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TECH

​Il presidente INAF D'Amico: “Sarà un salto tecnologico senza precedenti”

Firma a Roma per il radiotelescopio più grande del mondo

Domani al MIUR la conclusione di oltre tre anni di negoziati internazionali per dar vita all'organizzazione intergovernativa che supervisionerà la costruzione dello Square Kilometre Array. Con le sue antenne dal Sud Africa all'Australia, capterà segnali provenienti dalle profondità del cosmo

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Raffigurazione artistica delle antenne di SKA (SKA Organisation)
di Andrea Bettini
Sarà il più grande radiotelescopio al mondo, un enorme orecchio ipertecnologico pronto ad ascoltare i segnali in arrivo dalle profondità dell'Universo. Lo Square Kilometre Array (SKA) è uno dei più ambiziosi progetti scientifici in corso e domani il MIUR ospiterà a Roma una tappa fondamentale per la sua realizzazione: la firma del trattato internazionale che istituirà lo SKA Observatory, l'organizzazione intergovernativa per supervisionare la sua costruzione.

Sfida tecnologica
Il progetto coinvolge a vario titolo un centinaio di organizzazioni scientifiche di 20 paesi e intende dar vita a un radiotelescopio esteso per alcune migliaia di chilometri, con installazioni in Sud Africa e in Australia. La fase 1 della costruzione è iniziata lo scorso anno e si concluderà nel 2023, permettendo le prime ricerche nel campo delle frequenze basse e medie. Dal punto di vista tecnologico si tratta di una vera sfida: basti pensare che i dati generati dalle antenne saranno pari a 10 volte il traffico mondiale di internet e il computer centrale avrà una potenza di calcolo equivalente a quella di centinaia di milioni di pc domestici.


Uno sguardo sull'Universo primordiale
Una volta completato, SKA avrà una sensibilità e una versatilità uniche. “Con SKA – dice il presidente dell'INAF Nichi D'Amico - otterremo importanti dettagli su come era l'Universo miliardi di anni fa, su come si sono formate le prime stelle e le prime galassie, su quale ruolo gioca l'energia oscura nell'evoluzione dell'Universo. Metteremo alla prova la teoria della gravitazione di Einstein con una accuratezza senza precedenti”.

In ascolto di altre civiltà?
Secondo gli scienziati, questo super radiotelescopio potrebbe anche ascoltare eventuali segnali prodotti da civiltà lontanissime dalla Terra. “SKA potrebbe trovare risposta al dilemma se siamo soli nell'Universo – aggiunge Nichi D'Amico - non solo in base allo studio dei componenti chimici che nell'Universo hanno dato origine alla vita, ma forse rivelando segnali radio indicativi di civiltà intelligenti”.

“Salto tecnologico senza precedenti”
Per arrivare alla “Convenzione dell'Osservatorio SKA” che sarà firmata domani sono serviti oltre tre anni e quattro cicli di negoziati internazionali, con l'Italia e l'INAF in prima fila. Una scelta strategica sia dal punto di vista scientifico sia da quello industriale. “Le tecnologie che si stanno sviluppando per SKA troveranno applicazioni nelle telecomunicazioni, nell'informatica e nell'intelligenza artificiale – spiega Nichi D'Amico - Con SKA stiamo popolando il pianeta di 'pixel', un po' come la retina del nostro occhio, solo che si tratta di pixel sensibili alle onde radio. Stiamo connettendo questi pixel con reti a larga banda, qualcosa che ricorda le connessioni retiniche, e il grande 'cervello' sarà una rete distribuita di supercomputer. Stiamo trasformando il nostro pianeta in un 'gigantesco occhio' sensibile alle onde radio. Si tratta di un salto tecnologico senza precedenti che configura innovazione e tecnologie di avanguardia. Il nostro Istituto, l'INAF è all'avanguardia in questo processo di sviluppo, accompagnato da una compagine industriale prestigiosa, e il ritorno industriale ed economico sarà di grandi proporzioni”.