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MONDO

La Presidenza turca ha ritenuto la missiva "priva di cortesia diplomatica"

Siria, media locali: "Erdogan ha buttato nella spazzatura la lettera di Trump"

Pence annuncia un cessate il fuoco di 120 ore in Siria d'accordo con la Turchia. Tweet di Trump: grandi novità dalla Turchia, grazie Erdogan. Milioni di vite saranno salvate. Il presidente Usa aveva scritto il 9 ottobre scorso al presidente turco: "Non fare il duro".  Il 22 ottobre incontro Erdogan-Putin in Russia. Telefonata tra Conte e il presidente turco: "Inaccettabile azione militare in Siria"

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La lettera del 9 ottobre scorso con cui Donald Trump chiese a Recep Tayyip Erdogan di evitare un attacco ai curdi in Siria poco prima che venisse lanciata l'offensiva sarebbe stata "gettata nella spazzatura" dal presidente turco. Lo riferiscono fonti governative di Ankara, citate da media locali.

Secondo la ricostruzione, la Presidenza turca ha ritenuto la missiva "priva di cortesia diplomatica" e ha dato la sua "migliore risposta lanciando lo stesso giorno l'operazione" militare oltre confine. La diffusione della lettera sembra destinata a complicare ulteriormente i colloqui previsti questo pomeriggio ad Ankara tra Erdogan e la delegazione Usa, guidata dal vicepresidente Mike Pence e dal segretario di Stato Mike Pompeo e inviata da Trump per chiedere la fine delle ostilità in Siria.

Trump a Erdogan: "Non fare il duro"
Non fare il duro" o "non fare lo scemo", "lavoriamo a un buon accordo. Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone, e io non voglio essere il responsabile della distruzione dell'economia turca". Lo ha scritto Donald Trump al presidente Recep TayyipErdogan in una lettera datata 9 ottobre, appena prima dell'offensiva militare turca in Siria. Intanto il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, avverte la Turchia: se non cesserà il fuoco in Siria, arriveranno ulteriori sanzioni americane.

Incontro Erdogan-Pence-Pompeo ad Ankara
Il vice presidente americano, Mike Pence, e il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo nel pomeriggio hanno incontrato ad Ankara il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, nel tentativo di mediare un "cessate il fuoco" e fermare l'offensiva turca in corso nella Siria nord-orientale contro i curdi. Il colloquio è durato un'ora e 40 minuti e ha visto la presenza come 'mediatore' di James Jeffrey, l'ex ambasciatore Usa ad Ankara e attuale inviato speciale di Donald Trump per la Siria e la Coalizione anti-Isis.

Pence: raggiunta intesa per cessate il fuoco 
Pence annuncia un cessate il fuoco in Siria d'accordo con la Turchia, dice dopo l'incontro con Erdogan. 

"Tregua di 120 ore per il ritiro dei curdi"
Turchia e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco in Siria di 120 ore in cui gli Usa favoriranno l'evacuazione dei combattenti curdi dalla zona di sicurezza concordata con Ankara. Lo ha detto il vicepresidente americano Mike Pence dopo l'incontro con Erdogan.

Trump: grandi novità dalla Turchia, grazie Erdogan
Il presidente Usa Donald Trump ha scritto in un tweet: grandi novità dalla Turchia, grazie Erdogan. Milioni di vite saranno salvate. Così il capo della Casa Bianca, in serata.

Ankara apre a tregua "se Mosca-Damasco cacciano curdi"
"La Russia trasmette i messaggi tra Damasco e Ankara. Se la Russia toglie gli elementi (curdi) dell'Ypg dalla regione insieme all'esercito siriano, non ci opporremo". Lo ha detto il ministro degli Esteri turco MevlutCavusoglu, aprendo così a una possibile tregua mediata da Mosca. In un'intervista al programma Hard Talk della Bbc, Cavusoglu è poi tornato a difendere l'offensiva di Ankara. "Non c'è alcuna pulizia etnica, è un'operazione antiterrorismo", ha detto il ministro turco, che ha anche nuovamente accusato le milizie curde di aver liberato jihadisti dell'Isis nelle loro prigioni. "Quelli non possono essere una nostra responsabilità", ha sottolineato.

Mosca ha dato la propria parola alla Turchia che i miliziani curdi di Ypg e Pkk abbandoneranno il confine con la Turchia. "La Russia ci ha garantito che al nostro confine sud est non vi sara' alcuna postazione Pkk/Ypg", ha dichiarato Cavusoglu.

