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CULTURA

Obiettivo riaprire nel 2018

Domus Aurea, 4 anni e 31 milioni di euro per la riapertura, Franceschini: imprese investano

Oggi la presentazione del progetto definitivo per il recupero della parte superiore mentre i lavori complessivi sono stati completati al 70%. Il ministro Franceschini lancia un appello alle imprese

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Roma
Ad essere presa in considerazione è la parte superiore della Domus Aurea, ovvero il giardino. Per la riapertura, dice la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, serviranno 4 anni e 31 milioni di euro. Il progetto definitivo è stato presentato questa mattina proprio nella sala ottagona della Domus Aurea, durante una conferenza stampa organizzata dalla Soprintendenza.
 
Franceschini: “Mi aspetto l’intervento di privati”
Lo Stato è pronto a intervenire per finanziare il recupero della Domus Aurea. A dirlo il ministro della Cultura Dario Franceschini che, prima della conferenza stampa, ha visitato il cantiere insieme a Fedora Filippi, direttrice del monumento. Il ministro non ha perso l'occasione per rivolgere un appello ai privati tirando in mezzo l’Art bonus, ovvero l’incentivo fiscale che prevede detrazioni del 65% per chi sostiene attività culturali. “Lo stato è pronto a fare la sua parte – sostiene Franceschini – ma mi aspetto l’intervento di una grande impresa. Mi aspetto che tutte le grandi imprese italiane che da anni aspettavano questo incentivo fiscale (l’Art bonus ndr) adesso passino dalle parole ai fatti e mi aspetto che sia una corsa per legare il proprio nome al restauro della Domus Aurea”. Un investimento da 31 milioni di euro da spalmare in quattro anni, investendo una cifra compresa tra i 7 e gli 8 milioni all’anno. A ricordarlo Maria Rosaria Barbera, soprintendente archeologica di Roma.

Il progetto della Soprintendenza
"Questo monumento – ha ricordato Barbera – passa per essere un monumento del quale non si sa nulla o abbastanza. Il progetto che presentiamo oggi è in realtà già iniziato, i cantieri sono aperti e ci lavorano 13 imprese e 70 tecnici”.  In pratica mancano i soldi per terminare i lavori nella parte superiore della Domus Area, in un’area da oltre 16 mila metri quadrati.

In cantiere un giardino nuovo, senza alberi (e quindi senza radici e con meno peso) e un sistema di inversione del flusso di umidità dall’interno verso l’esterno, parte di un leggero sistema integrato di protezione da quattro strati in meno di un metro. Un modo per controllare temperatura e livello di umidità in base alle esigenze di conservazione del monumento. Tra i nuovi elementi anche l’introduzione di un pergolato per recuperare la funzione (e l’aspetto) originale del giardino. Poi, stabilizzate le condizioni interne della Domus Aurea, si potrà procedere col recupero delle pitture, oggi opacizzate.

“Rus in urbe”, il sogno urbanistico di Nerone
La Domus Aurea, costruita nel 64 d.C. da Nerone, è chiusa da anni a causa delle infiltrazioni, dell’umidità, del peso dei giardini di Colle Oppio e delle insidiose radici degli alberi. Un peccato per quella che lo scrittore latino Svetonio aveva definito una meraviglia. O meglio, una vera e propria rus in urbe, la campagna nella città. Il cantiere pilota potrebbe essere aperto già ad ottobre. Nello stesso mese la Soprintendenza ha intenzione di aprire una parte della struttura per ospitare un workshop su scavi e lavori. “Potrebbe essere un primo assaggio – ha ricordato Barbera – una prima, parziale, contingentata e regolata apertura”.