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MONDO

Il sacramento amministrato a nove giovani

Il Papa e la cresima in periferia

Pomeriggio a San Cirillo Alessandrino per il Pontefice. Poi si "scusa" con i fedeli per le misure di sicurezza ritenute eccessive

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Il Papa cresima un ragazzo
La vita è un cammino, meglio camminare e magari cadere ma comunque incontrare Gesù, non "solo alla fine", ma ogni giorno. Un cammino senza questo non è un cammino cristiano. Questo il messaggio che il Papa, commentando a braccio le letture bibliche, ha lasciato alla parrocchia di San Cirillo Alessandrino, a Tor Sapienza, in particolare ai nove emozionatissimi ragazzi che hanno ricevuto la cresima. La cresima, ha auspicato Papa Bergoglio, non deve essere il "sacramento dell'addio", come suol dirsi riferendosi al fatto che subito dopo, i ragazzi spesso smettono di frequentare la chiesa. 

Una speranza ai giovani
E per incoraggiarli ha spiegato che è possibile incontrare Gesù anche se si è peccatori:  "Le persone che Gesù cercava di più di trovare - ha sottolineato il Papa - erano peccatori e la gente lo rimproverava, dicevano 'questo non è un vero profeta, guarda che bella compagnia che ha'.  Il Papa è arrivato a San Cirillo intorno alle 16,50, accolto dal vicario di Roma Agostino Vallini e dal parroco don Marco Ridolfi, è stato festeggiato dai fedeli e li ha incontrati a gruppi, fra cui anche i bimbi della prima comunione.

Tra i presenti alla messa papale in parrocchia, anche Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio. Alla fine della messa, dopo il ringraziamento del parroco, il Papa ha detto: :"Vi ringrazio di cuore per questo pezzo di cammino che abbiamo fatto insieme, la vostra accoglienza, la vosta bontà e la vostra allegria, e vi chiedo di
pregare per me perché ne ho bisogno. Se qualcosa della organizzazione di questa visita vi ha disturbato, forse un eccesso di sicurezza o di paura, sappiate che io non sono d'accordo con quello, io sono con voi, grazie". A San Cirillo, nel precedente vecchio edificio parrocchiale, si era recato nel 1994 anche Giovanni Paolo II.