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CULTURA

Dedica il Nobel alla Bielorussia "schiacciata dalla storia"

Nobel Letteratura 2015, vince la giornalista-scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievich

E' stata premiata dalla giuria dell'Accademia Reale Svedese per per "la sua opera polifonica, monumento della sofferenza e del coraggio della nostra epoca". Nei suoi libri narra sostanzialmente i drammi del mondo sovietico e della sua dissoluzione, percepita come processo tuttora in corso. E oggi "stiamo tornando indietro", si allarmava non tanto tempo fa, parlando di Russia e Bielorussia.

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"Un sentimento molto complicato, mi sono subito sentita circondata da grandi ombre, come Bunin o Pasternak, e' un sentimento da un lato fantastico e dall'altro inquietante". Così la giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievich insignita oggi del Nobel per la Letteratura.

67 anni, nel 2000 ha lasciato la Bielorussia per sfuggire al regime del presidente Lukashenko, che l'accusava di essere un'agente della Cia. Ha vissuto fino al 2011 in Europa, tra Parigi, Gothenburg e Berlino, ha fatto quindi ritorno a Minsk. E' famosa a livello internazionale per i suoi libri reportage che con coraggio hanno svelato aspetti oscuri e ambigui della Russia tra comunismo e postcomunismo.


Cronista e giornalista investigatrice dei principali eventi della fase finale dell'Unione Sovietica e del suo dissolvimento, dalla guerra in Afghanistan al disastro di Cernobyl, si è occupata di numerose vicende controverse, suscitando scalpore con reportage e libri.

Con le sue opere tradotte in molte lingue, si è fatta conoscere in tutto il mondo. In Italia le Edizioni e/o hanno pubblicato "La guerra non ha un volto di donna", (sulle donne sovietiche al fronte nella seconda guerra mondiale), "Ragazzi di zinco" (sui reduci della guerra in Afghanistan), "Incantati dalla morte" (sui suicidi in seguito al crollo dell'Urss) e "Preghiera per Cernobyl" (sulle vittime della tragedia nucleare). 

 Il suo libro più recente, uscito nel 2014 per Bompiani, è Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo 

Nel libro la Aleksievich fa raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle “piccole persone” coinvolte dalla Grande Utopia comunista, che ha squassato la storia dell’URSS-Russia per settant’anni e fino a oggi, è il cuore del suo lavoro letterario. Un libro che corona un lavoro di trent’anni, uno spaccato della tramontata “civiltà sovietica”, quasi un’enciclopedia dei sogni dell’“uomo rosso”, resa interessante ancora di più dal dono di saper penetrare l’anima di coloro che hanno vissuto quell’epoca anche esaltante e non si adattano  a un “tempo di seconda mano”.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra gli ultimi il Premio per la pace degli editori tedeschi alla Fiera di Francoforte (2013), il Prix Médicis essai (2013) e il Premio Masi Grosso d'Oro Veneziano (2014). Nel 2013 il suo nome figurava già tra i candidati al Nobel per la letteratura. 

Dedica il Nobel alla Bielorussia "schiacciata dalla storia"
Svetlana Aleksievich ha espresso oggi "gioia personale" per il riconoscimento, ma ha anche dedicato al suo Paese il premio. "Non è un premio per me, ma per la nostra cultura, per il nostro piccolo Paese, che è stato messo nel tritacarne della storia", ha
detto ai giornalisti la scrittrice a Minsk. Aleksievich ha un pessimo rapporto con il regime del presidente Alexander Lukashenko, che domenica dovrebbe essere riconfermato in elezioni presidenziali sulla cui regolarità nessuno giurerebbe.

La scrittrice ha anche lanciato un ammonimento contro il totalitarismo. "E' difficile essere una persona onesta - ha affermato -, ma non bisogna fare concessioni a un potere totalitario".

"Amo la Russia ma non quella di Putin"
Svetlana Aleksievitch ama "il mondo russo, ma non quello di Stalin e Putin". Lo ha dichiarato la scrittrice bielorussa in una conferenza stampa a Minsk, convocata dopo l'annuncio dell'assegnazione del Nobel.

"Grazie alla Svezia, capisce il dolore russo"
Grazie alla Svezia perché capisce il dolore russo", ha detto la scrittrice in una intervista telefonica alla tv svedese Svt dal sua casa di Minsk. Aleksievich ha assicurato che andrà a Stoccolma per ritirare il premio Nobel per la letteratura.

"Stiravo quando mi hanno detto del premio"
La scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievich stava stirando quando le hanno annunciato che era stata insignita del premio Nobel per la letteratura.  "Qualcuno mi ha telefonato e mi ha dato questa notizia - ha detto l'autrice -, non me l'aspettavo, se n'era parlato molto ma io cercavo di tenere le distanze. Ero a casa e mi occupavo di
cose semplici: stavo stirando. Vivo in un piccolo appartamento".