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Coronavirus

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Circolare di Gabrielli: con la Fase 2 rischio ripresa della criminalità

Il rischio riguarda sia i reati comuni sia le infiltrazioni delle mafie 

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La fine del lockdown porterà con sé una ripresa della criminalità comune e predatoria e il tentativo delle mafie di infiltrarsi nell'economia legale. E' l'analisi del capo della Polizia Franco Gabrielli contenuta in una circolare inviata a tutti i questori, prefetti e ai capi delle direzioni del Dipartimento di Pubblica Sicurezza nella quale si indicano le linee per riorganizzare gli uffici e calibrare tutti i servizi sul territorio.

Rischi da disagio socio-economico
L'approccio utilizzato fino a oggi dalle forze di polizia - dice Gabrielli - è stato finalizzato a mettere in campo misure "volte a limitare o finanche escludere in radice le occasioni di rischio di diffusione del contagio, in primis mediante la massima rarefazione dei contatti sociali". Nella fase che si apre da lunedì, invece, bisognerà "conciliare" il "primario e prevalente obiettivo della tutela della salute del personale, alla cui salvaguardia deve essere ispirata ogni azione" con la nuova situazione determinata "dall'allentamento delle misure di confinamento".

Per questo, conclude il capo della Polizia, vanno riorganizzati gli uffici e vanno definiti chiaramente i servizi, "nella consapevolezza che il passaggio da una fase all'altra non potrà che essere caratterizzata da coerenza, prudenza e gradualità". In particolare, almeno nella prima fase, i controlli dovranno riguardare soprattutto eventuali assembramenti e tutti quei luoghi dove si può determinare una concentrazione più alta di persone: autobus, metropolitane, stazioni, supermercati, ville, parchi, piazze e luoghi abituali di ritrovo. I controlli saranno inoltre accompagnati da un'attenta attività di monitoraggio per poi segnalare agli enti locali le eventuali situazioni più a rischio per rimodulare modalità e orari di aperture e rivedere la frequenza delle corse dei mezzi pubblici.

I rischi di cui parla Gabrielli, secondo quanto si apprende da fonti di polizia, sarebbero connessi sia a un concreto disagio economico subito da tante categorie imprenditoriali e lavorative, sia dalla volontà di alcuni di utilizzare l'allentamento delle misure per portare in piazza proteste di varia natura.