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ECONOMIA

Mercati

In borsa Atlantia sprofonda piazza affari, maggior calo in Europa

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di Fabrizio Patti
In evidenza a Piazza Affari oggi il titolo Atlantia, che perde oltre il 4%. E' evidente il nesso con il decreto Milleproroghe approvato sabato con la formula "Salvo Intese". 
L'articolo 33 del Milleproroghe prevede che in caso di revoca delle concessioni la gestione passi ad Anas, in attesa di una nuova gara. Nel caso di revoca semplice, senza che ci sia un indadempimento, l'indennizzo sarebbe pari al valore delle opere realizzate al netto degli ammortamenti e di eventuali penali. Nel caso di revoca per inadempimento, andrà detratto anche il risarcimento danni e soprattutto l'indennizzo sarà riconosciuto solo dopo il pagamento dei danni in giudizio. 
Infine c'è il blocco degli aumenti tariffari a meno che il gestore non accetti il nuovo metodo tariffario approvato dall'Autorità dei trasporti.  
Ci sono state su questi punti tensioni nella maggioranza. Oggi un nuovo Consiglio dei ministri sul tema, Atlantia ha già annunciato azioni legali per incostituzionalità della norma. 
Il tutto in una giornata che dall'Asia al resto d'Europa è prefestiva. Pochi gli scambi e i movimenti, l'eccezione è in negativo proprio Milano, che cede lo 0,58%. Scende anche Francoforte (-0,16%), di poco positiva Parigi (+0,04%), mentre è tornata a correre Londra, al nono giorno consecutivo di rialzi.  
Sul Ftse Mib positive solo 8 blue chip su 40. Miglior titolo Nexi, in rally da giorni dopo un accordo con Intesa Sanpaolo. Tra i maggiori ribassi anche Unipolsai, Poste, Generali, Fca, Hera, Juventus. 
Oggi per le borse una giornata di passaggio. Da domani saranno chiuse per festività in Europa, Stati Uniti e Hong Kong. Riapriranno venerdì 27 dicembre, ma Wall Street già il 26. 
In Asia nella notte indici attorno alla parità. C'è però l'eccezione di Shanghai (-1,40%), che è stata trainata al ribasso da tre società di semiconduttori (Gigadevice Semiconductor, Shenzhen Goodix Technology, Hunan Goke Microelectronics) dopo che Pechino ha annunciato un taglio degli investimenti pubblici in queste società. 
E' una mossa che può essere vista nel clima di distensione tra Stati Uniti e Cina, perché la fase 1 delle negoziazioni tra i due Paesi ha previsto anche minori distorsioni sul fronte della tecnologia.