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Coronavirus

Il punto sull'emergenza in Italia

Coronavirus: il bilancio della Protezione civile, in 24 ore 578 decessi, 962 guariti

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Guarda i dati in Italia e nel mondo

Sono 21.645 le vittime in Italia da Covid-19 da inizio emergenza: 578 nelle ultime 24 ore, in totale 21.645. E' il dato fornito in conferenza stampa dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Da ieri ci sono 962 persone guarite in più. Da inizio crisi i guariti sono 38.092. I positivi al coronavirus oggi in Italia sono 105.418, 1.127 in più rispetto a ieri. Nelle terapie intensive sono attualmente ricoverati 3.079 pazienti, 107 in meno rispetto a ieri. Dei 105.418 attualmente positivi, Borrelli ha specificato, 27.643 sono ricoverati con sintomi, 3.079 in terapia intensiva e 74.696 si trovano in isolamento domiciliare.  I tamponi eseguiti nel Paese sono stati finora 1.117.404 (43.715 nelle ultime 24 ore, contro i 26.779 di ieri).



L'analisi
Complessivamente 165.155 persone in Italia entrate in contatto con il coronavirus finora (positivi +deceduti + guariti), 2.667 in più rispetto al consuntivo di ieri. Attualmente sono 105.418 le persone positive, con un incremento di 1.127 rispetto a ieri quando l'aumento era stato di 675 unità. Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Sono 38.092 le persone guarite, con un aumento di 962 unità rispetto a ieri. I deceduti sono 21.645, 567 in più rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l'Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso. I ricoverati con sintomi sono ora 27.643, quelli in terapia intensiva 3.079 (-107 rispetto a ieri). In isolamento domiciliare 74.696 persone. I tamponi eseguiti nel Paese sono stati finora 1.117.404 (43.715 nelle ultime 24 ore, contro i 26.779 di ieri).

Raccolte donazioni per 125,5 milioni
Sul conto corrente dedicato della protezione civile "sono stati raccolti ad oggi 125.522.639  euro, circa 31 milioni dei quali già spesi per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e ventilatori". 

Le mascherine ci sono
Il numero di mascherine giornaliere necessarie agli italiani per stare fuori casa e recarsi al lavoro o per altre attività dipenderà da cosa e da quando riaprire, dalla progressione della 'Fase 2' in questa emergenza coronavirus. E anche il numero di mascherine ad personam dipende dal tipo di attività svolta, ma resta fermo il senso di responsabilità del singolo lavoratore. Lo ha detto Ranieri Guerra, dell'Oms e consigliere scientifico del ministro Speranza, nel briefing quotidiano con la stampa tenuto con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli.L'esperto ha sottolineato che permane la raccomandazione Oms sulle misure di cautela, "quello che può cambiare è la presenza di persone in un ambiente chiuso, quindi un numero predeterminato. Ad esempio nelle strutture commerciali mantenere il giusto distanziamento".

Uso mascherine in strada è fuori raccomandazione
"La raccomandazione dell'Oms permane per quanto riguarda le persone che camminano per strada: usare le mascherine è fuori dalle raccomandazioni. Può cambiare la previsione su un raggruppamento di persone in luoghi chiusi". Lo ha specificato Ranieri Guerra, direttore vicario Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa alla Protezione civile a Roma, sul problema delle forniture di mascherine.

Oltre 200 medici task force impegnati
"Domani altri 71 medici della task force andranno nelle regioni più colpite dall'emergenza. Al momento della task force fanno parte più di 200 medici e circa 200 infermieri". Lo ha detto il commissario all'emergenza coronavirus, Angelo Borrelli, nel corso dell'incontro quotidiano con i media al dipartimento della protezione civile. "I volontari impegnati sul campo ad oggi sono 12.118 - ha ricordato Borrelli - le tende di pre triage allestite fuori dagli ospedali sono 835, quelle negli istituti penitenziari 151". 

Valutazione del rischio prima di riaprire
"La valutazione del rischio è la procedura essenziale per capire quando riaprire, definire esattamente come mitigare il rischio, prendendo delle misure specifiche, è inevitabile per la cronologia della riattivazione. Stiamo valutando questo". Lo ha detto Ranieri Guerra dell'Oms, nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile sull'emergenza coronavirus. "La Regione Lombardia è un po' il pilota di quello che accadrà nelle altre regione, deve essere estremamente cauta nella valutazione del rischio per renderlo pari a zero - ha aggiunto Guerra -. La Cina ha fatto capire che la soluzione alla crisi, la fine del contagio, è il distanziamento e la quarantena. Non abbiamo ancora avuto un azzeramento, anche se i dati sono positivi, ma andando con esercito e lanciafiamme come hanno fatto loro si ottengono procedure molto rapide".

Le nostre cure sono all'avanguardia
Che in altri Paesi "vengano curati meglio ne dubito fortemente, il nostro è un sistema sanitario all'avanguardia e questo deve essere chiaro a tutti". Lo dice Ranieri Guerra, componente dell'Organizzazione mondiale della sanità, durante il punto stampa quotidiano, alla Protezione civile, sull'emergenza coronavirus. "Questo è un virus che ha colpito tutti quanti, ma più duramente alcune classi di età e alcune morbosità preesistenti", aggiunge.

