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ITALIA

Nelle zone colpite sopralluogo del ministro Delrio

Maltempo, dopo la pioggia in Calbria si contano i danni. Renzi pronto a dichiarare stato d'emergenza

Già nel prossimo Cdm, promette il premier, le misure di sostegno. La zona della Locride, nel Reggino, è quella che ha subito i maggiori danni con strade e linea ferroviaria completamente devastate

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E' uno scenario di vera e propria devastazione quello che appare in tutta la Calabria colpita da tre giorni di intense piogge. Dalla mattina di lunedì ha smesso di piovere e la situazione meteorologica si sta normalizzando, ma ora il rischio maggiore è quello del dissesto idrogeologico che potrebbe aggravare ancora di più una situazione già molto difficile. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha annunciato che non "lasceremo soli né i beneventani, né i reggini. Fin dal prossimo Consiglio dei ministri arriveranno i primi provvedimenti".    

La zona della locride, nel reggino, è quella che ha subito i maggiori danni con strade e linea ferroviaria completamente devastate. Per fare il punto della situazione il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha fatto un sopralluogo della zona con il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Delrio ha poi partecipato ad un incontro presso la Prefettura di Reggio Calabria ed al termine dei lavori ha ribadito che il Presidente del Consiglio ha "già garantito che proclamerà al più presto lo stato di emergenza, appena arrivano le stime necessarie. Seguirà una seconda fase con una stima più strutturata dei danni, che seguirà un corso normale".    

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ha invitato i sindaci ad inviare al centro coordinamento soccorsi, le loro richieste nel più breve tempo possibile", avvertendo che ci vorranno "altre 24-48 ore di estrema attenzione", specialmente "in quelle zone dove il terreno non è particolarmente stabile".    

Dal canto suo, il presidente della Regione Mario Oliverio si è detto pronto a richiedere lo stato di calamità perchè quanto è accaduto è un "vero e proprio disastro. Abbiamo bisogno - ha concluso - che il Governo sostenga il nostro progetto per mettere in sicurezza il territorio".    

In tre giorni sono caduti 720 millimetri di pioggia, pari a quella che abitualmente viene raccolta in tutto il periodo invernale. Squadre dei vigili del fuoco sono al lavoro lungo la Statale 106 Ionica, bloccata in diversi tratti. Alcuni anziani sono stati evacuati dalle loro abitazioni. A Laganadi, nel reggino, il torrente Catona è esondato e cinque famiglie sono state portate in salvo. Devastate anche diverse chiese e i cimiteri. Il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, ha visitato nel pomeriggio i paesi più colpiti.    

In tutte le zone colpite dal maltempo non ci si perde d'animo e si sta lavorando per cercare di tornare rapidamente alla normalità. Il Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, ha annunciato l'arrivo di un reparto del genio militare da Palermo. Le squadre dell'Anas stanno lavorando per rimuovere fango e detriti da moltissime strade della Calabria. La Protezione civile della Calabria ha istituito una task force con la Regione, l'Università della Calabria ed il Cnr per il monitoraggio delle frane.    

Ingenti i danni nel settore agricolo dove intere aziende sono state distrutte. Il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha attivato l'Unità di crisi regionale. I tecnici hanno già segnalato situazioni di emergenza nelle aree archeologiche del litorale ionico.