Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/ContentItem-0590d47f-b4c2-40bf-9b60-bf0ea501e9ef.html | rainews/live/ | true
POLITICA

"Potremo chiedere a Italia nuovo documento"

Manovra. Moscovici: Comissione Ue non vuole una crisi con Roma

"L'Italia può fare la propria politica di bilancio, ma rispettando delle regole comuni, come fanno tutti i Paesi da 10 anni. È quello che si fa quando si appartiene alla zona euro" dice il Commissario per gli affari economici.

Condividi
"La Commissione non vuole una crisi tra Bruxelles e Roma,  il posto dell'Italia è al cuore della zona euro, non all'esterno". Lo ha detto il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici in un'intervista alla radio francese, France Inter.

A poche ore dalla lettera di risposta di Giovanni Tria, Moscovici ha spiegato che "quello che conterà è lo spirito" della risposta del governo italiano, in particolare "se si iscrive o no nello spirito comune e nelle regole europee". "Quando sono andato a Roma è per porre domande, e ne ho ancora" sul deficit strutturale, il debito e le previsioni di crescita, ha sottolineato il commissario. Secondo Moscovici, "il deficit strutturale è troppo elevato" perchè "uno scarto di circa 1,5 punti non è mai accaduto da quando abbiamo il Patto di Stabilità e Crescita". 

"Italia deve rispettare regole comuni"
Moscovici ha poi proseguito: "L'Italia può fare la propria politica di bilancio, ma rispettando delle regole comuni, come fanno tutti i Paesi da 10 anni. È quello che si fa quando si appartiene alla zona euro". E ha aggiunto - facendo riferimento alla missiva inviata dall'Italia all'Ue - "la Commissione ne discuterà domani" e la reazione di Bruxelles dipenderà dallo "spirito della risposta: se si inserisce o no nelle regole europee".

"Manovra non del popolo, sarà lui a pagare"
Il Commissario europeo per gli Affari economici ha concluso: "Non mi piace l'espressione manovra del popolo, perchè quando un popolo è molto indebitato alla fine sono i cittadini che pagano". Secondo Moscovici, la manovra del governo italiano rischia di affossare la crescita e rilanciare il debito. "Ho il sentimento - ha osservato - che quando si è in una fase di crescita elevata, si pratica una politica di rilancio (dell'economia), si ha il 130% di debito e la produttività langue, il rischio è che non si dopi la crescita in particolare perchè ci sono pochi investimenti in questa politica di rilancio, ma che la si affossi e si rilanci il debito", ha detto il commissario. "A quel momento chi paga il debito? Sono le generazioni future e sono gli italiani che pagano. Ecco perchè un bilancio che aumenta il debito non è una manovra buona per il popolo, perchè sono sempre i più vulnerabili che pagano alla fine", ha concluso Moscovici. 

"Potremo chiedere a Italia nuovo documento"
Moscovici conclude: "Non mi piace l'espressione bocciatura, le parole contano. Il massimo che possiamo fare, è una possibilità e ne dibatteremo, è quello di chiedere all'Italia di ri-sottomettere un altro documento di bilancio che tenga conto delle osservazioni, delle questioni e delle regole europee". Ed ha proseguito: la Commissione "non lo ha mai fatto" e la richiesta di un nuovo documento "sarebbe una prima volta". "Non dico quando decideremo. Domani dibatteremo" al collegio dei commissari che si riunisce a Strasburgo, ha aggiunto Moscovici. Secondo il commissario "non è la fine della storia. Poi c'è un dialogo tra noi che può durare fino a tre settimane alla fine del quale entriamo in un altra fase".