Assad: contrasteremo offensiva turca con mezzi legittimi
L'esercito di Damasco contrasterà l'offensiva turca nel Nord-Est della Siria "con tutti i mezzi legittimi". Lo ha dichiarato il presidente siriano, Bashar al Assad. "Risponderemo e la affronteremo, in tutte le sue forme, ovunque in Siria, usando tutti i mezzi legittimi a nostra disposizione", ha detto Assad al consigliere per la sicurezza nazionale irachena, Faleh al-Fayad, durante un incontro a Damasco.

Il 22 ottobre incontro Erdogan-Putin in Russia
Dopo l'incontro con la delegazione Usa sarà la volta della Russia. Erdogan, e Vladimir Putin, si incontreranno a Sochi il prossimo 22 ottobre. Era stato il capo del Cremlino a invitare il presidente turco in Russia per discutere dell'offensiva militare di Ankara in Siria.

Erdogan: "Fine delle operazioni se i terroristi se ne vanno"
Per Erdogan però l'unica opzione per i militanti curdi in Siria è di deporre le armi e ritirarsi.  "La nostra posizione è la seguente: subito, stasera, che tutti i terroristi depongano le armi e gli equipaggiamenti, distruggano tutte le loro fortificazioni e si ritirino dalla zona di sicurezza che abbiamo fissato", ha dichiarato Erdogan in un discorso davanti ai deputati del suo partito Akp, aggiungendo che questo sarebbe "il modo più veloce di risolvere il problema in Siria. Nella sua storia - ha proseguito - la Turchia non ha mai compiuto massacri di civili e non lo fa neppure ora" nella sua offensiva militare contro le milizie curde nel nord della Siria, ha detto il presidente turco in un discorso al gruppo parlamentare del suo Akp ad Ankara.

Difesa turca: "neutralizzati" 702 miliziani Ypg
Il ministero della Difesa turco ha emesso un comunicato con cui rende noto che 702 miliziani curdi Ypg sono stati "neutralizzati", dalle forze turche. "Neutralizzato" è un termine usato da Ankara nei  comunicati per indicare i terroristi uccisi, feriti e resi inoffensivi o catturati dopo una resa.

Leader curdo: accordo con Damasco solo "militare"
L'accordo con il governo di Damasco è stato "necessario" ed è solo "militare". Lo ha sottolineato il comandante Mazloum Kobani delle Forze democratiche siriane (Sdf), l'alleanza dominata dalle milizie curde di Ypg (Unita di Difesa del Popolo) considerate delle forze terroristiche dalla Turchia. L'accordo raggiunto domenica scorsa dalle forze curde con Damasco, a seguito dell'offensiva militare lanciata da Ankara dopo il ritiro dei militari Usa, prevede il dispiegamento delle forze armate siriane in città importanti come Manbij, e lungo la zona di confine con la Turchia.Parlando all'emittente tv Ronahi, affiliata all'Sdf, Kobani ha fatto sapere che ci saranno altri negoziati con Damasco una volta respinte le forze turche.

Autorità curde chiedono corridoi umanitari per i civili
Le autorità curde nel nord-est della Siria chiedono corridoi umanitari per evacuare i civili dalla città sotto assedio turco di Ras al Ayn, dopo che un ospedale della città è stato colpito, lasciando in trappola al suo interno pazienti e personale sanitario.   "L'appello umanitario urgente", che si rivolge "alla comunità internazionale, alle organizzazioni per i diritti umani, alla Lega araba, alla Federazione russa e alla Coalizione internazionale", riguarda la stessa località dove nelle scorse i curdi avevano denunciato raid turchi con armi chimiche vietate come "fosforo bianco e napalm".

Curdi: armi non convenzionali nei raid turchi
"Sospettiamo che armi non convenzionali vengano usate contro i combattenti" curdi dalla Turchia "nella città assediata di Serekaniye" (Ras al Ayn in arabo), nel nord-est della Siria. Lo denuncia via Twitter Mustafa Bali, capo della comunicazione delle Forze democratiche siriane (Fds) a guida curda.

Turchia: mai usate armi chimiche
E all'accusa dei curdi replica subito Ankara: "Tutti sanno che l'esercito turco non ha armi chimiche nel suo inventario. Alcune informazioni ci indicano che" le milizie curde dello "Ypg usano armi chimiche per poi accusare la Turchia". Lo ha detto il ministro della Difesa di Ankara, respingendo così le accuse sull'uso di armi non convenzionali nei raid turchi su Ras alAyn.

Le truppe siriane entrate a Kobane 
Le truppe del regime siriano di Bashar al-Assad sono entrate nella città di Kobane, bastione-chiave del Nord della Siria sotto il controllo curdo. Lo riferiscono l'Osservatorio siriano per i
diritti umani e altri media siriani che pubblicano le immagini di blindati che entrano in città.

