Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Casal-Bruciato-rom-Omerovic-Papa-a0d0257c-2902-487e-96b3-b860a8a42c08.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Roma

Casal Bruciato, la famiglia rom ricevuta dal Papa: "Soffro per voi, questa non è civiltà"

Ricevuta dal Papa a San Giovanni in Laterano la famiglia, destinataria di un alloggio popolare, al centro delle violente proteste dei giorni scorsi. In mattinata, l'incontro di Bergoglio in Vaticano con Rom e Sinti. Identificato chi urlò "Ti stupro", è un simpatizzante di Casapound 

Condividi

Gli Omerovic, la famiglia rom assegnataria dell'appartamento nel quartiere romano di Casal Bruciato al centro di violente proteste, è stata ricevuta da Papa Francesco a San Giovanni in Laterano. Assediati da una folla di cronisti, la madre, Senada Sejdovic, con in braccio una figlia piccola, e il padre, Imer Omerovic, sono stati scortati dalla Polizia fino all'auto che li ha portati alla Basilica. L'incontro con il Pontefice è avvenuto in forma privata nella sagrestia della Basilica. Poche ore prima, la visita di Rom e Sinti invitati in Vaticano da Bergoglio.

"Il Santo Padre ha salutato stasera, nella sacrestia della Basilica di San Giovanni in Laterano, la famiglia rom del quartiere romano di Casal Bruciato, vittima - nei giorni scorsi - di minacce e insulti razzisti. Con questo gesto, il Papa ha voluto esprimere vicinanza e solidarietà a questa famiglia e la più netta condanna di ogni forma di odio e violenza". Lo riferisce il direttore 'ad interim' della Sala stampa vaticana, Alessandro Gisotti.

"Resistere"
E' questo l'invito fatto dal Papa agli Omerovic. Secondo quanto è stato riferito dai presenti, Francesco ha detto che conosceva la loro storia, avendola letta sui giornali. Li ha incoraggiati a "resistere" e a chiedere alla Chiesa per qualunque necessità. La famiglia ha raccontato la propria storia, spiegando di essere musulmana. Francesco ha poi scherzato con una bambina della famiglia.

Spuntano bandiere italiane alle finestre
Una serie di bandiere italiane, alcune molto simili tra loro, sono spuntate nel pomeriggio alle finestre che affacciano sul cortile condominiale del plesso in cui si trova l'appartamento assegnato agli Omerovic. Le bandiere, circa 30, sventolano anche da alcune finestre ai piani superiori della loro casa.

Gli Omerovic: "Per ora non ce ne andiamo, a settembre vedremo"
"Per ora non andiamo da nessuna parte, aspettiamo l'apertura delle scuole, a settembre, a quel punto valuteremo il da farsi" hanno detto all'Adnkronos gli Omerovic. "Non vogliamo lasciare questa casa, ma è fondamentale che il  quartiere ci accetti - spiegano - sarebbe brutto, soprattutto pericoloso, se i nostri figli andassero a scuola in un quartiere che non ci vuole. E' già capitato che fossero presi di mira, con insulti e sputi, e non vogliamo si ripeta. A settembre, quindi, valuteremo se ci saranno le condizioni per iscriverli qui o se invece sarà il caso di lasciarli nella scuola dove già frequentano".

Senada: "Vorremmo fare una festa con tutti i vicini"



Primi denunciati. Anche chi ha urlato "ti stupro" alla donna rom: è simpatizzante di Casapound 
Primi denunciati dalla Digos per le proteste avvenute nei giorni scorsi a Casal Bruciato contro l'assegnazione della casa popolare agli Omerovic. Secondo quanto si è appreso, tra questi ci sarebbe anche chi, martedì pomeriggio, ha urlato la frase "ti stupro" alla donna rom che con la bambina stava entrando nel condominio di via Satta.

Si tratterebbe di un simpatizzante di Casapound. L'uomo, D.C., è stato ora denunciato dalla Digos. Secondo quanto si apprende, il ragazzo ha partecipato a diverse iniziative e proteste organizzate dal movimento di destra.  E' stato anche fotografato in varie occasioni in compagnia dei referenti romani di Cpi o mentre era impegnato in iniziative promosse da Casapound.  Sui suoi profili social anche post negazionisti come quello con la foto di Hitler e la scritta: "Ma quale Olocausto? So morti tutti de epilessia".

Il diretto interessato proprio ieri ha smentito di aver pronunciato quelle parole. "Quello che mi hanno attribuito di aver detto a quella signora rom, cioè 'ti stupro', non l'ho mai detto - ha sottolineato in un video - . Le ho detto tante altre brutte parole e mi scuso, ma era un momento concitato in cui non si ragionava molto bene". Poi ha puntualizzato: "Non faccio parte di Casapound, non sono iscritto a Casapound, ma ero lì da semplice cittadino. Ho preso parte a loro iniziative, ma non sono un militante". 

Ma un video, che gira in rete, smentirebbe la sua versione, perché lo riprende mentre dice 'ti stupro' seguito da insulti sessisti e alcune foto, sempre in rete, lo ritraggono partecipare ad alcune iniziative di Casapound. Da quelle parole Casapound ha preso le distanze: "Se ci sono stati insulti personali nei confronti della donna li condanniamo, ma sono purtroppo causati dal clima di tensione ed esasperazione dei cittadini - ha commentato il referente romano, Davide Di Stefano- E' giusto opporsi in maniera civile, determinata, ma pacifica, mentre è sbagliato passare all'insulto personale".

Il ragazzo non è l'unico denunciato. Con lui altri cittadini, alcuni ancora in via di identificazione, che ora rischiano le accuse di minacce, istigazione all'odio razziale e violenza privata.  Al vaglio le immagini con le fasi più agghiaccianti delle contestazioni, in alcuni case con minacce di morte e insulti sessisti. Già domani è attesa un'informativa dettagliata in Procura.

Rom e Sinti ricevuti in Vaticano da Bergoglio: "Soffro per voi, questa non è civiltà"
"Vi sono vicino. E quando leggo sui giornali è qualcosa di brutto, vi dico la verità: soffro. Oggi ho letto qualcosa di brutto e soffro perchè questa non è civiltà, non è civiltà. L'amore è civiltà" ha detto Papa Francesco nell'incontro di preghiera con il popolo rom e sinti, in Vaticano, di questa mattina. Nel suo intervento a braccio, il pontefice si è riferito proprio alla vicenda di Casal Bruciato.