912 di cui 63.039.920 nei confronti dei calciatori tesserati, salvi ulteriori e più approfonditi accertamenti". Per questo motivo, conclude il giudice Pietro Rogato, "lo stato di insolvenza appare conclamato ed irreversibile". Un crac annunciato quindi ma con numeri ben più gravi e pesanti di quelli resi noti nelle settimane scorse. Una voragine che però, dopo la sentenza di oggi, può permettere comunque alla squadra di completare il campionato. "E noi faremo di tutto per giocare domenica", ha confermato il curatore fallimentare Alberto Guiotto, cui ha fatto eco il presidente della Figc Carlo Tavecchio che ha ribadito come oggi siano state "gettate le basi per l'auspicabile salvataggio della società" con l'apertura di una "nuova fase che consente il proseguimento dell'attività".

Sul presente quindi lecito essere ottimisti grazie ai cinque milioni che dovrebbero garantire la gestione del club sino a fine anno e uno sponsor pronto a riaprire il Tardini per il match con il Torino (ok che dovrà essere ratificato domani mattina dalla riunione del Gos); più complesso il futuro visto l'enorme debito sportivo, ancora superiore a quanto ipotizzato sino ad oggi. Chi potrà garantire il saldo di questa cifra per permettere, come nel caso del Bari, l'iscrizione al prossimo campionato di B? L'ipotesi di una ripartenza da un serie inferiore, leggi D, appare ancora la più probabile.