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ECONOMIA

Pil Italia rivisto al rialzo +1,6% 2017, +1,5% nel 2018

Ocse: "Il prossimo governo dell'Italia non riduca il ritmo delle riforme"

Le riforme contenute nella Manovra 2018 "rafforzeranno la crescita inclusiva e la riduzione del debito" in Italia scrive l'Ocse, che plaude allo stop agli aumenti dell'Iva per il 2018, ma anche all'estensione dei bonus fiscali per le imprese e i "miglioramenti" nell'edilizia.

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Rallentare il ritmo delle riforme strutturali e il consolidamento dei conti pubblici dopo le elezioni programmate nella prima parte del 2018 "ridurrebbe la fiducia e farebbe deragliare una ripresa duratura" in Italia: è quanto si legge nelle prospettive economiche pubblicate oggi dall'Ocse.  Le riforme contenute nella Manovra 2018 "rafforzeranno la crescita inclusiva e la riduzione del debito" in Italia scrive l'Ocse  che plaude allo stop agli aumenti dell'Iva per il 2018, ma anche all'estensione dei bonus fiscali per le imprese e i "miglioramenti" nell'edilizia. Bene anche l'introduzione da parte del governo di bonus permanenti per l'assunzione di giovani under 30, "conservando comunque le risorse per aumentare i salari dei funzionari". Inoltre, secondo l'Ocse, la prevista introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica tra privati"  è un importante passo avanti per ridurre l'evasione fiscale. Ridurre la soglia di pagamento in contanti completerebbe questi sforzi", aggiunge l'organismo.

Italia rivisto al rialzo +1,6% 2017, +1,5% nel 2018
L'Ocse rivede al rialzo le stime di crescita del Pil dell'Italia portandole all'1,6% nel 2017 e all'1,5% nel 2018. E' quanto sottolinea l'Economic Outlook dell'organizzazione aggiungendo che il Pil per il 2019 dovrebbe attestarsi all'1,3%. Nell'Interim Outlook dello scorso settembre era +1,4% nel 2017 e +1,2% nel 2018 a fronte dell'1% e dello 0,8% stimati nell'Economic Outlook di giugno. I consumi privati "continueranno ad essere il principale motore della ripresa, che si allargherà agli investimenti e alle esportazioni. I miglioramenti dell'occupazione sosterranno il reddito disponibile delle famiglie". Gli incentivi fiscali e l'aumento della domanda esterna sosterranno gli investimenti delle imprese e la crescita dell'export. La capacità in eccesso si sta riducendo ma l'inflazione e la pressione salariale resteranno attenuati. La politica fiscale passerà da una situazione di moderata espansione ad una di sostanziale neutralità nel 2018.     L'attuazione delle riforme strutturali deve essere accompagnata da un graduale aumento dell'avanzo primario, evidenzia l'Ocse. Questo dipenderà dagli ulteriori progressi nella riduzione dell'evasione fiscale e nella razionalizzazione della spesa fiscale e di quella corrente. Per migliorare l'inclusione sociale, le risorse "devono essere spostate verso programmi che contrastino la povertà e che incentivino l'occupazione, in particolare quella giovanile. 

Italia vulnerabile per Npl banche e debito pubblico
L'ampio stock di crediti deteriorati (Npl) delle banche e l'elevato debito pubblico rappresentano le vulnerabilità finanziarie dell'Italia, sottolinea l'Ocse nell'Economic Outlook di novembre. Gli Npl pesano sui bilanci delle banche "aumentando i rischi per le finanze pubbliche in caso di crisi". L'alto debito pubblico limita le politiche fiscali "rendendole eccessivamente sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. La strategia del governo di affrontare con le banche più deboli sta comunque dando i suoi frutti e gli Npl hanno iniziato a diminuire".   Il governo, ricorda l'organizzazione di Parigi, ha stanziato 20 miliardi di euro (l'1,2% del PIL) per far fronte alle difficoltà del settore bancario, di cui il 50% è già stato usato. La strategia ha finora fatto affidamento su un mix di ricapitalizzazione e risoluzione. Ciò ha migliorato la fiducia e portato a una forte riduzione degli Npl a metà del 2017. Il debito pubblico si è stabilizzato, ma rimane elevato. La politica fiscale è vulnerabile ad aumenti dei tassi di interesse. Proseguire le riforme di stimolo alla crescita e aumentare gradualmente l'avanzo primario è fondamentale per ridurre il rapporto debito pubblico/Pil.

Mantenere collegamento età pensionabile-attese vita
 L'Italia deve mantenere il collegamento tra eta' pensionabile e aspettative di vita.  Lo sottolinea l'Ocse nell'Economic Outlook di novembre. "Tale rapporto deve essere preservato per rafforzare l'equita' tra generazioni e salvaguardare la sostenibilita' a lungo termine del sistema pensionistico", sottolinea il rapporto.