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Coronavirus

Gentiloni: "I Paesi europei facciano altro passo avanti"

Coronavirus, Eurogruppo rinviato a domani, nessun accordo. Parigi: Olanda blocca intesa

Dopo una maratona di 16 ore, slitta a domani il vertice dei ministri dell'Economia: resta lo scontro Italia-Olanda sui coronabond ma si tratta sull'ipotesi di un fondo con titoli di debito comuni

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"Dopo 16 ore di discussione - scrive Centeno su twitter - ci siamo avvicinati a un accordo ma non siamo ancora arrivati. Ho sospeso l'Eurogruppo, continuerà domani. Il mio obiettivo rimane: una forte rete di sicurezza dell'Ue contro le ricadute del Covid-19 (per proteggere lavoratori, aziende e paesi) e impegnarsi per un piano di risanamento considerevole".

Annullata dunque anche la conferenza stampa dell'Eurogruppo prevista per stamani alle 10. Si allungano i tempi della riunione dell'Eurogruppo: la pausa si protrae e la ripresa dei lavori è già slittata tre volte. Lo rende noto il portavoce del presidente Mario Centeno, spiegando che serve più tempo. I ministri stanno riscrivendo il testo di conclusioni. Ma l'accordo appare ancora lontano, al punto che si ipotizza che la riunione in videoconferenza duri tutta la notte.

Resta lo scontro Italia-Olanda sui coronabond ma si tratta sull'ipotesi di un fondo con titoli di debito comuni. Passi avanti ci sarebbero verso l'apertura a un fondo con i Recovery bond, ma manca l'unanimità sul fondo salvastati. L'Olanda su questo insiste dicendo che l'uso del Mes deve avvenire con una forma di condizioni, e l'eccezione può essere solo per le spese mediche. Parigi attacca: incomprensibile che blocchino l'intesa. 

Eliseo: Olanda blocca l'intesa
L'accordo in seno all' Eurogruppo sullo strumento da adottare per far fronte alla crisi del coronavirus "è bloccato dalla sola Olanda". Secondo fonti dell'Eliseo, questa posizione olandese è "controproducente, incomprensibile e non può durare". 

Il blocco olandese è centrato sull'idea di "non togliere tutte le condizioni" per l'accesso al Mes. "Per noi e la maggior parte degli alleati, la sola condizione - hanno spiegato le fonti dell'Eliseo - è che i fondi vengano spesi per far fronte alla crisi". Per l'Olanda, continuano le fonti, "ci devono essere altre condizioni", anche di tipo "macroeconomico", "riguardanti ad esempio le riforme e il ritorno all'equilibrio" finanziario". Le condizioni olandesi "vanno al di là della gestione della crisi - aggiungono le fonti della presidenza francese - mentre noi vogliamo attenerci a questo. E' il punto essenziale del blocco".

La pressioni di Berlino sull'Olanda
L'impasse che i ministri delle Finanze europei non sono riusciti a superare e che ha dato vita allo scontro frontale tra Italia e Olanda è legato alle condizionalità sulle linee di credito del Mes. Secondo quanto emerge al momento la situazione rimane ferma, ma Berlino avrebbe espresso la sua "frustrazione" rispetto al veto dell'Aia sulle condizionalità  più stringenti del Mes e questo potrebbe portare l'Olanda ad ammorbidire la sua posizione.

Sul tavolo resta la proposta francese appoggiata dall'Italia sul 'Fondo per la ripresa', che presuppone l'emissione di bond garantiti dal debito comune per finanziare le spese che i paesi dovranno affrontare per uscire dall'emergenza sanitaria e economica. Una menzione della proposta franco-italiana potrebbe essere inserita nel quadro dell'accordo finale con un riferimento a strumenti di finanziamento "innovativi".

La formulazione sarebbe sufficientemente vaga per vincere le resistenze dei 'rigoristi', ma la condizione è  che si sblocchi il negoziato sul Mes. Che un accordo si possa raggiungere domani non è escluso, anche perché il movimento dello spread registrato in mattinata dopo il fallimento dell'Eurogruppo è stato notevole, anche se per ora non viene definito a livello di allarme. 

Scholz: "Fiducioso in accordo, sul tavolo Recovery fund"
"Siamo molto avanti nel percorso verso un accordo ma non del tutto. Ma per arrivare a un accordo unanime dobbiamo continuare a trattare". Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz "spera" che prima di Pasqua ci sia un risultato ed è "fiducioso" che si arriverà ad un accordo. Lo ha detto a Berlino dopo la maratona notturna dell'eurogruppo. "Abbiamo parlato di un Recovery fund da sviluppare e bisogna accordarsi sui criteri di organizzazione" ha detto il ministro delle Finanze. "Questo dovrà essere il lavoro delle prossime settimane e mesi", ha aggiunto. Con le tre proposte sostenute dalla Germania "viene mobilizzata davvero una grande somma" di denaro per contrastare gli effetti del coronavirus" ha affermato Scholz ribadendo i tre pilastri sostenuti da Berlino,l'impegno della Bei, il Mes e il progetto Sure "in ballo ci sono 500 miliardi di euro".

Le Maire: "Insuccesso trattativa è vergogna per l'Europa"
Il ministro  dell'Economia francese, Bruno Le Maire non ha nascosto la sua  esasperazione ai partner. 'Mentre i morti si contano a  centinaia, a migliaia, i ministri delle Finanze giocano con  le parole e gli aggettivi. E' una vergogna per i ministri  delle Finanze, per l'Eurogruppo e per l'Europa', ha detto  durante la videoconferenza, secondo la ricostruzione della tv  francese Bfm Business. 'Dobbiamo avere una comune  comprensione della gravita' della crisi e decidere di una  risposta comune forte', ha insistito il ministro, aggiungendo  che 'saremo giudicati severamente prima di tutto dai mercati,  poi dalle nostre popolazioni e dagli altri Paesi che ci  vedono incapaci di superare le divergenze'. Francia e  Germania 'hanno fatto molto e trovato un compromesso sul  testo', ha poi indicato, tornando ad ammonire che 'sono in  gioco il futuro dell'Europa e dell'euro'.



