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CULTURA

L'artista simbolo degli anni '60

Muore Martin Sharp, pittore psichedelico

L'icona pop australiana aveva 71 anni. Disegnò celebri copertine pergli  album dei Cream e scrisse testi per Eric Clapton

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Un'opera dell'artista Martin Sharp
Sidney

Uno dei simboli della contestazione anni '60 e '70, Martin Sharp è morto domenica sera all'età di 71 anni nella sua casa di Sidney a causa dell'enfisema di cui soffriva da anni.

Il pittore psichedelico disegnò, tra le altre cose, copertine per gli album del gruppo brittanico Cream, Disraeli Gears e Wheels of Fire, e scrisse testi per Eric Clapton. Con Richard Neville e Richard Walsh fondò l'irriverente mensile satirico Oz, pluricondannato per oscenità.

Sin dai tempi della scuola Sharp seppe trasformare le sue immagini in simboli di un'epoca. Aveva un'affinità naturale con la cultura pop, come mostrano i suoi poster per i Cream, Bob Dylan e Jimi Hendrix. Nelle sue opere si ritrovano richiami, in disegni abbaglianti, ai suoi artisti preferiti: De Chirico, Van Gogh e Hokusai.

Sharp giunse a Londra nel 1967, dove incontrò il chitarrista rock Eric Clapton e lo convinse a musicare e registrare i versi che aveva scritto, che poi divennero la canzona 'Tales of Brave Ulysses'.

Nel 1970 tornò a Sydney e per due anni si dedicò a ristrutturare e decorare la sua celebre Yellow House, uno dei tanti tributi a Van Gogh, che presto divenne una comune di artisti, in cui ogni stanza era una creazione artistica. Aperta 24 ore al giorno, accolse migliaia di visitatori fra il 1971 e il 1973. 

Negli anni Sharp si liberò dell'alcolismo. Divenne anglicano praticante e ricevette l'onorificenza dell'Ordine d'Australia e una laurea onoraria dall'Università di Sydney.