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MONDO

Dati contenuti nel Rapporto annuale del 2014

Ior: chiusi 3154 conti laici o inattivi. Continua la lotta agli illeciti

Secondo l'Istituto per le Opere di Religione, molti conti non appartenevano alle categorie autorizzate dalla Santa Sede. Positivo il Bilancio del 2014, pari a 69,3 milioni di euro

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Dal maggio del 2013 al 31 dicembre del 2014, l'Istituto per le Opere di Religione (Ior) ha chiuso 4.614 rapporti con i suoi clienti. Di questi, 2.600 sono conti "dormienti", 554 sono conti che non rientravano nelle categorie autorizzate (conti "laici") e 1.460 sono stati chiusi per naturale estinzione. E sono in fase di chiusura altri 274 conti e 126 sono ancora "bloccati". I dati emergono dal Rapporto Annuale 2014 pubblicato oggi dalla Banca Vaticana. 

Su 4.614 rapporti chiusi, precisa il documento, sono ben 3.154 quelli interrotti in seguito ad uno screening interno, condotto dall'Istituto e avviato nel maggio del 2013, che ha permesso di individuare conti inattivi, con saldo esiguo (dormienti), o non appartenenti alle categorie autorizzate dalla Santa Sede: istituzioni ed enti della Santa Sede, dipendenti e pensionati del Vaticano, ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede, congregazioni religiose e diocesi. I conti chiusi, comunque, sono più numerosi perché un singolo cliente può detenere più conti. 

L'Istituto riferisce inoltre che "al 31 dicembre 2014 risultavano affidati all'Istituto Opere di Religione patrimoni di utenti per un totale di 6 miliardi di euro". E che in quella data lo Ior contava 15.181 utenti avendo già chiuso nel maggio 2013, in seguito alla revisione "Know your coustomer" (Kyc), cioè basata sulle linee guida aintiricilaggio, ben 4.614 conti. 

Il contrasto del riciclaggio e i controlli dell'Aif
La nota dello Ior che presenta il bilancio spiega che "sono proseguiti sotto la supervisione dell'Autorità di Informazione Finanziaria (Aif), gli sforzi sistematici volti a implementare le procedure per il contrasto al riciclaggio di denaro e quelle Know Your Customer; le procedure continuano a essere regolarmente monitorate e, all'occorrenza, ulteriormente sviluppate". Proprio nel gennaio 2014, ricorda il comunicato, lo Ior è stato sottoposto alla prima ispezione dell'autorità di vigilanza e regolamentazione vaticana. E seguendo un piano d'azione dettagliato e sviluppato con la stessa Aif, lo Ior ha ulteriormente potenziato le sue procedure di contrasto al riciclaggio di denaro e di Kyc, procedure "la cui implementazione sistematica è stata quasi ultimata".

"Con la pubblicazione del Regolamento dell'Aif, entrato in vigore nel gennaio 2015, l'Istituto - sottolinea la nota - è ora soggetto alla vigilanza prudenziale dell'autorità stessa, che monitora i costanti progressi che lo Ior sta segnando in fatto di organizzazione, gestione, standard e procedure". "I casi di illecito che in passato hanno interessato lo Ior - ribadisce l'Istituto - sono stati denunciati alle autoritá vaticane di competenza".

Bilancio di 69,3 milioni di euro
Tra gli altri dati contenuti nel Rapporto Annuale 2014, anche quelli riguardanti il bilancio dello Ior che torna a crescere. L'Istituto per le Opere di Religione ha, infatti, chiuso il 2014 con un utile netto di 69,3 milioni di euro. Il dato del 2013 era di 2,9 milioni. "Il miglioramento del risultato - si sottolinea nella nota -  è imputabile essenzialmente all'andamento del risultato da negoziazione titoli e alla diminuzione dei costi operativi di natura straordinaria". In particolare, la brillante performance dello Ior viene attribuita al piano strategico che si fonda sul lavoro della Pontificia Commissione Referente sullo Ior e della Pontificia Commissione Referente sull'Organizzazione della Struttura Economico-Amministrativa della Santa Sede. Nel 2013, invece, a causa di "oneri di natura straordinaria" e "rilevanti rettifiche sul valore dei fondi di investimento", lo Ior aveva conseguito un utile di 2,9 milioni di euro, 83 milioni in meno rispetto al 2012.