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ECONOMIA

Bcc e sofferenze bancarie

Banche, via libera a riforma credito cooperativo. Ma nel decreto nessun rimborso per risparmiatori

Il Consiglio dei Ministri che ha approvato "il ddl di riforma del diritto fallimentare" che sarà oggi illustrato dai ministri Guidi e Orlandi. Non ci sarà Padoan impegnato a Bruxelles

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Il Presidente del Consiglio sottolinea che non si tratta di un rinvio, ma semplicemente dell'utilizzo di un altro strumento: il rimborso per i risparmiatori coinvolti nel fallimento delle 4 banche sarà oggetto di due provvedimenti ad hoc, un decreto del presidente del consiglio e un decreto ministeriale.  

La riforma del credito cooperativo
Così la riforma delle Bcc prevede "un meccanismo" per il quale chi vorrà uscire dal sistema potrà farlo ma "a condizione che abbia almeno 200 milioni di riserve, non che la piccola banchetta può andarsene e via. E dovrà corrispondere all'erario una cifra del 20% di queste riserve" ha aggiunto il premier.

Dal canto suo il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ha specificato che le Bcc che attualmente hanno riserve per 200 milioni "sono una decina più o meno. Non significa che tutte devono uscire, ma hanno la possibilità di farlo" o trasformarsi in Spa e in ogni caso "ci sono 18 mesi dall'approvazione della misura" per fare la scelta,"un tempo sufficiente per aumentare la soglia, non si congela nulla ad oggi".

Sistema bancario solido
"Il sistema italiano è solido, ha ricordato Renzi, non è il più preoccupante del mondo, sono molto più preoccupato per banche di altri paesi anche più solidi dell'Italia anche perchè una crisi del sistema bancario, ad esempio, in Germania ha certo effetti anche da noi"e poi ha spiegato che nel decreto "nessuna misura è risolutiva ma sono ulteriori tasselli di consolidamento del mosaico del sistema bancario".

Indennizzi? Nessun rinvio
Sugli indennizzi, il Premier ha precisato che "per i rimborsi alle persone che verranno riconosciute come truffate dall'arbitrato, non c'è bisogno di un decreto legge, si tratta di aspettare il dpcm e il decreto ministeriale che sono sostanzialmente pronti e saranno presentati nei prossimi giorni" sottolineando che "abbiamo avuto l'ipotesi di poter modificare la legge di stabilità con decreto legge ma ci sembrava una ipotesi arzigogolata. Non c'è stato nessun slittamento o rinvio" ma la scelta "di non modificare leggi che sono già attive".