Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/ContentItem-358584f9-8137-415d-9b10-e2a5c9687d41.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

Coronavirus nel mondo

Covid, record di contagi in Corea del Sud. Oltre 4 milioni di vittime nel mondo

Settimana "catastrofica" in Africa. Quarto stato di emergenza a Tokyo. Timori per la finale degli Europei di calcio Inghilterra-Italia a Londra

Condividi
La Corea del Sud segna un nuovo record di contagi da Covid-19 e porta al livello più alto le misure di contenimento della pandemia nella capitale, Seoul. Si teme una nuova ondata di infezioni. Secondo i dati diffusi dalla Korea Disease Control and Prevention Agency, si registrano oggi 1.316 nuovi contagi (1.236 dei quali sviluppati localmente), il numero più alto in un singolo giorno dall'inizio della pandemia, con l'80% dei nuovi casi riscontrati nell'area metropolitana di Seul, dove vive circa la metà della popolazione.   

Il primo ministro Kim Boo-kyum ha annunciato l'innalzamento delle misure di contenimento del virus nella capitale per due settimane a partire da lunedì prossimo: in base alle nuove regole saranno vietate le aggregazioni oltre le tre persone e le lezioni in presenza dopo le ore 18. Rimarranno, poi, chiusi i luoghi di intrattenimento come pub, night club e stadi, mentre ai ristoranti sarà permesso avere clienti solo fino alle 22.   

Il nuovo picco di contagi giunge mentre la campagna di vaccinazione procede a rilento: solo 15,47 milioni di persone, il 30,2% dei 52 milioni di sud-coreani ha ricevuto almeno una dose, mentre pienamente vaccinati sono 5,57 milioni, l'11% del totale. Secondo le autorità sanitarie, le infezioni a grappolo sono emerse in scuole, uffici e centri commerciali, con persone tra i 20 e i 30 anni, la maggior parte delle quali non è ancora ammissibile alle vaccinazioni. Dall'inizio della pandemia, la Corea del Sud, spesso indicata lo scorso anno come un modello per la gestione del Covid-19, ha registrato 165.344 casi di contagio e 2.036 decessi. 

Giappone, stato di emergenza a Tokyo
A partire da lunedì, a pochi giorni dall'inizio dei giochi olimpici, nella capitale Tokyo entrerà in vigore il quarto stato di emergenza per contenere il brusco aumento di contagi di coronavirus. La decisione è stata presa nella serata di ieri dal primo ministro Yoshihide Suga al termine del vertice straordinario con la task force di esperti nominata dal governo per supportare nella lotta alla pandemia. 

Le misure restrittive resteranno in vigore fino al 22 agosto, coprendo l'intero periodo delle Olimpiadi che pertanto si svolgeranno sotto particolari misure di sicurezza e senza la presenza di pubblico. Il bollettino ufficiale aggiornato a ieri diffuso dal ministero giapponese della Salute ha riportato 2.246 nuovi casi di coronavirus nel Paese, oltre la soglia di allerta dei 2.000 casi giornalieri per il secondo giorno consecutivo. Gli aumenti più consistenti sono stati riscontrati nell'area metropolitana di Tokyo, che ha registrato ben 896 contagi e che dal 23 del mese ospiterà i Giochi Olimpici, seguita dalle prefetture limitrofe di Chiba e Kanagawa. 

Africa, la peggior settimana dall'inizio della pandemia
"L'Africa ha appena vissuto la settimana più disastrosa nella storia della pandemia nel continente. Ma il peggio deve ancora venire, poiché la terza ondata continua a diffondersi", ha affermato il dott. Matshidiso Moeti, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Africa, tuttavia, l'OMS rileva i progressi nella distribuzione dei vaccini. Più di 1,6 milioni di dosi sono state distribuite in Africa dal sistema Covax. A breve, arriveranno oltre 20 milioni di dosi dei vaccini Johnson&Johnson/Janssen e Pfizer-BioNTech.

