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MONDO

Resta alta l'allerta

La Danimarca si prepara al lutto nazionale: domani i funerali della guardia della sinagoga

Ancora alto l'allarme: il vignettista Lars Vilks è stato trasferito in una località segreta e per qualche ora un quartiere di Copenhagen è stato evacuato a causa di un pacco sospetto, poi rivelatosi innocuo

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Si terranno domani a Copenaghen i funerali di Dan Uzan, la vittima di origine ebraica degli attentati compiuti sabato. Lo ha annunciato la comunità ebraica che auspica una grande partecipazione alla cerimonia per dire addio alla guardia 37enne che ha perso la vita davanti alla sinagoga. Molto impegnato nella comunità, Uzan aveva studiato alla scuola ebraica prima di laurearsi in Economia. 

Il pacco sospetto
Dopo l'identificazione del presunto autore delle due sparatorie - Omar El Hussein, danese di origine palestinese ucciso dalla polizia - l'allerta in Danimarca resta alta. Gli artificieri chiamati per verificare la presenza di un presunto pacco sospetto a Copenaghen, nella zona del caffè colpito da uno dei due attentati di sabato, non hanno trovato nulla durante le perquisizioni effettuate.

Vilks modera la sua posizione
"E' facile dire con il senno di poi che bisognava fare di più - ha detto il vignettista svedese Lars Vilks, uscito indenne da una delle due sparatorie che hanno colpito sabato Copenaghen - non c'era alcuna segnalazione, soltanto la generale percezione che dopo Parigi qui poteva essere pericoloso". Mitiga la sua posizione il vignettista 68enne che da quando ha disegnato Maometto con il corpo di un cane vive sotto scorta. Nei giorni scorsi aveva detto: "C'è stato un aumento delle minacce dall'attacco contro Charlie Hebdo e i danesi non ne hanno tenuto conto, non hanno rafforzato la sicurezza, era la stessa che avevamo in precedenza". Ora, proprio per tutelare la sua incolumità, è stato trasferito in una località segreta. 

Gli ebrei danesi "respingono" Netanyahu
Siamo danesi e restiamo in Danimarca, hanno dichiarato tramite il portavoce della comunità Jeppe Juhl. Netanyahu, dopo l'attacco alla sinagoga di Copenaghen nel fine settimana, aveva invitato gli ebrei danesi ad emigrare in Israele. "Siamo molto grati a Netanyahu per la sua preccupazione, ma noi siamo ebrei danesi, quindi siamo danesi, non vogliamo che il terrore ci spinga a scappare in Israele". E la premier danese alla comunità ebraica: "Non siete soli".