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SALUTE

​La comunicazione in tempo di epidemia

Come la radio può combattere Ebola

Programmi radiofonici hanno deciso prestare il proprio contributo per favorire una maggiore sensibilizzazione sul virus nei tre Paesi più colpiti da Ebola, ma anche nelle Nazioni confinanti 

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di Valeria Cucchiaroni
Per combattere la diffusione del virus Ebola bisogna dare una corretta informazione, contrastare la paura e la disinformazione. Ne sono sempre più convinte le principali emittenti radiofoniche europee come la BBC e l’Air France, che insieme all’Unicef, hanno deciso di produrre programmi radiofonici d'informazione su Ebola, per spiegare come si trasmette il virus alle popolazioni dei tre Paesi più colpiti dal contagio (Sierra Leone, Liberia e Guinea) e alle Nazioni confinanti.

La Francia ha investito 250mila euro per preparare i giornalisti delle radio locali sulla malattia, per poter dare corrette informazioni agli ascoltatori, e per dare dati aggiornati e corretti su contagi e morti.

Scuola chiuse in Sierra Leone, lezioni via radio 
Da luglio 2014, con l’evolversi dei contagi, tutte le scuole in Sierra Leone sono state chiuse in via preventiva, e quindi più di due milioni di studenti sono a casa. Gli istituti scolastici dovrebbero riaprire i primi mesi del 2015, ma nel frattempo 41 stazioni radiofoniche e l’unico canale televisivo nazionale trasmettono via etere lezioni, per non bloccare la scolarizzare dei ragazzi, quattro ore al giorno per sei giorni a settimana. Un dato negativo è che solo il 25% della popolazione possiede un apparecchio radiofonico e il 2% una televisione. I programmi sono trasmessi in tre lingue: inglese, francese e nella lingua locale.  

Sms danno informazioni su Ebola
E per informare le persone sul rischio di contagio Ebola si è pensato anche di utilizzare la telefonia mobile con sms. Nel 2012, secondo l’Unione internazionale per le telecomunicazioni, l'agenzia specializzata dell’Onu, la Guinea aveva circa 4,7 milioni di utenti di telefonia mobile.

Vignette e canzoni contro il virus
La radio rimane il sistema più economico d’informazione. Gli speaker, più volte, avvertono gli utenti di recarsi da un medico in caso di febbre, vomito o mancanza d’appetito. Informano inoltre di non mangiare pipistrelli o scimmie. Jingle e musiche su Ebola sono mandate di frequente; come la canzone “Ebola in town” di tre artisti liberiani Shadow, D12 e Kuzzy of 2Kings, dove si dice di evitare alcuni cibi, “se amate la scimmia”, “il babbuino” o “il pipistrello”, “non mangiare la carne”, rilanciano i tre rapper. 



Vari cantanti e vignettisti hanno deciso di prestare il proprio contributo per favorire una maggiore sensibilizzazione sul virus, “perché il virus non ha frontiere, canta il rapper senegalese Xuman nella sua “L’Ebola è là”, “la malattia è presente tra i nostri vicini, liberiani e guineiani. Credete sia lontana, che non ci debba preoccupare, ma anche se la frontiera è stata chiusa, nonostante tutto questo è arrivata lo stesso”, canta Xuman.



“Lava sempre le mani con acqua e sapone”, martella John Allu dalla Nigeria, nella sua “Stop Ebola Virus Campaign Song”. 



Le canzoni sono spesso in inglese o in francese, tranne il caso del senegalese “Y’en a marre” che canta “Stop Ebola” in wolof, la lingua più parlata in Senegal.