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SPORT

"Non vogliamo punire 1,4 miliardi di persone"

Caso Peng, Federazione mondiale tennis non sospende i tornei

La tennista cinese Peng Shuai, in un messaggio sui social,  ha denunciato un'aggressione sessuale da parte di un alto funzionario del governo, il vice premier Zhang Gaoli. Subito dopo è scomparsa dalla scena pubblica

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La Federazione Internazionale di Tennis non cancellerà i tornei in Cina per protestare contro la mancanza di notizie della tennista Peng Shuai, come richiesto dalla Women's tennis association, perché non vuole "punire 1,4 miliardi di persone". Dell'ex numero uno della classifica mondiale delle tenniste in doppio non si hanno notizie da quando, il mese scorso, ha rivelato sui social di avere subito molestie sessuali da parte dell'ex vice-premier della Cina, Zhang Gaoli.   

Il suo post venne subito rimosso ma le autorità cinesi non sono riuscite ad avviare un'indagine o a fornire garanzie sulla sua condizione alla WTA che le aveva richieste. Per questa ragione, la Women's Tennis Association ha annunciato la sospensione di tutte le gare di tennis in Cina. 

La Federazione Internazionale ha invece deciso di continuare le sue attività, in attesa di ulteriori informazioni. "L'Itf è l'organismo che governa il tennis in tutto il mondo - ha detto alla Bbc il presidente David Haggerty - Non vogliamo punire un miliardo di persone, quindi per il momento continueremo a gestire i nostri eventi junior e senior nel Paese".     
Nella nota diffusa dopo la decisione, la Federazione ha comunque ribadito che, al di là della scelta di non sospendere i tornei per non "punire" i giocatori e gli appassionati cinesi di tennis, "sostiene i diritti di tutte le donne",  precisando che "la nostra preoccupazione principale rimane il benessere di Peng Shuai. Le accuse di Peng devono essere affrontate. Continueremo a sostenere tutti gli sforzi fatti a tal fine, sia pubblicamente che dietro le quinte". 

Peng Shuai, la denuncia sui social e la scomparsa
La tennista, ex numero uno al mondo in doppio, ha accusato sui social l'ex vice primo ministro Zhang Gaoli - dal 2013 al 2018 uno dei politici più potenti in Cina-  di averla costretta a fare sesso prima di farne la sua amante. Questa accusa è stata per un breve lasso di tempo pubblicata il 2 novembre sull'account Weibo ufficiale della tennista (l'equivalente cinese di Twitter).

A partire dal 4 novembre, la Cina ha bloccato ogni riferimento a questo messaggio attribuito a Peng Shuai della quale da allora non si sono avute notizie. La WTA e la sua controparte maschile, l'ATP hanno poi invitato la Cina a indagare sulle accuse di Peng, e molti tra i colleghi e le colleghe del circuito hanno espresso il loro sostegno all'ex tennista cinese sui social media con l'hashtag #WhereIsPengShuai (Dov'è Peng Shuai).



Nei giorni scorsi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che il caso della tennista sta venendo "gonfiato" ad arte per attaccare la Cina, dopo che i media cinesi hanno diffuso filmati che dimostrerebbero che Peng è libera e in salute. La campionessa è  apparsa anche durante una videoconferenza con il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, cercando di fornire rassicurazioni sulle sue attuali condizioni. Un tentativo che però non è servito a dipanare totalmente i dubbi sulla sua sorte.

Il post rimosso
"Anche a rischio della vita, voglio dire la verità su di te. La sera del 30 ottobre 2021 abbiamo litigato. Tu hai  detto che saremmo andati a casa tua il pomeriggio del 2 novembre per chiarire ogni cosa. Oggi, a mezzogiorno, mi hai chiamato per dirmi che sei molto occupato e che ci sentiremo più avanti. E sei 'sparito'  nuovamente, come avevi fatto sette anni fa. Hai detto che non c'era nessun impegno tra di noi".

E' un passaggio del post pubblicato il mese scorso su Weibo, e poi subito rimosso, della tennista cinese Peng Shuai, un messaggio sui social in cui, indirizzandosi proprio a lui, denuncia un'aggressione sessuale da parte di un alto funzionario del  governo, il vice premier Zhang Gaoli. Subito dopo la tennista è  scomparsa dalla scena pubblica.       

"Avevi sempre paura che avrei portato con me un registratore, per raccogliere prove. Non ho nulla per provare quanto è accaduto, né  audio, né video, solo l'esperienza reale della mia vita stravolta. Ma anche se rischio di disintegrarmi, come un uovo scagliato contro una  roccia, sono pronta a dire la verità sul tuo conto", aggiunge la  campionessa cinese nel post integralmente riportato dal 'Corriere  della Sera'.       

"Negherai o passerai al contrattacco. Io sono una cattiva ragazza che non merita di diventare madre. Tu sei padre di un figlio e di una  figlia. Dopo tutto quello che hai fatto in questa vita, saprai guardarli in faccia con la coscienza tranquilla?", conclude Peng  Shuai.