Le forze governative siriane hanno occupato le basi militari abbandonate degli Stati Uniti nel nord-est. Lo riporta il canale televisivo Rossiya 24, trasmettendo immagini dalla Siria. "Questo video parla da solo: pickup militari sotto la bandiera siriana e convogli corazzati statunitensi che si muovono uno di fronte all'altro in direzioni opposte".

Osservatorio: 71 civili uccisi e oltre 300.000 sfollati
L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che 71 civili, tra cui 21 bambini, sono stati uccisi finora nell'offensiva lanciata mercoledì 9 ottobre. Secondo l'ong con sede a Londra, più di 300.000 persone sono state costrette a lasciare la propria abitazione dall'inizio del conflitto. Mercoledì scorso il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l'inizio dell'offensiva contro le forze curde che controllano le regioni nordorientali della Siria per creare una "zona sicura" in cui ospitare almeno un milione di rifugiati siriani, pochi giorni dopo che gli Stati Uniti avevano annunciato il parziale ritiro delle forze presenti nell'area. La Turchia accusa le Unita' di protezione del Popolo (Ypg) e l'alleanza curdo-araba delle Forze Democratiche Siriane (Sdf) di cui fanno parte di essere legate al Partito dei lavoratori curdi (Pkk), considerato un'organizzazione terroristica anche da Stati Uniti e Unione europea.Negli scorsi giorni le Sdf hanno raggiunto un accordo con il governo centrale di Damasco e, che ha portato all'ingresso dell'esercito siriano nei territori curdi per difenderli dalle forze turche.

Consiglio Ue: sul tavolo possibili sanzioni alla Turchia
E della offensiva turca in Siria si parlerà anche al Consiglio Europeo al via oggi e domani, 17 e 18 ottobre, a Bruxelles: l'ultimo del Presidente Donald Tusk e il primo al quale Conte partecipa in qualità di Premier del nuovo Governo giallorosso. Dopo l'unanime condanna formale dell’azione militare turca, si valuterà un intervento più corale, con possibile imposizione di sanzioni.

Sassoli: Ue abolisca processo di adesione per la Turchia
"Questa procedura deve essere abolita. Noi non possiamo consentire che ci siano procedure (di adesione) con paesi che hanno questi comportamenti". Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, rispondendo a una domanda sulla possibilità di cancellare lo status di paese candidato all'adesione all'Ue per la Turchia a seguito del suo intervento militare nel nordest della Siria.   Secondo Sassoli, " l'Unione europea può fare molto di più, con sanzioni molto più severe e che riguardano i contratti in essere" di fornitura di armamenti ad Ankara.

Palazzo Chigi: attacco inaccettabile, tensione tra Conte e Erdogan
"Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Nel corso della conversazione, durata oltre un'ora, il presidente Conte ha ribadito che l'Italia ritiene inaccettabile l'azione militare avviata in Siria. Durante il colloquio non sono mancati momenti di forte tensione a fronte del fermo e reiterato invito del presidente Conte a interrompere questa iniziativa militare, che ha effetti negativi sulla popolazione civile". Lo si apprenda da palazzo Chigi. "Il Presidente Conte ha invitato con forza il leader turco ad interrompere l'incursione militare e a ritirare immediatamente le truppe. Il Presidente del Consiglio ha rappresentato questa unitaria posizione del governo, delle forze politiche con cui ieri si è confrontato durante il suo passaggio alle Camere e dell'opinione pubblica italiana". Si legge in una nota della presidenza del Consiglio.



Cei, Bassetti: "Non abbiamo più occhi per piangere"
"Non abbiamo più occhi per piangere per quanto sta avvenendo". Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente  della Conferenza episcopale italiana, a margine di un convegno in corso a Napoli,  su quanto sta avvenendo in Siria.  "In questo momento invece di raggiungere scopi di pace - ha proseguito Bassetti - finiscono per concentrarsi armi, guerre e lotte" "Non abbiamo più occhi per piangere - ha concluso - nel vedere genitori con bambini in braccio che scappano.  Perché deve succedere?".

Annullato il forum economico Italia-Turchia previsto il 23 a Istanbul
È stato annullato il forum economico Italia-Turchia che era previsto il 23 ottobre a Istanbul. È quanto si apprende da fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l'Eastwest forum al quale avrebbero dovuto partecipare i vertici delle Confindustrie dei due Paesi è stato annullato proprio in relazione all'offensiva turca nel nord della Siria.