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POLITICA

Il nuovo Esecutivo

Chi sono i ministri tecnici del Governo Draghi

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Il ministro Giovannini
Il governo guidato da Mario Draghi, con 15 ministri politici, vede anche la presenza di 8 tecnici. Sette di loro sono nuovi rispetto al precedente esecutivo. A questi va aggiunta Luciana Lamorgese, confermata alla guida del Viminale. Ecco alcune informazioni sui sette ministri, uno dei quali, Giovannini, aveva fatto parte del governo Letta.

Nato a Trichiana, nel Bellunese, classe 1953, il nuovo ministro dell'Economia, Daniele Franco, torna al Mef: è stato per sei anni ragioniere generale dello Stato. Aveva lasciato via XX Settembre a maggio 2019 quando era stato nominato membro del direttorio e vice direttore generale della Banca d'Italia. Anche quello a via Nazionale era stato un ritorno: laureato in Scienze politiche, Franco è stato assunto a palazzo Koch nel 1979 in forza al servizio studi, dove è rimasto fino al 2013. Dal 1994 al 1997 è stato consigliere economico presso la direzione generale degli affari economici e finanziari della Commissione Europea. Rientrato in Bankitalia, dal 1997 al 2007 è stato direttore della direzione finanza pubblica del servizio studi. Dal 1999 al 2007 presiede il gruppo di lavoro di finanza pubblica del sistema europeo di banche centrali. Dal 2007 al 2011 è stato capo del servizio studi di struttura economica e finanziaria e dal 2011 al 2013 è stato direttore centrale dell'area ricerca economica e relazioni internazionali.

Chi è Roberto Cingolani, superministro green
Roberto Cingolani è il nuovo ministro per la Transizione ecologica. Nato a Milano, classe 1961, Roberto Cingolani è un fisico italiano, 'guru' della robotica e dell'intelligenza artificiale. Da settembre 2019 è responsabile dell'innovazione tecnologica di Leonardo ed è attualmente membro del comitato di esperti in materia economica e sociale che fa parte della task force per la Fase 2 di lotta al Coronavirus, istituita dal Governo Conte. Dal 2005 al 2019 è stato direttore scientifico e 'anima' dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Cingolani si laurea in Fisica all'università di Bari, dove consegue anche il dottorato, per poi conseguire il Diploma di Perfezionamento (PhD)  - nel 1990 - alla Scuola Normale Superiore di Pisa. La fisica lo porta prima in Germania (è ricercatore al Max Planck Institut di Stoccarda dove lavora sotto la direzione del premio Nobel per la fisica Klaus von Klitzing), poi in Giappone (in qualità di Visiting Professor all’Institute of Industrial Sciences della Tokyo University) e infine all'università del Salento. Dal 1991 al 1999 è prima ricercatore e poi professore associato di fisica generale, mentre dal 2000 al 2005 è professore ordinario di fisica generale presso la Facoltà di Ingegneria, dove fonda e dirige il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie di Lecce. Cingolani ha partecipato a diverse elezioni della Leopolda ed è stato relatore della scuola politica di Matteo Renzi al Ciocco. A lui Renzi premier chiese di scrivere Humane Technopole e l''agenda Cingolani' figurava in tutti i documenti che il leader di Iv ha inviato a Giuseppe Conte.

Colao ministro dell'Innovazione e transizione digitale
Ex amministratore delegato di Vodafone; ex numero uno della task force messa in campo per la 'ricostruzione', ex ufficiale dei carabinieri, con una passione per la bicicletta e cavaliere del lavoro. Il nuovo ministro per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, nasce a Brescia nel 1961, si laurea in economia e commercio all'università Bocconi e consegue un master in business administration alla Harvard University. Inizia il suo percorso lavorativo a Londra, presso la banca d'affari Morgan Stanley e prosegue a Milano alla multinazionale di consulenze McKinsey & company. Nel 1996 diventa direttore generale di Omnitel pronto Italia e, quando nel 1996 Vodafone acquisisce l'operatore di telefonia mobile, diventa amministratore delegato della divisione italiana. Nel 2001 diventa ceo della Vodafone per l'Europa meridionale; l'anno successivo entra nel consiglio di amministrazione e nel 2003 estende il suo incarico anche al Medio Oriente e all'Africa. Nel 2004 lascia il colosso della telefonia per passare a Rcs mediagroup, sempre con l'incarico di amministratore delegato. Dopo due anni, nel 2006, torna da Vodafone per assumere la posizione di vice amministratore delegato a capo della divisione Europa. Dal 2008 al 2018 è amministratore delegato di Vodafone. Nell'aprile del 2020 viene chiamato a guidare la Task force per la fase 2 dell'emergenza legata al coronavirus. Il Comitato opererà in coordinamento con il Comitato tecnico scientifico. A presiedere il Comitato sarà il Dott. Vittorio Colao.