Resta molto netto il contrasto fra le posizioni più rigoriste, sostenute soprattutto dall'Olanda, e il rifiuto soprattutto dell'Italia e della Spagna di qualunque tipo di condizionalità macroeconomica specifica per paese, per accedere alla linea di credito speciale del Mes che è stata prospettata in risposta al Coronavirus. Secondo gli olandesi, la condizionalità "alleggerita", ovvero limitata all'uso a cui sarebbero destinati i prestiti del Mes (solo per finanziarie misure legate alla crisi del Covid-19) sarebbe accettabile solo durante il periodo più acuto della crisi; ma in un secondo momento ogni paese che abbia usufruito di questa linea di credito dovrà non solo rientrare, come tutti, nel quadro della normale sorveglianza di bilancio del "semestre europeo" (con l'applicazione del Patto di Stabilità, dopo la sua temporanea sospensione), ma anche rispettare condizioni specifiche, su misura, riguardo alle sue politiche macroeconomiche e alle riforme strutturali.

Sull'altro nodo, quello della creazione del nuovo "Fondo per la rinascita" proposto dalla Francia per sostenere la ripresa (e basato sull'emissione di debito comune), la discussione non è stata molto lunga: si è deciso di rimandare la decisione al Consiglio europeo, con una dichiarazione di disponibilità dei ministri delle Finanze a lavorare agli aspetti tecnici del dispositivo, se e quando la creazione del Fondo sarà decisa politicamente dai leader.A quanto si apprende a Bruxelles, nelle conclusioni che trasmetterà al Consiglio europeo l'Eurogruppo non nominerà esplicitamente il Fondo di rilancio proposto dalla Francia, né i "Corona bond" o (eurobond) proposti dall'Italia, né tantomeno il tabù della "mutualizzazione del debito", che fa inorridire Germania e paesi nordici.

Si farà riferimento, comunque, alla disponibilità a sviluppare un Fondo, per contrastare l'inevitabile recessione, i cui costi sarebbero distribuiti nel tempo e sostenuti in parte dal bilancio Ue e in parte da "uno strumento finanziario innovativo" coerente con i Trattati Ue. Oltre a questi due punti, i più controversi, la discussione dell'Eurogruppo ha riguardato anche le altre due proposte sul tavolo, che vedono una maggiore convergenza degli Stati membri: il programma "Sure" della Commissione europea per il finanziamento temporaneo (per un ammontare fino a 100 miliardi di euro) dei diversi sistemi nazionali di cassa integrazione in tutti gli Stati membri, durante la fase acuta della crisi economica causata dal Covid-19; e il piano straordinario di sostegno alle imprese, soprattutto le Pmi, finanziato (con prestiti fino a 200 miliardi di euro in totale) dalla Banca europea degli investimenti (Bei).

Gli Stati membri dovranno fornire garanzie per 25 miliardi di euro per il dispositivo "Sure" (che emetterà obbligazioni sul mercato per finanziare i prestiti agli Stati membri), e sottoscrivere un aumento di capitale della Bei per altri 25 miliardi di euro, necessario per predisporre il programma di aiuti alle imprese. La maratona negoziale, più difficile dai tempi della crisi dell'euro, continua.

Conte sente von der Leyen: no a compromessi al ribasso 
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sentito nel pomeriggio ieri la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen. Nel corso della conversazione, a quanto si apprende, ha ribadito la necessità di una risposta europea "coraggiosa", a partire dagli Eurobond. "L'Italia non accetterà compromessi al ribasso", avrebbe detto il premier.

"Di fronte alla crisi più grave dopo la guerra, per i paesi europei è  il momento di fare un altro passo avanti nella risposta comune. responsabilità e ambizione". Così su twitter il commissario Ue all'economia Paolo Gentiloni prima dell'inizio della riunione in videoconferenza dell'Eurogruppo.

"Bisogna mettere a disposizione grosse somme e mostrare solidarietà europea",  dice la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, in un'intervista a Die Zeit, secondo un'anticipazione, rispondendo a una domanda sugli aiuti per l'Italia e per gli altri paesi colpiti dalla crisi. La  risposta al coronavirus è nel mettere a disposizione grosse somme di denaro, "e questo funziona al meglio attraverso l'uso pieno dello strumento che abbiamo: un nuovo forte bilancio europeo", dice la presidente, rispondendo a una domanda su cosa giochi contro i coronabond a Die Zeit. "Viene sostenuto da tutti, è trasparente, le regole sono chiare. E il suo mandato è far crescere tutti i paesi dell'Ue insieme. Attraverso il bilancio di 7 anni possiamo fare leva per la somma di cui abbiamo bisogno per reagire al corona".

Ue: no vertice leader in settimana
Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha deciso di non convocare un vertice dei capi di Stato e di governo per questa settimana, dopo che l'Eurogruppo non è riuscito a trovare un accordo. Secondo quanto si apprende, in mattinata il capogabinetto di Michel, Francois Roux, ha informato gli ambasciatori degli Stati membri che il prossimo vertice in teleconferenza non avrà luogo questa settimana. In caso di risultato positivo all'Eurogruppo, Michel avrebbe convocato un vertice in teleconferenza prima di Pasqua, con ogni probabilità nel corso della giornata di domani o venerdì.