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POLITICA

Il premier apre la V edizione

Renzi torna alla Leopolda: "Il futuro è solo l'inizio. Qui nel 2011 capii che Italia era scalabile"

A Firenze il discorso inaugurale del premier: "C’è una macchina da rimettere in moto". E lancia un appello a Civati: "E’ ancora casa tua". Il primo big ad arrivare nell'ex stazione ferroviaria è stata Maria Elena Boschi

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Matteo Renzi sul palco della Leopolda
Firenze
Matteo Renzi versione mattatore nell'intervento inugurale della Leopolda 2014. Dopo una giornata passata a trattare con l'Ue sulla Legge di Stabilità, il premier, arrivato a Firenze direttamente da Bruxelles, ha aperto la kermesse con un lungo intervento in cui ha ripercorso la storia della Leopolda e con questa quella sua e del suo governo. Ricordando come tutto nacque nell'ex stazione nel 2010 e come, in 4 anni, si sia arrivati a governare l'Italia.

Un lungo intervento, intervallato da clip video per ripercorrere le edizioni precedenti, in cui Renzi si è tolta la soddisfazione di tornare da presidente del Consiglio là dove era partito come outsider del Pd e durante il quale il premier ha vestito i panni del conduttore, dello show-man più che del politico. 

Paese scalabile
"La Leopolda del 2011 mi ha fatto capire che questo Paese era scalabile, so che questo termine creerà polemiche ma lo dico: per anni ci hanno raccontato che l'Italia era un paese chiuso, eppure giorno dopo giorno ci rendevamo conto che si potevano cambiare le cose sul serio". Ricorda la sconfitta del 2012: "Per me è stata una bellissima lezione". E prosegue ricordando quei giorni in cui era sindaco di Firenze, "andai a proseguire i lavori del Nuovo Teatro di Firenze" (che adesso è aperto ndr).

“Certo di riuscire a riformare il Paese”  
Il premier ha poi spiegato la sfida della Leopolda: "Siamo partiti da zero, ci siamo presi il partito, siamo al governo del paese, stiamo facendo quello che volevamo, abbiamo smentito tutti. Ma non serve a niente se non smentiremo il luogo comune che l’Italia è irriformabile, lo pensano a Bruxelles, a Roma, dietro l’angolo, sono dovunque".  "Ma io sono certo - ha affermato - che ci riusciremo".

Pd, numeri e critiche
"Ci siamo un po' tutti montati la testa noi del Pd, ora si guardano i sondaggi: quanto siamo 40,8 uhmm...oh ma noi in parlamento siamo stati maggioranza per il rotto della cuffia...". Renzi ha sottolineato che la Leopolda è "un insieme di nomi e non di cognomi". "Siamo partiti da zero, le cose che abbiamo detto che volevamo fare le stiamo facendo. Non serve a niente, ce ne è ancora uno da sconfiggere: quello che l'Italia non si possa riformare. La sfida di questa Leopolda non è guardare chi c'è e chi non c'è più. E' una sfida difficilissima: siamo arrivati dove non pensavamo di arrivare, se siamo qui oggi non è per dire quanto siamo stati bravi e fortunati. Nel tempo di un cambiamento pazzesco dalla Rete a Ebola, dalle interconnessioni alle solitudini, l'Italia non siamo solo noi è anche chi va in piazza domani, chi si sveglia al mattino per accompagnare i bambini a scuola. Noi dobbiamo restituire il futuro al Paese". Chiudere senza salvare, chiudere e resettare. "A chi dice che la Leopolda è piena di gente strana, diversa che non ci sono le bandiere del Pd, dico che la Leopolda è la nostra gente, che ha voglia di credere nella politica come cosa diversa dal passato. Smettetela di parlare male di voi stessi".

L’appello a Civati 
E Renzi ha poi lanciato un appello a Civati: "Già nel 2010 c’era l’usanza, quando si faceva la Leopolda, di fare un evento di contro-programmazione. Quest’anno che ci siamo noi al Pd pensavamo “ok, non c’è nient’altro” e ringraziamo la Cgil... Battute a parte rispetto per tutti e a Civati dico “La Leopolda è comunque casa tua”.  

Il garage
"Il garage è il posto in America delle start up, in Italia si sono sempre fatte battute sulle differenze con i nostri garage. Tocca a noi far smettere le battute. Ma il garage è anche altro: è il luogo in cui la macchina è ferma e bisogna farla ripartire", ha aggiunto il premier spiegandoil tema che ha caratterizzato il palco di questa edizione dove viene riprodotto, appunto, un garage.

La ressa
Questa edizione è cominciata con la ressa all'ingresso della ex stazione fiorentina, code agli sportelli per la registrazione. Sono presenti oltre 3.000 persone. Fra i primi a far accendere i riflettori è il ministro Maria Elena Boschi che arriva intorno alle 18,  avvolta da un impermeabile beige e indossando stivali alti neri. Si infila nel backstage per dare istruzioni ai quattro parlamentari conduttori. Gli altri, deputati e eurodeputati, arrivano alla spicciolata da David Ermini, Marco Donati, Pina Picerno, Nicola Danti, Alessandra Moretti, Ivan Scalfarotto.  

Le prossime giornate
La prima serata della Leopolda di governo è stato solo in realtà poco più che un assaggio. I giochi, quelli veri, cominciano sabato, con i tavoli di discussione, gli interventi dal palco e, soprattutto, quello del padrone di casa, Matteo Renzi, proprio nel giorno in cui la Cgil sfilerà a Roma. Nella capitale ci sarà la minoranza Pd: Guglielmo Epifani (che non esclude di fare un salto pure alla Leopolda), Gianni Cuperlo, Cesare Damiano, Stefano Fassina, Pippo Civati e Rosy Bindi. A Firenze si attendono, oltre ai parlamentari renziani, diversi ministri, come Giuliano Poletti, Roberta Pinotti, Andrea Orlando, Marianna Madia, Dario Franceschini. Ma parleranno anche il commissario anticorruzione Raffaele Cantone e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, oltre a numerosi imprenditori: Davide Serra, Patrizio Bertelli (Prada), Brunello Cucinelli, Renzo Rosso (Diesel), Oscar Farinetti (Eataly) e il regista Pif.