La situazione sanitaria è “catastrofica” in Tunisia, che ha registrato nelle ultime settimane un numero record di contagi. La Libia ha deciso di chiudere le frontiere con il Paese e sospendere i collegamenti aerei per una settimana. In molte province della Tunisia gli ospedali hanno terminato i letti a disposizione per i pazienti e  l'ossigeno utile a chi ha difficoltà respiratorie. Tanto che il sito di notizie Tunisia Numerique parla di rischio di collasso del sistema  sanitario, se non si inverte la tendenza. In questo contesto, la task force incaricata di monitorare l'andamento della pandemia ha chiuso i confini delle province fino al 31 luglio  per evitare spostamenti che potrebbero aumentare i contagi e ha prorogato le restrizioni in atto. E' quanto si legge in una nota diffusa dall'ufficio del premier tunisino Hichem Mechichi e rilanciata dall'agenzia di stampa Tap, dove si precisa che viene vietata la  vendita di prodotti in spazi chiusi. In base all'ultimo bilancio diffuso dal ministero della Sanità  tunisino diffuso ieri, sono 8.315 i casi e 126 i morti registrati  nelle ultime 24 ore, 473.229 contagi e 15.861 vittime dallo scoppio  della pandemia.



India, si teme la terza ondata
Nelle ultime 24 ore, l'India ha registrato 43.393 nuovi casi e 911 morti da Covid, portando il numero di contagi e il bilancio delle vittime rispettivamente a 30.752.950 e 405.939, secondo l'aggiornamento del ministero della Salute di Nuova Delhi. Si fa sempre più tangibile nel subcontinente il timore per lo scoppio di una possibile terza ondata epidemica. A dimostrarlo anche il fatto che proprio questa mattina il primo ministro Narendra Modi presiederà una riunione ad alto livello per mettere a punto un piano articolato di risposta sanitaria in caso di una forte recrudescenza della malattia. Modi supervisionerebbe anche la disponibilità di ossigeno terapeutico nelle strutture sanitarie, la cui carenza, secondo diversi osservatori, ha provocato nel corso della seconda ondata pandemica centinaia di morti che si sarebbero potute evitare.



Vietnam, ordini di isolamento sociale
La più grande città e capitale economica del Vietnam, Ho Chi Minh City, è da oggi per due settimane in stretto lockdown, nel tentativo di arginare una impennata di contagi e morti da coronavirus. La metropoli di nove milioni di abitanti era stata già soggetta a restrizioni di viaggio per un mese, ma i tassi di infezione hanno continuato ad aumentare, con oltre 9.400 casi registrati contro i tremila registrati in tutto il Paese in aprile. Le autorità vietnamite non usano il termine lockdown ma chiamano le misure "ordini di isolamento sociale". Ai residenti di Ho Chi Minh City è ora vietato riunirsi in più di due in pubblico e le persone possono uscire di casa solo per comprare cibo, medicine e in caso di emergenza. La polizia ha istituito posti di blocco ai confini della città, dove possono entrare solo persone risultate negative ai test.  

Australia, torna lockdown a Sydney
Torna il lockdown più stretto a Sydney, in Australia, dove a cinque milioni di residenti non è più permesso uscire di casa "a meno che non sia assolutamente necessario". Lo ha annunciato il premier del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian, mentre i contagi mettono a segno un nuovo record (44 nuovi casi in 24 ore) con la variante Delta ormai fuori controllo e una campagna di vaccinazione che procede estremamente a rilento in tutto il continente dove risulta vaccinato meno del 10% della popolazione. Sydney è ora alla sua terza settimana di lockdown, ora inasprito con nuove norme: ai residenti è fatto divieto di viaggiare a più di 10 chilometri dalle loro case, l'esercizio all'aperto è limitato a un massimo di due persone insieme e solo una persona per famiglia può fare la spesa. Ai funerali non possono partecipare più di 10 persone. I cittadini di Sydney speravano di uscire dal lockdown il 17 luglio, ma gli esperti affermano che il governo statale potrebbe aver bisogno di estenderlo."Fino a quando non arriviamo a zero contagi o vicino allo zero - ha detto il premier statale - non possiamo allentare le restrizioni".

Cile, si torna a scuola
Il governo cileno ha annunciato un allentamento delle restrizioni - come il ritorno degli alunni a scuola e il via libera a molti negozi - senza riaprire le frontiere, mentre il 73% dei suoi 19 milioni di abitanti è vaccinato. Il Paese, dove viene mantenuto il coprifuoco, ha registrato 1,5 milioni di casi, di cui 33.000 decessi.



