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MONDO

Lo ha annunciato la Casa Bianca

Cia: stop alle 'vaccinazioni' per coprire attività di spionaggio

Nel 2011 l'intelligence americana usò una finta campagna di vaccinazioni contro l'epatite per scovare Bin Laden nel compound di Abbottabad in Pakistan. Dopo l'assalto, che portò alla morte del leader qaedista, si scatenò la furia dei talebani contro i programmi di vaccinazione, usati come copertura dalla Cia, e molti operatori sanitari che furono trucidati

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La campagna di vaccinazioni in Pakistan (Ansa)
Roma
Quando la sicurezza nazionale diventa così importante, così suprema, da andare a colpire anche il diritto alla salute dei bambini vuol dire che c'è qualcosa che non va, che si è andati oltre. Dopo che la Cia, nel 2011, decise infatti di utilizzare i programmi di vaccinazione contro l'epatite come copertura per scovare Bin Laden, in Pakistan scattò la furia dei talebani. Non solo contro le campagne di vaccinazione, ma anche, come ritorsione, contro gli operatori sanitari. Decine di uomini fuono trucidati tra infermieri e medici. Molte organizzazioni umanitarie furono costrette a ritirare i propri operatori e da allora i bambini che si vaccinano sono sempre di meno. Con i casi di polimielite sensibilmente aumentati. Soprattutto nelle aree tribali dove dominano i talebani.

E per questo la Casa Bianca, dopo la denuncia fatta l'anno scorso dai rettori di 12 scuole di sanità pubbliche americane, ha deciso di fermare tutto. In una lettera pubblica, la responsabile alla sicurezza nazionale Usa, Lisa Monaco, scrive ai dirigenti scolastici e annuncia che la Cia non utilizzerà più le campagne di vaccinazione per le proprie attività di spionaggio così come fece durante la caccia ad Osama bin Laden ad Abbottabad nel 2011. Il programma di vaccinazione contro l'epatite ebbe "effetti collaterali" pesantissimi. Il piano andò oltre l'uccisione del leader di Al Qaeda: decine di persone innocenti, tra infermieri, medici e operatori, eliminate dai talebani perché sospettate di essere complici dell’operazione della Cia.

"Il mascheramento di una raccolta di intelligence in servizio sanitario pubblico umanitario - scrissero i rettori - ha portato a gravi conseguenze collaterali che riguardano la comunità di salute pubblica", hanno scritto i rettori. In base alle direttive stabilite dal direttore della Cia John Brennan, ha promesso ora la Casa Bianca, "l'Agenzia non farà uso di programmi operativi di vaccinazioni" e "non cercherà di ottenere o sfruttare DNA o altro materiale genetico ottenuto attraverso tali programmi".

La campagna vaccinazione del 2011
Ma ricordiamo quello che è successo tre anni fa, nel 2011. Quando indagini, ricognizioni e soffiate fecero sì che l'attenzione della Cia si concentrasse su un compound di Abbottabad, in Pakistan. L'intelligence Usa sospettava che all'interno del complesso si nascondesse Osama bin Laden. Per un blitz era troppo presto e servivano ulteriori accertamenti. Il trucco fu una finta campagna di vaccinazioni contro l'epatite per riuscire a prelevare i campioni di dna degli ospiti del compound. E verificare se si trattasse o meno di parenti di Bin Laden.

Gli agenti della Cia assoldarono il medico pachistano Shakil Afridi, colui che doveva fingere di condurre il programma di vaccinazione contro l’epatite ad Abbottabad. Con questa scusa alcune infermiere potevano entrare nella palazzina per prelevare il Dna dagli ospiti, in particolare dei bimbi. Afridi portò avanti il progetto, anche se non fu mai chiarito se la sua missione sia stata decisiva o meno per individuare Osama. Di certo c’è che il numero uno di Al Qaeda è stato ucciso e che il medico è finito, in seguito, in una prigione pachistana. Ci furono purtroppo altre conseguenze. A dir poco tragici.

I talebani scatenarono una guerra contro le vaccinazioni considerate la copertura della Cia. In realtà i militanti le osteggiavano già da prima, sostenendo che si trattava di una manovra per sterilizzare i piccoli musulmani. Tutto questo, sommato ai sospetti dopo l’assalto al compound e il piano Usa, portò a una guerra taliban contro le vaccinazioni che ha coinvolto anche gli stessi operatori sanitari. I terroristi si sono scatenati prendendo di mira vaccinatori, medici e uomini di scorta all’equipe di infermieri. Dal dicembre 2012 al maggio 2014 almeno 56 persone sono state trucidate. Tutte erano legate, in qualche modo, all’azione anti-polio. Un massacro.