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ECONOMIA

Recovery Fund

Consiglio europeo. Nuova proposta Recovery Fund a 750 miliardi, 390 di sussidi

Parla il premier prima della nuova sessione plenaria a Bruxelles: un singolo Paese non può avere monopolio di controllo o verifica

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Ore decisive a Bruxelles, dove è ripresa ed è stata interrotta più volte la riunione plenaria dei 27 per cercare di trovare l'accordo sul recovery fund al termine di una estenuante maratona negoziale. Verso una soluzione su ripartizione dei fondi e stato di diritto.

La nuova proposta di Michel
"Invierò tra poco una nuova proposta ai leader che è frutto di un lavoro qualitativo estremamente intenso". Così il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "I negoziati sono stati molto difficili - ha aggiunto - So che gli ultimi passi sono molto difficili ma sono fiducioso, e anche se ci sono delle difficoltà, e anche se è importante continuare a lavorare, penso e sono convinto che un accordo sia possibile".  Secondo quanto si legge nella bozza presentata da Charles Michel ai leader europei l'importo complessivo degli impegni finanziari per il Bilancio pluriennale della Ue 2021-2027 sarà di 1.074,3 miliardi di euro.

L'ammontare complessivo del Recovery Fund nell'ultima proposta che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha inviato alle delegazioni è di 750 miliardi, 390 miliardi di sussidi e 360 di prestiti. Si apprende a Bruxelles.

La nuova composizione del Recovery fund porterebbe all'Italia 209 miliardi, di cui 82 di sussidi e 127 di prestiti. E' quanto si apprende a margine del negoziato in Consiglio Ue. La cifra, viene spiegato, potrebbe ancora variare, perché si stanno facendo i calcoli sulla base della nuova proposta di Charles Michel. Se venissero confermati i 209 miliardi, sarebbe una cifra superiore a quella della proposta iniziale della Commissione, che si fermava a 173.

La Resilience and RecoveryFacility, ovvero il cuore del Recovery Fund, assegnata ai Paesi secondo una chiave di allocazione diretta, nella nuova proposta messa sul tavolo stasera da Charles Michel è di 672,5 miliardi: di questi 312,5 miliardi sono sovvenzioni (aumenta rispetto alla prima proposta da 310 miliardi, ma scende rispetto a quella di sabato a 325). I trasferimenti a fondo perduto spacchettati tra i programmi sono invece 77,5 miliardi (rispetto ai 190 mld della prima proposta).

Il bilancio europeo 2021-2027 nella nuova proposta messa sul tavolo dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel resta quindi a 1.074 miliardi di impegni. Aumentano i rebate per Danimarca, Germania, Olanda, Austria e Svezia. Alla Danimarca andranno 322 milioni annui di rimborsi; alla Germania 3,671 miliardi; all'Olanda 1,921 miliardi; all'Austria 565, e alla Svezia 1,069 miliardi.

Per armonizzare la nuova proposta di Recovery Fund 'light', il presidente del Consiglio Ue Charles Michel avrebbe incluso una serie di riduzioni agli incrementi che erano previsti per i programmi su sanità, ricerca, sviluppo internazionale. Secondo Politico.eu, verrebbero ridotti anche Horizon Europe, il Just Transition Fund, ReactEU.

In particolare, le risorse aggiuntive destinate al fondo per la transizione verde (Just Transition Fund) viene ridotto di 20 miliardi rispetto alla proposta della Commissione Ue e passa da 30 a 10 miliardi di euro: è quanto emerge dall'ultima proposta messa sul tavolo del vertice Ue dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Piani nazionali votati a maggioranza qualificata
La nuova proposta di compromesso prevede che i piani presentati dagli Stati membri vengano approvati dal consiglio a maggioranza qualificata in base alle proposte presentate dalla Commissione.
la valutazione sul rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l'attuazione dei piani nazionali sarà affidata al Comitato economico e finanziario (Cef), gli sherpa dei ministri delle Finanze. Se in questa sede, "in via eccezionale", qualche Paese riterrà che ci siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca sul tavolo del Consiglio europeo prima che venga presa qualsiasi decisione

Gli incontri prima dell'accordo
Nuovo incontro tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e i premier Giuseppe Conte e Pedro sanchez, prima dell'avvio del vertice europeo, alle 18. 

Obiettivo del confronto, al quale hanno partecipato anche il premier greco Kyriakos Mitsotakis e quello portoghese Antonio Costa, secondo le fonti, un aggiornamento sullo stato del negoziato con la determinazione di chiudere velocemente.

Mitsotakis  ha pubblicato su Twitter una foto della riunione: "Ancora un  altro incontro - ha scritto a commento dell'immagine - questa  volta con Merkel, Macron, Conte, Sanchez e Costa. L'Europa  deve rimanere ambiziosa. Facciamo un accordo stasera".

Non è più tempo di tergiversare
"Qui non stiamo scherzando, non possiamo guardare a l'ombelico nazionale, stiamo offrendo una risposta europea. Da questo punto di vista non c'è da scherzare più. Lo dobbiamo per i nostri cittadini, la gravità delle conseguenze di questa crisi. Non è più tempo di tergiversare". Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, da Bruxelles a margine del Consiglio europeo. E, senza citare Paesi, ha aggiunto:  "C'è stato uno scontro in questi giorni, non permetterò mai che un singolo paese possa avere il monopolio o la possibilità di un sistema di controllo e di verifica. Questo spetta agli organi comunitari e su questo non mollo, non permetterò mai che avvenga". 

Cauto ottimismo
 "Ieri per l'ennesima volta c'è stato un duro confronto, ho spiegato che dobbiamo avere un limite. C'è un limite e non deve essere superato per la dignità dell'Italia e degli altri Paesi che in questo momento stanno attraversando la fase più acuta della crisi", ha sottolineato ancora il premier a Bruxelles. "Abbiamo lavorato fino all'alba, direi che c'è stata una svolta. Dobbiamo essere ancora cauti fino a quando non c'è la stretta finale, però sono cautamente ottimista", ha detto il presidente del Consiglio parlando con i cronisti prima di partecipare alla nuova sessione plenaria del Vertice Ue. 

Svolta verde e digitale
"C'è un quadro di macronegoziato - ha spiegato ancora Conte - su cui si tratta di rompere alcune resistenze e perplessità che a questo punto sono inaccettabili. Poi c'è un negoziato micro, che riguarda le singole poste, che è una partita non meno importante. Mi sto battendo duramente perché alla fine le risorse a disposizione dell'Italia siano cospicue", affinché "non ci sia una compromissione del quadro totale delle risorse. Perché è questo che ci consentira' una pronta ripresa".

Quanto alla condizionalità degli aiuti legata agli obiettivi climatici,"siamo favorevoli - ha assicurato Conte - questo piano è tutto orientato a realizzare quanto più velocemente la transizione energetica e quella digitale", se il piano di rilancio europeo si chiama 'Next Generation Ue', ciò conferma che "dobbiamo favorire questa svolta verde e digitale".