Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/ContentItem-701cc3cb-79c9-4df4-b9ff-4814c560dc06.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Il testo approvato dalla Camera, adesso passa al Senato

Tutte le novità dello 'svuotacarceri'

Dall'affidamento in prova agli sconti per i detenuti più meritevoli, dagli incentivi per usare i braccialetti elettronici all'espulsione degli stranieri ristretti in carcere. Ecco che cosa prevede il decreto

Condividi
Novità sulle carceri italiane
Affidamento in prova o un ulteriore "sconto di pena" per i detenuti più meritevoli, incentivi all'uso dei braccialetti elettronici ed espulsione degli stranieri ristretti in carcere. Sono alcune delle novità che si introducono con il decreto "svuotacarceri". Il provvedimento, che ha incassato la fiducia della Camera in attesa del voto finale, prevede anche più diritti per i detenuti, in particolare con l'istituzione della figura del Garante.

Braccialetti elettronici
Gli strumenti elettronici di controllo saranno la regola, non più l'eccezione. Nel disporre i domiciliari, il giudice li prescrive solo se necessari; dovrà prescriverli in ogni caso, a meno che non ne escluda la necessità. Si rovescia cioè l'onere motivazionale, con l'obiettivo di assicurare un controllo più costante e capillare senza ulteriore aggravio per le forze di polizia.

Piccolo spaccio
L'attenuante di "lieve entità" nel delitto di detenzione e cessione illecita di stupefacenti diventa reato autonomo. Per il piccolo spaccio, in altri termini, niente più bilanciamento delle circostanze, con il rischio che l'equivalenza con le aggravanti come la recidiva porti a pene sproporzionate. Viene anche meno il divieto di disporre per più di due volte l'affidamento terapeutico al servizio sociale dei condannati tossico/alcool dipendenti. Ai minorenni tossicodipendenti accusati per piccolo spaccio sono applicabili le misure cautelari con invio in comunità.

Affidamento in prova
Si spinge fino a quattro anni il limite di pena che consente l'affidamento in prova ai servizi sociali, ma su presupposti più gravosi rispetto all'ipotesi ordinaria che resta tarata sui tre anni. Si rafforzano inoltre i poteri d'urgenza del magistrato di sorveglianza.

Liberazione anticipata speciale
In via temporanea sale da 45 a 75 giorni a semestre la detrazione di pena concessa con la liberazione anticipata. L'ulteriore "sconto", che comunque non vale in caso di affidamento in prova e detenzione domiciliare, è tuttavia applicato in seguito a valutazione sulla "meritevolezza" del beneficio. Sono in ogni caso esclusi i condannati di mafia o per altri gravi delitti.

Detenzione domiciliare
Acquista carattere permanente la disposizione che consente di scontare presso il domicilio la pena detentiva non superiore a diciotto mesi. Restano ferme, peraltro, le esclusioni già previste per i delitti gravi o per altre particolari circostanze.

Espulsione detenuti stranieri
E' ampliato il campo dell'espulsione come misura alternativa alla detenzione. Non solo vi rientra lo straniero che debba scontare due anni di pena, ma anche chi è condannato per un delitto previsto dal testo unico sull'immigrazione purché la pena prevista non sia superiore nel massimo a due anni e chi è condannato per rapina o estorsione aggravate. Oltre a meglio delineare i diversi ruoli del direttore del carcere, questore e magistrato di sorveglianza, viene velocizzata già dall'ingresso in carcere la procedura di identificazione per rendere effettiva l'esecuzione dell'espulsione.

Garante dei detenuti
Presso il ministero della Giustizia è istituito il Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Un collegio di tre membri, scelti tra esperti indipendenti, che resteranno in carica per cinque anni non prorogabili. Compito del Garante nazionale è vigilare sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Cie. Può liberamente accedere in qualunque struttura, chiedere informazioni e documenti, formulare specifiche raccomandazioni all'amministrazione penitenziaria. Ogni anno il Garante trasmette al Parlamento una relazione sull'attività svolta.

Reclami e diritti
Si va dall'ampliamento della platea di destinatari dei reclami in via amministrativa a maggiori garanzie giurisdizionali nel reclamo davanti al giudice contro sanzioni disciplinari o inosservanze che pregiudichino diritti. In particolare, è prevista una procedura specifica a garanzia dell'ottemperanza alle decisioni del magistrato di sorveglianza da parte dell'amministrazione penitenziaria.