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ECONOMIA

Risorse agli enti locali

Cgia: con il PNRR 40 miliardi di euro da spendere per i sindaci

Tutti i sindaci d'Italia saranno chiamati a giocare un ruolo determinante nell'utilizzo delle risorse del Recovery Plan. I primi cittadini dei Comuni medio - piccoli da tempo, però, denunciano che con gli organici ridotti all’osso sarà un’impresa ardua spendere bene e presto tutti i soldi a disposizione

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di Tiziana Di Giovannandrea
Le risorse destinate agli enti territoriali con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ammontano a 66,4 miliardi di euro, si tratta di quasi il 35% dei 191,5 miliardi di euro messi a disposizione, del nostro Paese, dall’Unione Europea. 

Tutti i sindaci d'Italia, quindi, saranno chiamati a giocare un ruolo determinante nell'utilizzo delle risorse del Recovery Plan, visto che dei 66,4 miliardi destinati agli enti locali, ne dovranno gestire 40 miliardi. I primi cittadini dei Comuni medio - piccoli da tempo, però, denunciano che con gli organici ridotti all’osso sarà un’impresa ardua spendere bene e presto tutti i soldi a disposizione. 

Questo è il principale risultato emerso da un'elaborazione realizzata dall’Ufficio Studi della CGIA per conto di ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che rappresenta 3726 Comuni in tutt’Italia, il 47% del totale. L’ASMEL raggruppa prevalentemente Comuni di media e piccola dimensione (sotto i 100mila abitanti), ove vive il 75 per cento della popolazione italiana.  Molteplici e rilevanti sono i progetti che vedranno i Sindaci direttamente coinvolti come soggetti attuatori/beneficiari, in cui assumeranno direttamente la responsabilità della loro realizzazione.

Il PNRR si compone di 6 missioni che ricordiamo sono: • 1 - Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo; digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione; digitalizzazione, innovazione, competitività nel Sistema Produttivo; Turismo e Cultura. • 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica; Economia circolare e agricoltura sostenibile; energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile; efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; tutela del territorio e della risorsa. • 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile; investimenti sulla rete ferroviaria; intermodalità e logistica integrata. • 4 -  Istruzione e ricerca; potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università;  dalla ricerca all’impresa. • 5 - Inclusione e coesione; politiche per il lavoro; infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore; interventi speciali per la coesione territoriale. • 6 - Salute; reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale; Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale ; attuazione e monitoraggio; valutazione dell’impatto macroeconomico.

L'Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre rappresenta che ad eccezione della Missione 6, dedicata alla "salute", e della Missione 3, relativa alle "Infrastrutture per una mobilità sostenibile", gli enti territoriali saranno chiamati a intervenire in tutti gli altri 4 ambiti. 
L'Associazione capeggiata da Roberto Bottan evidenzia in particolare che, ai Comuni e alle Città metropolitane sono potenzialmente destinati quasi 40 miliardi di euro. Si tratta di risorse destinate in senso lato e per larga maggioranza ai Comuni e Città Metropolitane che tuttavia, in modo residuale, potrebbero anche essere utilizzate per Province, Regioni, Autorità d’Ambito ecc.. Complessivamente queste risorse rappresentano il 20% del PNRR. Importante il ruolo dei Comuni nella realizzazione della Missioni 5 "Inclusione e coesione" e della Missione 4 "Istruzione e Ricerca" che impiegano rispettivamente oltre la metà (57,5%) e quasi un terzo (31,6%) delle risorse del PNRR per quelle specifiche Missioni.
 
La Missione 5 "Inclusione e coesione" destina risorse per l’attuazione di politiche per il lavoro, e per il territorio ed è proprio sotto quest’ultimo aspetto che gli enti territoriali sono chiamati ad intervenire. La Cgia evidenzia come i Comuni e gli altri enti parteciperanno come soggetti attuatori ai bandi al fine di effettuare interventi di rigenerazione urbana e social housing (il social housing si colloca a metà tra l'edilizia popolare e le proprietà private vendute o affittate a prezzo di mercato perché prevede una forma di edilizia sociale destinata a fornire alloggi con buoni o ottimi standard di qualità, a canone calmierato, che non superi il 25%-30% dello stipendio, n.d.r.) e di rafforzare il ruolo dei servizi sociali territoriali a favore dei cittadini, tutelando i soggetti senza fissa dimora, promuovendo lo sport quale strumento di inclusione sociale, supportando la strategia nazionale a favore delle aree interne, valorizzando i beni confiscati alle mafie. Un intervento prezioso che vedrà i Comuni mettere in campo le proprie conoscenze e professionalità proprio nelle materie di loro competenza.
 
Inoltre l'Ufficio Studi della Cgia riferendosi alla Missione 4 descrive che mira a rafforzare l’Istruzione e la ricerca quali basilari condizioni per garantire lo sviluppo di un sistema economico, interviene sull’intero ciclo di formazione sino ad arrivare all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. In questo contesto ai Comuni è dato il compito di potenziare l’offerta dei primi gradi istruzione (asili nido, scuole d’infanzia) sia intervenendo sulle infrastrutture (edifici scolastici e strutture sportive) che sulla qualità del servizio, in questo senso va letto l’estensione del tempo pieno e il maggior utilizzo delle mense.
 
Il Segretario generale ASMEL, Francesco Pinto, afferma: "Per i Comuni, in particolar modo quelli medio piccoli, si apre una delicata fase in cui le scelte di oggi avranno un impatto positivo per il domani solo se le risorse saranno correttamente investite. Le risorse arriveranno solo a condizione che siano rispettati numerosi traguardi e obiettivi, in tutto ve ne sono 527. Diventa quindi prioritario che le Amministrazioni comunali siano lasciate lavorare e si creino le migliori condizioni per portare a termine i propri compiti, riducendo gli adempimenti burocratici. Il PNRR costituisce un’opportunità strategica di semplificazione e di efficienza ed è perciò necessario investire sulla sussidiarietà e non sul centralismo. Ciò significa – come emerge dall’esperienza di ASMEL – puntare sulla professionalizzazione delle risorse interne, creare delle strutture di supporto, semplificare gli adempimenti attraverso la digitalizzazione delle procedure e investire nella capacità del territorio di individuare e perseguire le soluzioni ottimali. Di qui anche l’importanza di rispettare l’autonomia comunale nello scegliere le soluzioni operative più adatte al raggiungimento dei risultati attesi, senza calare dall’alto soluzioni precostituite che rischiano di disperdere le risorse o di concentrarle nelle mani di pochi decisori.