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ITALIA

Il processo di Grosseto sul naufragio

Concordia, difesa: assolvete Schettino. "La telefonata di De Falco per risentimento"

Il difensore ha chiesto l'assoluzione di Schettino per omicidio plurimo colposo e abbandono nave: "Non c'e' nesso causale con i 32 passeggeri morti". Sono stati "fatti imprevisti, eccezionali, umanamente non prevedibili", un "maledetto incidente"

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(foto La Presse)
Potrebbe arrivare mercoledì, o comunque entro questa settimana, la sentenza per Francesco Schettino, l'ex comandante della Costa Concordia, unico imputato al processo per il naufragio costato al vita a 32 persone le notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.

L'accusa ha chiesto una pena di 26 anni per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, naufragio colposo, e abbandono di nave, con la detenzione in carcere. L'avvocato Domenico Pepe ha chiesto l'assoluzione perché si sarebbe trattato "di un maledetto incidente, che può capitare a chi va per mare. Nel caso il tribunale volesse comminare la pena ci aspettiamo il minimo edittale e si tenga conto delle attenuanti generiche". 

L'udienza, che ha visto in aula la difesa, è terminata poco dopo le 20,30, con l'intervento conclusivo dell'avvocato Donato Laino. Il 10, sarà la volta delle repliche.
Schettino ha seguito l'udienza in tribunale nonostante la febbre molto alta. Nella sua arringa, Pepe non ha risparmiato il comandante Gregorio De Falco: "Francesco Schettino chiede alla capitaneria di Porto Santo Stefano dove siano i natanti di soccorso, perché non li vede, e chiede che le motovedette si portino tra la terra e la nave dicendo che le persone sono qui, dove la nave si è abbattuta. Dopo arriva la telefonata di De Falco il quale si sente inviperito dalla contestazione di Schettino, che diceva che le motovedette erano in un punto sbagliato".

"Ecco - ha continuato il legale - perché la reazione di De Falco che con quella telefonata ha infangato la marineria italiana e gli italiani. Fu una ritorsione di De Falco, che non faceva parlare Schettino". Aspre parole anche contro l'ad di Costa Crociere Michael Thamm ("ha interferito nel processo") e l'equipaggio della nave ("avevano una preparazione penosa").

Ribadita quindi la linea secondo cui se Schettino non avesse aspettato a dare l'ordine di evacuazione sarebbero morte molte più persone. A margine dell'udienza, Pepe ha detto di sperare in "una sentenza equilibrata. Per un fatto colposo non si è mai vista una richiesta di pena del genere, nemmeno per un terrorista o un associato criminale".