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MONDO

Record per Front National

Presidenziali Francia: ballottaggio Macron-Le Pen. Crollo partiti storici. Caccia a voti Melenchon

Saranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National, a giocarsi la guida della Francia per i prossimi cinque anni. Il primo turno ha visto i due contendenti conquistare rispettivamente circa il 23% ed il 22%, con il FN che fa segnare il suo record storico sfondando quota 7 milioni di voti. Al ballottaggio Macron potrà contare sui voti dello sconfitto Francois Fillon, mentre non si è ancora schierato ufficialmente Jean-Luc Melenchon. Fillon ha annnciato che non guiderà la destra repubblicana alle prossime elezioni legislative

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Nella combo Marine Le Pen ed Emmanuel Macron (Ansa)
L'outsider centrista Emmanuel Macron (23,75%) e la candidata dell'ultradestra Marine Le Pen (21,53%) si giocheranno l'Eliseo al ballottaggio del 7 maggio, in vista del quale è già partita la caccia ai voti di Jean-Luc Melenchon (19,64%). Se da una parte tutto il fronte politico francese si è già schierato a favore di Macron, con la creazione di un fronte, da Hamon a Fillon a Juppé per sbarrare la strada dell'ultradestra verso l'Eliseo, ha suscitato scalpore la scelta del candidato della sinistra radicale, che ha deciso di non fornire indicazioni precise di voto ai suoi elettori.

Sondaggi
È un dato che Macron non è stato finora in grado di scaldare i cuori a sinistra, il cui elettorato fragile e volatile lo ritiene una scelta debole figlia dei demeriti altrui. Le Pen e Melenchon hanno alcuni punti in comune, anti-europeisti con sfumature diverse, sono a favore del protezionismo. Al momento, secondo un sondaggio-lampo condotto dall'istituto Ipsos-Sopra Steria, Macron può vincere agevolmente il ballottaggio con il 62% dei consensi contro il 38% di Le Pen. Un altro rilevamento della IfopOpinion dà il candidato centrista di En Marche al 59% e la leader del Front National al 41%.

Crollo partiti storici
Ma la partita è tutta da giocare. Per la prima volta in quasi 60 anni di storia della Quinta Repubblica le presidenziali non mandano al ballottaggio i candidati dei tradizionali partiti di destra e sinistra. Al di là dello scandalo che ha colpito il gollista Francois Fillon e le colpe del presidente uscente, Francoise Hollande, che hanno pesato su Benoit Hamon, entrambi hanno scontato l'essere percepiti come 'establishment'.

Fillon non guiderà la destra repubblicana alle prossime elezioni legislative
"Non ho più la legittimità per condurre la battaglia delle legislative": lo ha detto Francois Fillon, candidato sconfitto della destra repubblicana alle presidenziali, davanti ai dirigenti del partito. Fillon, 63 anni, ex primo ministro di Nicolas Sarkozy e vincitore delle primarie, è arrivato terzo con il 19,91% dei voti al primo turno di conseguenza per la prima volta la destra non sarà presente al secondo turno delle presidenziali.  "Vi dico arrivederci - ha aggiunto Fillon - e vi auguro buona fortuna. io torno ad essere un militante del partito".

Macron
"Voglio costruire una maggioranza per governare e trasformare, composta da nuovi talenti, dove ognuno avrà il suo posto. Non chiederò loro da dove vengono ma se condividono il rinnovamento della nostra politica, la sicurezza del popolo francese, la riforma della società e il rilancio del progetto europeo", ha dichiarato Macron sottolineando di aver "cambiato il volto della politica francese" nel giro di un anno.

Le Pen
Per la Le Pen, che ha superato il record di 7 milioni di voti, i francesi si trovano di fronte ad un bivio. "O si continua sul sentiero della totale deregulation o si sceglie la Francia. Ora si ha la possibilita' di scegliere il vero cambiamento. Quello che propongo e' un cambiamentovero - ha insistito - e' ora di liberare la nazione dall'elite arrogante che vuole decidere come dobbiamo comportarci. Perche' si', io sono la candidata del popolo".

Risultati definitivi
I risultati definitivi del primo turno delle presidenziali francesi vedono Emmanuel Macron al 23,75%, Marine Le Pen con il 21,53%. Lo riferisce Le Figaro. Francois Fillon si attesta al 19,91%, Jean-Luc Melenchon al 19,64%. Molto staccato Benoit Hamon con il 6,35%. A seguire Nicolas Dupont-Aignan (4,75%), Jean Lassalle (1,22%), Philippe Poutou (1.10%), Francois Asselineau (0,92%), Nathalie Arthaud (0,65%) e Jacques Cheminade con lo 0,18%.

Reazioni stampa internazionale

WALL STREET JOURNAL
Il Wall Street Journal definisce l'esito del voto in Francia "una sbalorditiva condanna per le forze politiche tradizionali".

NEW YORK TIMES
Il New York Times parla di Francia "divisa" e sottolinea il doppio status di Macron: "il suo profilo e' quello di un insider ma le sue politiche sono di un outsider". Se avra' successo, "la sua prima sfida sara' quelle di riuscire a vendere un prodotto ancora ampiamente non familiare: se stesso", scrive il quotidiano della Grande Mela.

