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MONDO

L'ex premier Ghweil dietro al putsch

Caos Libia, gli islamisti tentano il golpe a Tripoli contro Al Serraj

Calma apparente nella capitale libica. Il premier riconosciuto dalla comunità internazionale sarebbe in Tunisia

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Tensione a Tripoli dove uomini legati all'ex governo islamista, scalzato ad aprile dal governo di unità nazionale voluto dalla comunità internazionale, hanno tentato di rovesciare il premier Fayez al-Serraj. Un tentativo di golpe che segnala la situazione confusa nella capitale e la debolezza del governo di unità nazionale, che in sei mesi ancora fatica a imporre la sua autorita' in tutto il Paese.  

L'ex premier del governo di salvezza libico mai riconosciuto dalla comunità internazionale, Khalifa Ghweil, non si vedeva a Tripoli da fine marzo. Ritornato in città con le milizie a lui fedeli, ha occupato venerdì sera la sede del Consiglio di Stato, uno degli organismi creati con l'accordo di riconciliazione sotto gli auspici Onu, dichiarandosi di nuovo in sella. Recuperata l'antica sede, nel cuore del complesso Rixos, Ghweil ha dichiarato la legittimità del suo governo, ha chiesto ai suoi ministri di riprendere servizio, invitato il Parlamento di Tobruk a sostenerlo e a considerare "sospesi" tutti gli uomini del governo di unità nazionale. Per Ghweil "il governo di riconciliazione provoca divisioni tra i libici e tutti i suoi provvedimenti vanno considerati illegittimi"; ha quindi annunciato "lo stato d'emergenza" a Tripoli.  

Al Serraj: arrestare i golpisti
Immediata la reazione dell governo di riconciliazione nazionale del premier Fayez al Serraj che ha ordinato l'arresto dei golpisti e ha definito "illegale" l'occupazione della sede del Consiglio di Stato. Al momento, secondo fonti locali, le milizie a lui fedeli continuano a controllare la capitale.

Condannando l'azione del gruppo armato e denunciando i "tentativi di sabotare l'accordo politico promosso dalle Nazioni Unite, Al Serraj ha promesso di "fermare chi tenta di creare istituzioni parallele e destabilizzare la capitale".  Il Consiglio di presidenza ha anche chiesto al ministero dell'Interno e alle forze di sicurezza di cooperare con la procura per prendere provvedimenti immediati "contro chi ha pianificato e eseguito l'assalto: consideriamo l'attacco alla sede del Consiglio di Stato un tentativo di continuare a boicottare e ostacolare l'esecuzione degli accordi di riconciliazione nazionale".

Calma a Tripoli: golpe o farsa?
Calma apparente nella capitale libica. "Al momento tutto è tranquillo - ha riferito una fonte a Tripoli citata dal quotidiano francese le Monde -. Non ci sono scontri, non c'è stata ancora una reazione e non è chiaro se si sia trattato di un colpo di stato serio o di una farsa".

Descrivono una situazione di calma apparente anche i media locali e arabi, mentre in tanti aspettano che il premier al Serraj si faccia vedere in tv.  Al momento si troverebbe in Tunisia, dove da giorni lavora al difficile puzzle della composizione di un nuovo governo.

La condanna da parte dell'Onu
L'inviato Onu in Libia, Martin Kobler, ha espresso il suo "sostegno al Consiglio presidenziale del Governo di concordia nazionale" e ha chiesto che si metta fine, "per il bene del popolo libico", al tentativo di creare "istituzioni parallele". Il destino dei 'golpisti' dipende soprattutto da quante milizie armate siano disposte a sostenere l'islamista Ghwell, eventualmente scontrandosi con le forze fedeli a Serraj. Ma anche dalla risposta di Abdullah al-Thinni (che guida il governo libico di al-Baida, legato al Parlamento di Tobruk e al generale Khalifa al-Haftar, e che a sua volta non riconosce il governo di Serraj) all'appello di Ghweil ad aderire alla sua iniziativa e formare insieme a lui un governo di unità nazionale. Un'ipotesi improbabile, visto che, ancor prima dell'insediamento di Serraj, i due governi di Tripoli e Tobruk erano già ai ferri corti.