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MONDO

il reportage

Ghajar: la casa di Shmali, crocevia di due guerre

Al confine tra Israele, Libano e la Siria in fiamme c'è una terra dove si combatte una guerra a bassa intensità, dove si giocano grandi interessi, il destino di Assad, la sicurezza di Israele, la lunga mano di Teheran. La storia di Abdi Shmali

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di Giuseppe Solinas
Ghajar, confine tra Israele e Libano. Le donne portano le sedie in mezzo alla strada, per prendere il sole e il thè, ma nella casa a pochi metri da qui una famiglia conta i danni con le lacrime agli occhi. Abdi Shmali, 36 anni, allevatore, mostra i suoi divani distrutti, i vasi infranti, il buco nel soffitto causato dall'esplosione. La casa era nuova, terminata solo tre mesi fa. I soldati dell'esercito israeliano sono appena passati e hanno portato via i resti del proiettile: un razzo sparato dai miliziani Hezbollah (forse), un colpo di mortaio israeliano fuori misura (più probabilmente).

Fuoco amico
Nella famiglia Shmali, per fortuna niente vittime: i tre bambini erano a scuola, la mamma era fuori, con l'ultimo nato, quando il proiettile è caduto. Ma il conflitto a fuoco ha fatto altre vittime: due soldati isareliani - Yohai Clengel, 25 anni e Dor Clengel, 20 - sono stati uccisi da un razzo sparato dal lato libanese del confine, e sette uomini sono stati feriti, alcuni gravemente. Una trappola organizzata dai miliziani Hezbollah; nella risposta di Tsahal - l'esercito israeliano - è stato ucciso, per errore, un casco blu Unifil, Francisco Xavier, 36 anni. 

Vendetta
La tensione cresceva da giorni su questo confine conteso dal 1967. Ghajar è quasi diviso in due dalla linea tracciata dal conflitto: dall'altra parte, oltre la stretta valle dove scorre il fiume Hatzbani è già Libano, si vede un minareto. Gli abitanti sono abituati a vivere circondati dai soldati. Così anche oggi: razzi Hezbollah, bombardamenti di Tsahal; i servizi segreti temevano infiltrazioni di miliziani, attraverso un tunnel sotto il confine che i genieri stanno ancora cercando. Hezbollah ha rivendicato l'operazione: una vendetta - dicono i media libanesi - per il colpo messo a segno da Israele il 18 gennaio scorso: un bombardamento dagli elicotteri in territorio siriano, che ha ucciso almeno 5 guerriglieri Hezbollah e alcuni ufficiali delle brigate Al Quds, le forze speciali delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane che sostengono l'esercito regolare siriano (incluso un importante comandante, il generale Mohammed Ali Allahdadi).

Tra due guerre
Una guerra a bassa intensità, su un confine tesissimo: tra Israele, Libano e la Siria in fiamme, dove giocano grandi interessi, il destino di Assad, la sicurezza di Israele, la lunga mano di Teheran. E Abdi Shmali lo sa bene: "Non ho alcuna speranza che la guerra finisca", dice mentre raccoglie i pochi vestiti dei bambini dalla casa distrutta, per andare a vivere dai genitori finchè non potrà permettersi di ricostruirla. Le donne sedute al sole a prendere il thè lo sanno bene, che vivono in una terra difficile, che un tempo era Siria, ora è Israele, e da sempre è in guerra, in bilico tra la speranza e la paura, la pace e la guerra.