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ECONOMIA

Salvataggi

Ex Ilva. Giorgetti: "Impegno per rilanciare settore strategico"

Terzo incontro tavolo dell'Acciaio al Mise con sindacati, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando

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di Tiziana Di Giovannandrea
Si è tenuto al Mise il terzo tavolo dell'Acciaio presieduto dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, con i sindacati dell'ex Ilva. Presente anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, mentre i lavoratori manifestavano in strada.

L'incontro al Mise è stato un incontro interlocutorio, considerando che non c'è ancora stato l'insediamento del nuovo Cda di Acciaierie d'Italia, l'ex Ilva, (la nuova società formata da ArcelorMittal Italia ed Invitalia) presieduto da Franco Bernabé ed ancora non si conosce la decisione del Consiglio di Stato relativa alla chiusura degli impianti dell'area a caldo ritenuti molto inquinanti.

L'incontro però è stato anche "un lungo confronto costruttivo" durante il quale Giorgetti ha ribadito "che la produzione dell'acciaio è strategica per l'industria italiana e che c'è l'impegno del Governo per rilanciare il settore: ci sono le risorse economiche, politiche e umane per poterlo fare", ha sottolineato il ministro.

Giorgetti ha parlato anche della necessità di giungere a una produzione ecosostenibile: "Un progetto che per essere realizzato necessita di un periodo di transizione che va gestito così come dovranno essere gestiti gli esuberi. Sappiamo che non tutti i lavoratori saranno assorbiti nel nuovo progetto - ha aggiunto - ma abbiamo la possibilità, visti gli investimenti a disposizione, di ricollocare tutti". Il ministro "pur avendo ereditato una situazione non facile" si è detto ottimista sulla possibilità di una revisione del piano industriale e di poter anticipare i tempi per l'ulteriore iniezione di capitale pubblico nell'azienda nel pieno rispetto dei ruoli e dopo il confronto con il nuovo Cda con tutte le parti in causa. Giorgetti ha poi auspicato che il bilancio 2020 dell'azienda sia approvato in tempi brevi, "prima si approva e prima si fanno passi importanti. Il Governo è pronto alla sfida industriale del settore". Inoltre il ministro ha confermato che l'intero percorso vedrà anche "il coinvolgimento della Regione e del sindaco di Taranto".

Rocco Palombella, segretario generale Uilm, sull'incontro è critico: "Dopo circa 50 giorni dall'ultimo incontro al Mise con il ministro Giorgetti nulla è cambiato in concreto, anzi la situazione peggiora di giorno in giorno. Ora è indispensabile continuare una fase di mobilitazione generale".

Francesca Re David, segretario generale della Fiom Cgil, ha dichiarato: "Se l'acciaio è strategico che si apra il tavolo sulla siderurgia e che si cominci ad andare avanti sul piano industriale e sul piano ambientale. Questi rinvii non sono più tollerabili per i lavoratori, per il territorio, per il Paese. Siamo di fronte ad un ulteriore congelamento del confronto di merito mentre la situazione negli stabilimenti del gruppo è sempre più intollerabile: licenziamenti individuali ed ingiustificati, azzeramento delle relazioni sindacali, utilizzo massiccio della cassa integrazione, mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori degli appalti e totale incertezza per i lavoratori ex Ilva in A.S".

Roberto Benaglia, segretario generale della Fim Cisl, ha sottolineato: "Noi pensiamo che la buona volontà del Governo ci sia ma non si sta vedendo a Taranto. Come Fim, durante l'incontro con i due ministri, abbiamo denunciato la grave situazione di stallo in cui versa il polo siderurgico di Taranto, che ormai a cinque mesi dal nuovo piano industriale rimane ai minimi livelli produttivi senza che sia data un accelerazione agli investimenti previsti e con più cassintegrati che gente a lavoro".

Sasha Colautti dell'Usb Nazionale e Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto, sono molto severi e dicono: "Incontro interlocutorio, anzi inconcludente, dal quale si evince una situazione di questo tipo: una multinazionale arrogante nei confronti di tutti, senza esclusione di colpi, un Governo debole senza punti di forza, che annuncia svolte, ma prende tempo mostrando di avere poche idee, anche confuse, che dice di non condividere gli atteggiamenti della multinazionale, ma nei fatti li finanzia".