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ITALIA

Corruzione, "La politica ormai è il mezzo, non più il fine"

Cantone sulla cannabis: nascondersi dietro il proibizionismo non aiuta

Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione torna a parlare in favore della legalizzazione delle droghe "leggere" 

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Raffaele Cantone spezza una lancia a favore della legalizzazione della cannabis. "Mi pongo una domanda, anche se non sono in grado di dare una risposta: una legalizzazione di una droga controllata, anche nelle modalità di vendita, non potrebbe avere effetti migliori rispetto allo spaccio che avviene alla luce del giorno nella totale e assoluta impunità e che riguarda amplissime fasce della popolazione giovane?", dice il presidente dell'Anac al forum web AGI "Viva l'Italia".

 "E' un po' un'ipocrisia all'italiana, ci nascondiamo dietro il proibizionismo sapendo che quelle norme sul proibizionismo servono a riempire le carceri, di extracomunitari in gran parte, e nessuno si preoccupa del perché il fenomeno cresce", aggiunge.

Corruzione, oggi la politica non è il fine ma il mezzo
"Oggi la politica non è quasi mai più il fine della corruzione, ma il mezzo", dice poi Cantone. "Dietro Tangentopoli c'era un sistema che finanziava la politica, che utilizzava l'appalto come una sorta di bancomat. Gli appalti nel vecchio sistema venivano gestiti direttamente dalle segreterie. Il sistema in parte è cambiato, adesso c'è un maggiore potere della burocrazia, che non necessariamente è del tutto positivo, ma la politica non e più il fine della corruzione in sé, oggi la corruzione spesso utilizza il politico come strumento per far ottenere vantaggi a gruppi di potere".

Poche condanne al carcere, anomalia italiana
 "La corruzione è uno di quegli organismi che finisce per incidere in ogni aspetto della vita, su tutto quello che dobbiamo fare, dalla richiesta di una concessione alle cose più banali", dice ancora Cantone. "L'esistenza della corruzione porta a giustificare anche cose che con la corruzione non c'entrano niente", riflette. E a proposito dell'Authority: "Serve ma non basta". "E' molto difficile pensare che si vada in carcere per corruzione", aggiunge, parlando di "anomalia che ci mette in contrasto con quanto accade in altri paesi che hanno un livello di corruzione molto più basso". Premiare gli onesti? "E' un po' surreale ma va fatto, è una battaglia che va combattuta sin da piccoli".