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Coronavirus

Terzo hub mondiale

Chiuso per covid un terminal container del porto di Ningbo, si temono ripercussioni globali

La chiusura dopo un caso di contagio asintomatico riscontrato in un operatore portuale già vaccinato

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La chiusura di un terminal del porto cinese di Ningbo-Zhoushan, che è il terzo più grande al mondo per il traffico di container, rischia di avere serie ripercussioni globali sulla supply chain globale, già seriamente compromessa dalle carenze di rifornimento legate al Covid e alle sue varianti.

Le autorità cinesi hanno chiuso a tempo indefinito l'area di Meishan, dopo un caso di contagio asintomatico da Covid-19 riscontrato in un operatore portuale già immunizzato con il vaccino Sinovac. 

Meishan, che comprende anche il magazzino, è uno dei terminal più importanti del porto di Ningbo-Zhoushan: nel 2020 ha gestito container per un volume di 5,4 milioni di teu, equivalenti al 20% del totale del volume di traffico merci gestito dal porto. 

Il tempo medio di attesa per le navi nel porto di Ningbo è già salito a 1-3 giorni, stando a quanto dichiarato da Akhil Nair, vicepresidente della gestione dei vettori globali di Seko Logistics: "Reindirizzeranno il maggior numero possibile di servizi ad altri terminali di Ningbo ma c'è ancora il timore che inizi a formarsi una certa congestione. In quel caso, il tempo medio di attesa potrebbe aumentare come successo a Yantian, arrivando a 7-9 giorni". Praticamente, un disastro.

Non a caso le principali compagnie di navigazione hanno cominciato a diramare i primi avvisi ai clienti riguardo possibili disagi. La prima è stata Cma Cgm, la quale ha pubblicato una nota in cui confermava come alcune navi saranno reindirizzate a Shanghai o salteranno gli scali a Ningbo, mentre Hapag-Lloyd prevede che la sospensione causerà ritardi in alcune partenze già programmate.

Decisamente allarmato il commento di Lars Jensen, esperto di trasporto marittimo e ceo della Vespucci Maritime: "Potrebbe sostanziarsi un impatto simile a quello generato a Yantian, dove il porto è stato parzialmente chiuso per quasi un mese. Ne deriverebbero problemi significativi sia per le esportazioni che per il movimento di container vuoti nella regione".

Timore confermato, come spiega Bloomberg, da Otto Schacht, executive vice president di Sea Logistics, a detta del quale, se è troppo presto per dire cosa questo significhi per le catene di approvvigionamento globali, ciò che appare certo fin da ora è che con ogni giorno di chiusura in più presuppone il concreto rischio che gli effetti si facciano sentire presto in tutto il mondo.