Coronavirus non è patriota
Il coronavirus "ha colpito duro ed alcune classi di età ben definite, dobbiamo capire qual è il profilo dei guariti e quello dei deceduti. Quando avremo i dati di tutti i Paesi avremo una normalizzazione delle curve, questo non è un virus 'patriota', colpisce tutti allo stesso modo".

Test sierologici ai lavoratori
"Dal mio punto di vista i livelli di massima sicurezza per i lavoratori devono prevedere una valutazione dello stato immunitario". Lo ha detto Ranieri Guerra dell'Oms, nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. "La linea di tendenza ci fa pensare che la linea immunitaria sia duratura ma non sappiamo quanto dura - ha aggiunto Guerra -. I test sierologici vanno bene ma serve anche un monitoraggio con i tamponi".

Su decessi in Rsa in corso indagine Iss
"Il tema dei decessi nelle Rsa è venuto in evidenza da qualche tempo, lo stesso Istituto superiore di sanità sta conducendo un indagine approfondita sulle cause che non si è ancora conclusa e che costituirà un punto di riferimento per le valutazioni epidemiologiche". Lo ha detto il commissario all'emergenza coronavirus, Angelo Borrelli, nel corso dell'incontro quotidiano con i media al dipartimento della protezione civile. "Come dipartimento - ha ricordato - stiamo inviando i nostri medici e i nostri infermieri anche nelle Rsa: l'emergenza oggi è a livello di medicina territoriale e non di ospedali". 

Un massacro in strutture anziani
"Un massacro". Così il professor Ranieri Guerra. Bisogna "ripensare e rivedere un adeguamento progressivo non solo basato su standard di cura, ma di percorsi di presa in carico e integrazione socio-sanitaria e comprensione di una popolazione che invecchia e che ha bisogno di qualcosa che risponde a un bisogno e non di metratura quadrata pro capite. Il massacro che abbiamo visto deve essere occasione da non dilapidare per ripensare il sistema dell'assistenza". E tutto questo va fatto ora - ha aggiunto Guerra -, prima che si arrivi in autunno all'influenza stagionale. Inoltre, "non va neanche dimenticato che l'Italia è tra i Paesi europei quello con il più basso indice di vaccinazioni tra il personale sanitario. Bisogna adoperarsi prima che la nuova ondata massiccia vada a sfondare la linea degli ospedali, che sono la seconda linea".

In valutazione vari test sierologici
Ci sono almeno 4-5 test sierologici, che verranno valutati dal commissario per l'approvvigionamento Domenico Arcuri, e ptoranno essere adottati per un campionamento della popolazione, in modo da comprendere se una persona è immune al coronavirus. Lo dice Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità."Sulle caratteristiche del test entriamo in problema di natura scientifica e di tecnologia", ha detto Guerra, spiegando che al momento non sembrano soddisfacenti i test fatti sul sangue periferico, mentre paiono più promettenti quelli su sangue venoso. "Il test perfetto non esiste, abbiamo approssimazioni che arrivano oltre il 95%", ha sottolineato il dirigente dell'Oms.

I dati per regione
In Italia sono 165.155 i casi totali. Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 32.921 in Lombardia, 13.577 in Emilia-Romagna, 13.195 in Piemonte, 10.789 in Veneto, 6.417 in Toscana, 3.464 in Liguria, 3.097 nelle Marche, 4.047 nel Lazio,  3.087 in Campania, 2.104 nella Provincia autonoma di Trento, 2.573 in Puglia, 1.394 in Friuli Venezia Giulia,  2.081 in Sicilia, 1.810 in Abruzzo, 1.576 nella Provincia autonoma di Bolzano, 582 in Umbria, 870 in Sardegna, 819 in Calabria, 548 in Valle d'Aosta, 261 in Basilicata e 206 in Molise. Sono 38.092 le persone guarite. I deceduti sono 21.645, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l'Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del
decesso. 

Trump e Oms
"Bisogna vedere se la minaccia si trasforma in realtà". Lo dice Ranieri Guerra, componente dell'Organizzazione mondiale della sanità, durante il punto stampa quotidiano, alla Protezione civile, sull'emergenza coronavirus, rispondendo alla domanda dei cronisti sull'annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di voler sospendere il sostegno all'Organizzazione mondiale della sanità per aver "fallito" nella partita contro il Covid-19. "L'agenzia non ha un'autonomia decisionale su quello che vuole fare - aggiunge -. Ci sono elementi di controllo nella governance dell'Oms che sono estremamente capillari, dal punto di vista contabile ai risultati di campo. Queste sono cose che vanno capite, altrimenti si pensa che il direttore generale abbia la possibilità di dichiarare una pandemia quando gli salta per la testa". "Gli Usa sono il maggior contributore, non solo di risorse economiche e finanziarie, ma anche di personale", ma "non è un problema che l'amministrazione Trump mandi un gruppo di colleghi a capire con noi cosa è successo. È già successo".