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ITALIA

Pizzarotti: "La faranno dimettere. E' una diatriba interna"

Processo Raggi. Al via udienza. Nel pomeriggio la sentenza. Di Maio: Codice non si cambia

Il vicepremier ribadisce in questo modo che in caso di condanna, il Primo cittadino capitolino sarebbe tenuto a dimettersi. Una questione di coerenza. Ma sul Blog dei 5Stelle si sostiene che il sindaco - in base al regolamento del Movimento - da indagata non era tenuta a dimettersi: "nel Codice etico del 2016 non esisteva alcun automatismo ma un meccanismo che comportava una valutazione caso per caso" si legge

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Trench chiaro, pashmina verde-azzurra, grandi occhiali neri. La sindaca di Roma Virginia Raggi è arrivata in aula a piazzale Clodio dove hanno preso la parola i difensori della prima cittadina.
Poi, il giudice Roberto Ranazzi, responsabile del procedimento per falso a carico della sindaca, si è ritirato in camera di consiglio. La sentenza è attesa per le 15.

"La richiesta è che l'imputata venga assolta con la formula piena perché il fatto non sussiste", aveva detto l'avvocato Pierfrancesco Bruno nel corso dell'intervento della difesa.

La Procura di Roma ha chiesto ieri una condanna a 10 mesi per falso nella nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele, a capo del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. In aula sono presenti i consiglieri capitolini del M5S Angelo Sturni, Annalisa Bernabei, il presidente del Municipio XIV Alfredo Campagna e il deputato del M5S Francesco Silvestri. Per la stessa vicenda Raffaele Marra risponde di abuso di ufficio in un processo a parte. La sentenza è attesa nel pomeriggio. Il rinvio a giudizio per la Raggi è arrivato poco più di un anno fa, il 28 settembre del 2017. 

Di Maio: "Nessuna volontà di cambiare il Codice"
Il vicepremier Luigi Di Maio, intanto ribadisce che in caso di condanna verrà applicato il codice etico del Movimento. E precisa che "si è sempre applicato nel M5s. Ho sentito anche di quello che si dice in questo momento, che si sta provando a modificare il codice, ma non c'è nessuna volontà di fare alcuna cosa del genere. E' una questione di coerenza". Così, nel corso della trasmissione Accordi e disaccordi andata in onda nella tarda serata di ieri, il vicepremier Luigi Di Maio esclude modifiche al codice etico del M5s in relazione al processo che vede imputata la sindaca di Roma Virginia Raggi.

M5s: "In Codice 2016 no automatismo indagini-sospensione"
Dopo che ieri il procuratore aggiunto Paolo Ielo, nel corso del dibattimento per il processo che vede la sindaca Virginia Raggi imputata, ha sostenuto che l'ipotetico falso sarebbe stato commesso perche' "in base al codice etico allora vigente nel MoVimento 5 Stelle avrebbe dovuto dimettersi" nel caso di iscrizione nel registro degli indagati, questa mattina il Blog delle Stelle si precisa che: "Non esiste un codice etico antecedente a quello attuale, esiste, invece, un codice di comportamento per i candidati eletti del MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Roma del 2016".

La piattaforma di comunicazione del Movimento specifica che: "L'articolo 9 di tale codice prevedeva al capo A l'obbligo per il sindaco di dimettersi 'se, durante il mandato sara' condannato in sede penale, anche solo in primo grado' o 'l'impegno etico di dimettersi laddove in seguito a fatti penalmente rilevanti venga iscritto nel registro degli indagati e la maggioranza degli iscritti al MoVimento 5 Stelle, mediante consultazione in rete, ovvero i garanti del movimento decidano per tale soluzione".

Quindi il blog sottolinea: "Non esisteva alcun automatismo ma un meccanismo che comportava una valutazione caso per caso. A conferma di quanto sopra, la stessa sindaca ha correttamente ricordato i casi dei sindaci Federico Pizzarotti e Filippo Nogarin i quali, a seguito della loro iscrizione nel registro degli indagati per due differenti eventi, non si sono dimessi e non hanno subito alcun procedimento disciplinare per tale motivo. Si precisa che il sindaco Pizzarotti e' stato sospeso per non aver dato comunicazione del procedimento di cui era a conoscenza da vari mesi e non gia' per il procedimento in se'". E ricorda: "La stessa Virginia Raggi, pure indagata nel luglio 2016 dalla procura di Roma (procedimento immediatamente archiviato), non ha subito alcun procedimento disciplinare".

Pizzarotti: "Decisione personale, la faranno dimettere. E' una diatriba interna"
"E'una decisione molto personale. Io penso che la scelta che faranno nel M5s è che la faranno dimettere o che comunque non la sosterranno più, al di là dei racconti che faranno votare"gli iscritti pentastellati su Rousseau o meno". Lo ha detto il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, rispondendo ad una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se il primo cittadino di Roma, Virginia Raggi, a suo avviso si debba dimettere in caso di condanna nel processo per cui è imputata per falso in merito alla nomina di Renato Marra. "Ma la decisione è assolutamente personale per Virginia Raggi perchè solo lei, come tanti altri, come me stesso, possono sapere cosa è successo, cosa ha portato a questo-ha aggiunto Federico Pizzarotti-,  perchè poi tutti i temi legati alle tipologie di reati fra virgolette amministrativi, in Italia andrebbero rivisti perchè alla fine i sindaci hanno sempre più responsabilità , sempre meno potere e
sempre più sono un capro espiatorio  anche politico di diatribe interne. Questa è evidentemente una diatriba interna".