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MONDO

Nel nord del Paese continuano gli scontri tribali almeno 35 morti

Yemen, assalto al Ministero della Difesa: gli attentatori erano sauditi

Secondo la polizia di Sana'a è credibile la rivendicazione di Al Qaeda dell'assalto di giovedì scorso alla sede del Ministero della difesa. Intanto nel nord proseguono gli scontri tra houthi e salafiti

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L'assalto al Ministero della Difesa
Yemen
E’ credibile, secondo la polizia di Sana’a, la rivendicazione da parte di Al-Qaeda nella Penisola araba (AQAP) dell’assalto al Ministero della difesa di giovedì scorso.  Sul suo account Twitter la cellula aveva scritto: “questi quartier generali della sicurezza, gestiti insieme agli americani nella loro guerra contro il popolo musulmano, sono un obiettivo giustificato”. Secondo gli attentatori, infatti, il ministero della Difesa ospitava le sale di controllo dalle quali gli Stati Uniti pilotano i droni.
 
Il commando, fa sapere la polizia yemenita, era composto per la maggioranza da sauditi, che sono riusciti ad entrare nell’edificio perché indossavano uniformi dell’esercito. Il bilancio della giornata di sangue è di 52 morti e moltissimi feriti. Tra le vittime molti medici stranieri - provenienti dalle Filippine, dalla Germania, dall’India e dal Vietnam – perché nell’attacco è stato incendiato anche l’ospedale del compound.
 
Ma Al-Qaeda nella Penisola araba non è l’unico nemico interno che deve affrontare il governo di Sana’a. Continuano, infatti, nel nord del Paese, gli scontri che vedono opporsi, dal 2011 houti e salafiti. Nelle ultime ore il bilancio è di almeno 5 sunniti salafiti e 30 sciiti houthi, uccisi nei villaggi di Al Manaa e Al Raad a Dammaj.