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ECONOMIA

Taranto

Ilva, concluso lo sciopero: no ai licenziamenti, cambiare piano

Sindacati delusi dall'incontro col governo

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É terminato lo sciopero delle ultime quattro ore del primo turno dei lavoratori diretti e dell'indotto Ilva - proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb - per protestare contro l'annunciato piano di esuberi previsto dai piani industriali delle due cordate interessate a rilevare l'azienda. Dalla prossima settimana saranno programmate assemblee ed eventuali altre iniziative di mobilitazione, soprattutto se avverrà l'aggiudicazione definitiva dell'Ilva a uno dei due gruppi in gara e non dovessero esserci aperture rispetto ai licenziamenti.

Una frangia di lavoratori avrebbe voluto, previo avallo dei sindacati, occupare simbolicamente, per 10 minuti, la strada statale Taranto-Bari: l'iniziativa, alla fine, è saltata grazie all'intervento di un gruppo di operai per il quale andrebbe bloccata la produzione e non penalizzata la città.

La delusione
I sindacati dei metalmeccanici erano usciti dal Mise insoddisfatti dell'incontro con il ministro Carlo Calenda e con i Commissari. Hanno la consapevolezza che il 5 giugno verrà proclamata l'aggiudicazione ad Am Investco degli asset dell'Ilva e proprio per quella data tutte le sigle hanno indetto un assemblea e manifestazioni a Genova e Novi Ligure.

"No ai licenziamenti. Nessuno deve restare a casa, cambiare piano". Su questo punto sono tutti d'accordo: Fim Cisl, Uilm, Fiom, Ugl e Usb usciti dall'incontro senza aver ottenuto molto se non le rassicurazioni del Governo di una "protezione" sociale per tutti i lavoratori. "Dopo l'incontro le nostre preoccupazioni sono aumentate, non abbiamo saputo nulla dei piani industriali sito per sito e degli esuberi previsti sito per sito" ha detto Palombella. "Quello che non ci piace è che una parte del lavoratori sono assorbiti nella nuova Ilva una parte restano in capo alla vecchia società. Questo significa che questi ultimi diventano esuberi strutturali e non lo possiamo accettare. Tutti i lavoratori devono far parte di una stessa società e alla fine devono essere tutti assorbiti", ha aggiunto Palombella.

La cordata
In riferimento alle dichiarazioni dei commissari straordinari di Ilva, dove si afferma che non sono previste possibili offerte di rilancio per l'aggiudicazione della gara a causa del prolungamento dei tempi della procedura, fonti vicine a Jindal South West (JSW) (azionista di riferimento della cordata Acciaitalia della quale fanno parte Cdp, Arvedi e Del Vecchio) sottolineano che "la tempistica non sarebbe un elemento ostativo per eventuali rilanci". "In realtà per rifare l'offerta relativa al prezzo il tempo necessario è minimo, per l'offerta del business plan il tempo stimato è di una settimana e la stessa tempistica è prevista per l'offerta del piano ambientale perché è sufficiente attenersi alle raccomandazioni già emesse dal Ministero dell'Ambiente il 19 gennaio 2017", fanno sapere le fonti vicine a JSW.