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG
"Francia lacerata" titola la Frankfurter Allgemeine Zeitung, osservando come oltre il 40% degli elettori abbia votato per l'estrema destra o per l' estrema sinistra. "La vittoria di Macron e' cosi' marginale che nelle due precedenti elezioni non si sarebbe guadagnato un posto al secondo turno", scrive il giornale tedesco avvertendo che la vittoria del candidato centrista non e' affatto scontata al ballottaggio.

LE TEMPS
"Un'equazione a due incognite", scrive lo svizzero Le Tempes, incrociando in copertina le foto di Macron e Le Pen e sottolineando come al ballottaggio sara' scontro tra due visioni opposte "una aperta e inclusiva" e l'altra "chiusa dentro le sue frontiere e i suoi vecchi miti". La posta e' alta al punto tale che "la scelta finale dei francesi cambiera' il Paese e anche il volto del mondo".

DAILY MAIL
Il britannico Daily Mail parla di "Nuova rivoluzione francese" mentre i Times indica come l'elite politica sia stata "umiliata mentre gli outsider si sono aggiudicati la vittoria".

GUARDIAN
Il Guardian e' proiettato verso il ballottaggio del prossimo 7 maggio e definisce il risultato del primo turno "un colpo per l'establishment".

FINANCIAL TIMES
Il Financial Times parla di "sfida nazionale sull'ordine globale", ponendo la Francia al centro della "faglia che corre lungo le democrazie occidentali".

Da Merkel a Juncker, l'Europa fa il tifo per Macron
Da Angela Merkel a Jean-Claude Juncker, i leader dell'Unione europea e delle sue capitali hanno tirato un grande sospiro di sollievo e espresso il loro sostegno a Emmanuel Macron in vista del secondo turno del 7 maggio in Francia, nel quale il candidato indipendente e pro-europeo si trovera' confrontato alla leader del Front National, Marine Le Pen. Lo scenario da incubo, quello di un ballottaggio tra due candidati anti-europei pronti a imboccare la strada della Frexit (l'uscita della Francia dall'Ue, ndr) è stato sventato, dopo che Macron è arrivato nettamente in testa al primo turno e il candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon, si è piazzato solo al quarto posto. Nelle prossime due settimane, i francesi saranno chiamati a decidere in una sorta di referendum sull'Europa. Con i sondaggi sotto gli occhi, i leader europei sono fiduciosi che Macron l'europeista possa prevalere facilmente sulla nazionalista Le Pen. Il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, si e' detto convinto che "anche la Francia, dopo l'Olanda, non avra' una guida anti-europea" con l'elezione di Macron al ballottaggio del 7 maggio. L'auspicio di molti e' che il primo posto del candidato pro-europeo in Francia abbia definitivamente archiviato l'avanzata populista che aveva portato al voto a favore della Brexit nel Regno Unito e all'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti. "Trump, Farage e altri ci avevano spiegato che la rivoluzione era inarrestabile. Prima l'Olanda, ora la Francia non obbediscono", ha scritto su Twitter l'ex leader dei Liberal Democratici britannici, Nick Clegg. Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sembra sperare nella fine dell'avanzata populista. la vittoria di Macron al primo turno dimostra che "Francia e Europa possono vincere insieme" e che "il centro e' piu' forte di quanto pensino i populisti", ha detto Peter Altmaier, il capogabinetto della cancelliera. Piu' ufficialmente, il portavoce di Merkel ha spiegato che e' un "bene che Macron abbia avuto successo con la sua linea a favore di una Ue forte e una economia sociale di mercato". La cancelliera ha augurato al candidato di En Marche "buona fortuna per le prossime due settimane", ha scritto il suo portavoce, Steffen Seibert. I messaggi di auguri per il secondo turno si sono moltiplicati nel corso della serata. Oltre alle congratulazioni di rito per il successo al primo turno, il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha inviato un "bon courage" ("coraggio!", ndr). L'Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, ha definito Macron "la speranza e il futuro della nostra generazione". Secondo il capogruppo dei liberali all'Europarlamento, Guy Verhofstadt, il candidato di En Marche incarna "una Francia tollerante, ambiziosa e europea". Nel ballottaggio che determinera' le sorti non solo della Francia ma anche dell'Europa, le famiglie politiche tradizionali dell'Europarlamento fanno blocco cancellando le loro divergenze. Il presidente del gruppo dei Socialisti&Democratici all'Europarlamento, Gianni Pittella, malgrado la "delusione" per la disfatta del socialista Benoit Hamon, ha lanciato un appello all'unita' di "tutte le forze democratiche al secondo turno per sbarrare la strada" a Marine Le Pen. Ringraziando il Republicain Francois Fillon, il popolare Manfred Weber ha chiesto a "tutti i democratici" di "unire i ranghi contro estremisti e populisti". Nonostante l'ottimismo sul successo di Macron, Tajani ha ricordato che Le Pen "non va sottovalutata".