Canada allenta restrizioni di viaggio ma non per tutti
Il Canada ha iniziato ad allentare le restrizioni di viaggio per i suoi cittadini, ma il primo ministro Justin Trudeau ha detto che i viaggiatori stranieri non vaccinati non saranno a breve autorizzati a entrare nel paese

Brasile, Bolsonaro non usa mezzi termini
Non c'è pace per il Brasile che nella giornata di ieri, secondo l'ultimo bollettino sanitario disponibile, ha registrato 1.639 nuovi decessi a causa del Covid-19, che portano il totale delle vittime a 530.179. Nello stesso arco di tempo, l'immenso paese latinoamericano ha censito anche 53.725 nuovi contagi, per un totale di 18.962.762. Si tratta di numeri tutt'altro che insignificanti, anche se gli indici mostrano segnali di miglioramento. Il bollettino pubblicato questo giovedì dalla Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz) ha indicato che, nel periodo compreso tra il 20 giugno e il 3 luglio, per la prima volta nell'anno non vi è stato alcun aumento dell'incidenza o dei tassi di mortalità in nessuno stato.

"Non si può ancora dire che questa tendenza sia sostenuta, cioè che si manterrà nelle prossime settimane, o se stiamo vivendo un periodo di oscillazioni intorno ad un alto livello di trasmissione, che si è stabilito da marzo in tutta paese", hanno riflettuto i ricercatori dell'organizzazione che studia l'andamento dell'emergenza sanitaria. Lo stato brasiliano più colpito da Covid-19 in termini assoluti, San Paolo che ha raggiunto i 3.838.564 casi e i 131.478 morti. 



Intanto il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha lanciato un nuovo durissimo attacco contro la commissione del Senato che indaga su delle presunte irregolarità nell'acquisto dei vaccini anti-Covid da parte del governo. Nel suo discorso settimanale trasmesso sui social network, il presidente ultraconservatore non ha lesinato espressioni volgari per definire il suo disprezzo per la commissione senatoriale ribadendo che "non risponderà a nulla". Bolsonaro è stato infatti chiamato a dare la sua versione dei fatti in merito a un'inchiesta che ha portato alla luce un possibile scenario di corruzione nel corso dell'acquisto del vaccino Covaxin, inchiesta che ha già prodotto la denuncia di un alto funzionario del ministero della Salute. Quest'ultimo, testimoniando davanti alla commissione d'inchiesta, ha affermato di essere stato sottoposto a "pressioni atipiche" per approvare l'importazione di dosi di Covaxin che riteneva eccessive.

Secondo il quotidiano O Estado de S. Paulo, il laboratorio indiano Bharat Biotech inizialmente offriva il vaccino a 1,34 dollari per dose. Ma il Brasile ha accettato di pagare 15 dollari, più di qualsiasi altro siero che abbia mai comprato. Da due mesi la Commissione d'inchiesta del Senato sta esaminando la gestione da parte del governo della crisi sanitaria che ha ucciso più di mezzo milione di persone in un Paese di 212 milioni di abitanti. 

Europa, preoccupa la finale degli Europei
I residenti britannici completamente vaccinati saranno presto esentati dalla quarantena al loro ritorno in Inghilterra da molti paesi inseriti nella lista "arancione", comprese mete turistiche come Francia, Spagna e Italia. Ma a preoccupare è soprattutto la finale degli Europei di calcio Inghilterra-Italia che si terrà domenica a Londra. Probabilmente sarà "la più grande folla radunata per un evento sportivo da oltre quindici mesi nel Regno Unito", secondo il governo britannico.

In Francia, un focolaio di nove casi positivi alla variante Delta è stata rilevata tra i tifosi di ritorno dall'Ungheria, dove avevano assistito a una partita di calcio. Secondo il ministro della Salute francese Olivier Veran, la variante Delta del coronavirus è stata confermata nel 50 per cento dei nuovi casi individuati nel Paese e presto sarà dominante.



Intanto Pfizer chiederà  "nelle prossime settimane" l'autorizzazione per l'iniezione di una terza dose del suo vaccino contro il Covid-19, negli Stati Uniti e in Europa in particolare. Questa dose di richiamo, somministrata 6 mesi dopo la seconda, mira a fornire una maggiore protezione immunitaria.

Quattro milioni di morti
La pandemia ha ucciso almeno 4.004.966 persone in tutto il mondo dalla fine di dicembre 2019. Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito sia per numero di decessi che di casi, con 606.466 morti su 33.788.896 casi identificati, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Seguono il Brasile con 530.179 decessi e 18.962.762 casi, l'India con 405.028 decessi (30.709.557 casi), il Messico con 234.192 decessi (2.558.369) e il Perù con 193.743 decessi (2.071.637 casi).