Marta Cartabia, ministro della Giustizia 
Nata a San Giorgio su Legnano (MI) il 14 maggio 1963, sposata, tre figli, Marta Cartabia è professore ordinario di Diritto costituzionale e, nel settembre 2011, viene nominata dal Presidente della Repubblica giudice della Corte costituzionale. Vice Presidente dal novembre 2014, è eletta Presidente della Corte l'11 dicembre 2019. La sua carriera accademica è stata segnata sin dagli esordi da un'intensa attività di ricerca in ambito costituzionalistico con uno spiccato respiro europeo ed internazionale. Ha conseguito il PhD presso l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (1993), essendo stata, nel frattempo, Research Scholar presso la Michigan Law School (Ann Arbor, USA, 1991). Ha insegnato presso numerose università italiane ed è stata Visiting Professor in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Tra gli incarichi istituzionali, è stata assistente di studio presso la Corte costituzionale (1993-1996). Tra il 2008 e il 2010, è stata componente di FRALEX - "Fundamental Rights Agency Legal Experts" - presso l'Agenzia dei diritti fondamentali dell'Unione Europea a Vienna, in qualità di esperto giuridico per l'Italia. Dal dicembre 2017, è membro della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto (altrimenti nota come Commissione di Venezia), organo del Consiglio d'Europa, che svolge attività consultiva e di riflessione indipendente intorno ai principi chiave del patrimonio costituzionale europeo: la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto. E' membro dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti dal 2000. La sua bibliografia annovera oltre 230 pubblicazioni in diverse lingue tra libri, capitoli di libri e articoli. I settori privilegiati della sua attività di ricerca riguardano il diritto costituzionale italiano ed europeo, la giustizia costituzionale, la protezione dei diritti fondamentali e il rapporto tra Stato e confessioni religiose.

Classe 1957, nato a Roma, il ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, è un economista, statistico e accademico, attualmente portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), di cui è cofondatore, che riunisce oltre 290 tra istituzioni e reti  della società civile. Laureatosi nel 1981 in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Roma 'La Sapienza', è stato chief statistician dell'Ocse, dal 2001 all'agosto 2009, e presidente dell'Istat, dall'agosto 2009 all'aprile 2013. Già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, oggi è professore ordinario di statistica economica all'Università di Roma 'Tor Vergata' e docente di Public management dell'Università Luiss,  Dipartimento di Scienze politiche. 
 
Chi è Cristina Messa, nuovo ministro dell'Università
Cristina Messa è il nuovo ministro dell'Università del governo Draghi, subentra, anch'essa come figura 'tecnica' del nuovo esecutivo, all'uscente Gaetano Manfredi. Cristina Messa è nata a Monza l'8 ottobre 1961. Si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Milano. Dal 2001 al 2007 è Professore associato presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Milano Bicocca, dove dal 2005 al 2012 dirige il 'Centro Bioimmagini Molecolari'. Dal 2007 al 2013 è Professore ordinario di Medicina Nucleare presso il medesimo Ateneo, di cui diviene Rettore dal 2013 al 2019. Attualmente ricopre la carica di Presidente della Fondazione Tecnomed, sempre presso la stessa Università milanese.

Patrizio Bianchi: da task force Covid a ministro Istruzione
Dopo Lucia Azzolina, al ministero dell'Istruzione ci sarà Patrizio Bianchi. Ex rettore dell'Università di Ferrara, la sua città, ha 68 anni. Dopo la laurea in Scienze politiche con lode, a 24 anni, all'Università di Bologna, dov'è stato allievo di Romano Prodi e di Alberto Quadrio Curzio, Bianchi approfondisce i suoi studi alla London School of Economics. Nel 1980 è ricercatore alla facoltà di Economia a Trento, prima del trasferimento a Udine e poi a Bologna. All'Alma Mater, nel 1986, diventa professore associato e, otto anni dopo, ordinario di Politica economica. Nel 1997 il trasferimento all'Università di Ferrara, di cui diventa rettore nel 2004 e viene riconfermato fino al 2010. Quando diventa assessore all'Istruzione in Emilia-Romagna per due mandati, prima con Vasco Errani e poi con Stefano Bonaccini. L'anno scorso, da aprile a luglio, Bianchi ha coordinato la task force ministeriale, formata dalla ministra uscente Azzolina, sulla ripartenza della scuola nei mesi della pandemia. Per sbarcare al ministero di viale Trastevere lascerà il posto di professore ordinario di Economia applicata all'Università di Ferrara e la cattedra Unesco 'Educazione, crescita ed eguaglianza'. Sposato con Laura Tabarini, ha due figli, Lorenzo ed Antonio. Nella sua carriera accademica, circa 250 articoli scientifici e 40 libri pubblicati in italiano, inglese e spagnolo.

Garofoli, chi è il super magistrato già capo gabinetto
Roberto Garofoli, il super magistrato già  capo gabinetto del Mef, è il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Draghi. Nato a Taranto il 20 aprile del 1966, due figli, è laureato in giurisprudenza presso l'Università di Bari. E' magistrato ordinario fino al 1999, impegnato in processi anche di mafia. Giudice del  Consiglio di Stato e condirettore della Treccani Giuridica, è capo di gabinetto del Tesoro con i ministri Pier Carlo Padoan, nel governi Renzi e Gentiloni, e con il successore Giovanni Tria con il governo M5S-Lega con Conte premier dal febbraio 2014 al dicembre 2019 quando si dimette sulla scia delle polemiche per la norma pro Croce Rossa. Nell'ottobre del 2018 Garofoli finisce infatti al centro degli  attacchi dei pentastellati che lo additano come 'la manina' autrice  della norma della discordia al dl fiscale che stanziava 84 milioni per Croce Rossa. Norma fu poi stralciata con scia di polemiche dal  presidente del Consiglio. In precedenza, tra gli altri incarichi, era stato segretario generale  della presidenza del Consiglio dei ministri e presidente della commissione per l'elaborazione di misure di contrasto, anche  patrimoniale, alla criminalità nel governo Letta; prima era capo di  gabinetto del dipartimento della funzione pubblica, con il ministro Filippo Patroni Griffi, e coordinatore della commissione ministeriale per l'elaborazione di misure per la trasparenza, la prevenzione e il  contrasto della corruzione nel governo Monti.