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ECONOMIA

Lo studio

Confcommercio: Nord e Sud sempre più lontani

Cala il Pil procapite, crollano i consumi: per riprendersi saranno necessari 14 anni

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Una ripresa quanto mai incerta, soprattutto per il Sud Italia, che per recuperare potrebbe aver bisogno di almeno 14 anni. In pratica, il Pil del Mezzogiorno tornerà ai livelli pre-crisi non prima del 2028. È questo quanto emerge da uno studio sul divario tra Nord e Sud presentato da Confcommercio in occasione del meeting dei giovani imprenditori, L’Italia che verrà, in corso a Bari.


In sei anni il pil procapite è sceso del 10,7%
Dal 2007 al 2013, a livello di Pil procapite, il Sud ha perso 3.100 euro. In pratica un calo del 10,7%. Sei anni fa il Pil procapite del Sud era pari al 57% di quello del Nord-Ovest. Poi ha iniziato a diminuire, arrivando al 55,2% del 2013 e, secondo le previsioni, al 55% per il 2015. La crisi colpisce tutte le regioni d’Italia. In particolare, per tornare ai livelli del 2007 con una crescita dell’1% annuo, impiegheremmo 11 anni e mezzo. Un tempo che si dilata se ad essere prese in considerazione sono le regioni del Sud, per le quali servirebbero almeno 13 anni e mezzo. Se i recuperi del 2015 rimangono “assolutamente insignificanti – sottolinea Confcommercio – i divari territoriali sono destinati ad ampliarsi”. In calo del 5,2% anche i livelli occupazionali. Stesso numero, ma tendenza inversa, per il Nord, che aumenta i propri livelli occupazionali proprio del 5,2%.

Il crollo dei consumi
Le differenze si sentono anche nel campo dei consumi. In particolare nei consumi del Sud: se nel 1995 erano pari al 70% di quelli del Nord-Ovest, oggi perdono 5 punti percentuali. Un divario che, anche in questo caso, necessiterà di almeno 14 anni per tornare ai livelli pre-crisi del 2007, a fronte dei 10 necessari per il Nord-Ovest. 

Esportazioni e turismo in difficoltà
Differenze forti anche per quanto riguarda il capitale produttivo: rispetto alle risorse del Nord, il Sud ne possiede appena la metà. E anche i dati sull’esportazione non sono rincuoranti: se il Nord esporta il 32% delle sue produzioni, il Sud riesce ad esportarne appena il 13%. In crisi anche il turismo, conseguenza di politiche di sviluppo che, al terzo settore, hanno preferito l’industrializzazione. Così al Sud arriva appena il 13,2% dei turisti che ogni anno scelgono di visitare l’Italia. Meno della metà di quelli che scelgono di andare nel Nord-Est, capace di attirare il 44,3% del turismo proveniente dall'estero.

Sangalli: “Puntare su giovani e Sud”
“Le potenzialità di crescita in questa area certamente esistono – afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – penso anche ai giovani e alle imprese dei giovani, che certamente hanno nel loro Dna la voglia di crescere, la voglia anche di informatizzarsi sempre di più. Sono iniziati i Campionati del Mondo, e se mi permettete una metafora calcistica, per segnare il gol della crescita, noi abbiamo bisogno di due punte importantissime e indispensabili: i giovani e il Mezzogiorno”.

Dallo studio di Confcommercio emerge il ritratto di un Sud che “vede ridursi il proprio ruolo in termini di contributo attuale e potenziale alla crescita del Paese”. Un divario che, se non colmato, renderà sempre più difficile la ripresa dell’intera nazione.