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MONDO

San Pio X, in Vaticano. Processo sui presunti abusi

I teste: "Il Rettore sapeva, ma copriva. Avance e toccamenti anche nelle parti intime" 
 

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Oggi nel Tribunale del Vaticano, presieduto da Giuseppe Pignatone, sono stati ascoltati alcuni teste nel processo sui presunti abusi al Preseminario San Pio X. Quattro hanno testimoniato. Assenti altri due teste. Il Preseminario San Pio X, all'interno delle mura vaticane, voluto da Pio XII nel 1956, venne affidato a don Giovanni Folci, un sacerdote della diocesi di Como. La struttura ospita ragazzi della scuola media e del ginnasio-liceo che vogliono comprendere se sono chiamati alla vita sacerdotale. I ragazzi sono i "chierichetti del Papa". La gestione del Preseminario è affidata all'Opera Don Folci e alla diocesi di Como.

Giovedì, infatti, sarà ascoltato come testimone il  vescovo di Como, Oscar Cantoni, mentre l'emerito, Diego Coletti, ha presentato un certificato medico (ha "problemi di decadimento cognitivo e   diabete alto") e quindi non testimonierà.

Le testimonianze
Dai racconti degli ex alunni è emerso che il Preseminario era "un ambiente malsano" dove erano "frequenti le battute a sfondo omosessuale" come pure i nomignoli declinati al femminile, anche riferiti ad alcuni cardinali e vescovi di Curia per alludere alla loro omosessualità. Ognuno dei ragazzi aveva un soprannome.  

Sul banco degli imputati siedono due sacerdoti, don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice, rettore quest'ultimo all'epoca dei fatti, nel 2012, accusati uno per abusi, l'altro per favoreggiamento. In questo l'imputato don Gabriele Martinelli è definito come la persona alla quale l'ex Rettore don Enrico Radice aveva delegato di fatto molti ruoli bypassando gli altri due sacerdoti che facevano parte dell'equipe formativa (don Marco Granoli e don Ambrogio Marinoni).      

Secondo Flaminio Ottaviani, che frequentò il preseminario nel 2010-2011, e oggi 34enne, emerge che il Rettore "sapeva tutto ma copriva, faceva orecchi da mercante", "parlare con il Rettore era fare un autogol perchè Gabriele era il suo protetto", aggiunge. "Anche il cardinal Comastri sapeva tutto e non ha mai fatto niente".

Ottaviani ha riferito che una volta era stato attirato dagli schiamazzi nella stanza di un altro ex preseminarista verso il quale l'imputato sembrava provare una forte attrazione. Arrivando nella stanza il teste ha visto Martinelli rincorrere dei ragazzi e, alla fine del gioco, afferrare le parti intime di un ragazzo "come richiesta implicita di un rapporto sessuale". Il ragazzo ha rifiutato l'avance e da allora "è caduto in   disgrazia", "emarginato" e pressato psicologicamente al punto da dover abbandonare il San Pio X.

Il teste, ha poi raccontato che la presunta vittima, a sua volta, gli aveva consegnato una lettera chiedendogli il favore di farla pervenire al Papa: ma non l'ha fatto perché non se l'è sentita e non ha avuto l'occasione.

​La Pontificia commissione per la tutela dei minori
La Commissione è stata informata delle accuse degli abusi sessuali che sarebbe avvenuti nel preseminario del Vaticano. Padre Pierre Paul, maestro della Cappella Giulia e sacerdote della Basilica di San Pietro, ha raccontato di avere ricevuto alcune confidenze dalla presunta vittima sugli abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel 2012: "Non mi ha mai detto esplicitamente che cosa non andava ma si capiva che erano problemi della sfera affettivo-sessuale", ha detto il sacerdote. Padre Paul nel 2017 ha fatto una segnalazione alla Pontificia commissione per la Tutela dei minori, organismo ora incardinato nella Congregazione per la  Dottrina della Fede. Voleva farlo molto prima ma la vittima gliel'ha impedito perché voleva "mettere una pietra storia" a tutta questa storia. Poi Padre Pierre Paul ha scritto. 

La sala stampa vaticana
A settembre dello scorso anno era stato reso noto che il promotore di giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano, ossia il pm, aveva chiesto il rinvio a giudizio rispettivamente di don Gabriele Martinelli, con l'accusa di abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni   precedenti il 2012, e di don Enrico Radice, rettore del Preseminario all'epoca dei fatti, con l'accusa di favoreggiamento.

Le indagini
Sono state avviate nel novembre del 2017 a seguito di notizie divulgate dal giornalista Gianluigi Nuzzi e dalla trasmissione televisiva "Le Iene". Nonostante i fatti denunciati risalgano ad anni in cui la legge all'epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il processo è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Papa, che ha rimosso la causa di improcedibilità .